L’ottava arte – seconda parte
Proseguo con i cortometraggi che ci sono stati mostrati al corso d’aggiornamento “L’ottava arte”:
Autori: Emanuele Luzzati e Giulio Gianini – Titolo: “Pulcinella” – 1973
Autore: Jan Švankmajer – Titolo: “Možnosti Dialogu (Le Dimensioni del Dialogo)” – 1982
Parte I: “Dialog věcný (dialogo oggettivo)” e Parte II: “Dialog vášnivý (dialogo appassionato)”
Parte III: “Dialog vyčerpávající (dialogo estenuante)”
Autore: Barry Purves – Titolo: “Next” – 1989
Autore: Virgil Widrich – Titolo: “Fast Film” - 2003
(nel Making of si vedono spezzoni in alta definizione):
Autori: Tommaso Cerasuolo e Giovanna Mussiello (Perturbazione) – Titolo: “Un anno in più” – 2007
Autore: BLU (blublu.org) – Titolo: “MUTO” – 2008
Autori: Marta sui tubi – Titolo: “Cinestetica” – 2008
Autore: Donato Sansone – titolo: “Videogioco” – 2009
Autore: Giacomo Agnetti (MagicMindCorporation) – Titolo: “About Love” – 2009
Autore: Tommaso Cerasuolo – Titolo: “Porpora” (di Marco Notari) – 2009
Autore: Bastien Dubois – Titolo: “Madagascar. Carnet du voyage” – 2009
Estratto:
L’ottava arte – prima parte
Sono stata (3 puntate su 4) ad un corso d’aggiornamento sul Cinema d’Animazione.
Ci hanno fatto vedere delle cose interessanti. Qui vorrei raccogliere quelle disponibili in rete, sia come promemoria per me, sia a godimento altrui
Inizio dalla storia del Cinema d’Animazione (i cortometraggi che il relatore, Emiliano Fasano, ci ha mostrato come esemplari)
Autore: James Williamson – Titolo: “The Big Swallow” – 1901
Autore: Georges Méliès – Titolo: “Le voyages dans la lune” – 1902
Autore: J.Stuart Blackton – Titolo: “Humorous Phases of Funny Faces” - 1906
Autore: Windsor McKay – Titolo: “Gertie the Dinosaur” – 1914
parte I
parte II
Autrice: Lotte Reiniger – Titolo: “The adventures of Prince Achmed” - 1926
Autore: Walt Disney – Titolo: “A Skeleton Dance” – 1929
Autore: Walt Disney – Titolo: “Flowers and Trees” – 1932
Autore: Walt Disney – Titolo: “The Old Mill” - 1937
Autore: Norman McLaren – Titolo: “Neighbours” – 1952
Autore: Norman McLaren – Titolo: “A Chairy Tale” – 1957
Autore: Norman McLaren – Titolo: “Opening Speech” – 1960
Rovesciare questa civiltà
Se devono essere delle tette a farlo….
almeno che sia nel MODO GIUSTO!!!
(Grazie Heather, you’re great!)
Becca il quadro!
In questo video ci sono 24 opere d’arte (alcune così famose che le ho riconosciute subito pure io!!)
Se vi fiaccate a trovarle tutte, c’è Rael che l’ha fatto per voi
Impostazioni di default
Su una mailing list che ricevo ho notato questo avviso pubblicitario:

Infatti spesso le impostazioni default dei bambini appena nati non corrispondono alle necessità degli utenti, vale a dire i genitori. Sembra che nella maggior parte dei modelli le impostazioni di default comprendano:
- incapacità del sistema a rimanere in stand-by o ibernazione per più di un’ora;
- esaurimento rapido delle batterie, con segnalazioni acustiche molto forti per riattaccarsi alla spina o all’alimentatore;
- richiesta di essere situato in un raggio di 1-2 metri al massimo per un buon collegamento wireless.
Piuttosto, non si capisce perché queste impostazioni non vengano già programmate in utero in modo più rispondente a tali necessità: una pratica che è in uso da anni da tutti gli sviluppatori non organici. Invece non pochi utenti hanno riscontrato che alcuni bug segnalati nella versione 1.0 col primo figlio si siano comunque ripresentate anche nella 2.0, 3.0, ecc. con i figli successivi.
D’altro canto questi software (perché per esser morbidi, lo sono) presentano tutti queste due importanti caratteristiche:
- Intervenire sulle impostazioni genera complicazioni: ad una modifica spesso seguono più problemi collaterali di quanti la modifica stessa non risolva. Agire in modo sistematico spesso significa snaturare tutto il sistema, con risultati non sempre soddisfacenti per l’utente.
- Negli aggiornamenti annuali successivi, solitamente entro x.3 o x.4, tutti i problemi sopra elencati si risolvono da sé.
Quindi, questi interventi risultano utili a:
- creare e mantenere un mercato di servizi post-nascita,
- modificare le impostazioni di default di noi utenti adulti.
L’una, l’altra, o entrambe insieme.
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Diario di casa – 01/02/2010
(Come mi ha fatto notare lo zio Enry, è una data palindroma).
La mattina di Alle è cominciata (alle 9.30) col saluto del papà, e poi in mancanza di cartoni animati ci siamo fatti un po’ di MTV, tra cui questo video imperdibile:
Filed under Giorni, Musica | Comment (1)Diario di casa – 31 gennaio 2010
ore 6.50
Ciao, amore. Qui nevica di nuovo, è tutto coperto e nemmeno sulla rotonda sono ancora passati a pulire. Nei miei programmi dovrei portare Alle a messa, poi pranziamo dai miei. Tu stai bene? Spero tu stia già dormendo. Sogni d’oro!
ore 8.30
Visto che avevo detto che oggi sarei andata a messa, credo che andremo a piedi in S.Giuseppe.
(adesso, che sono le 9.15, quel pezzetto di muretto ancora visibile è scomparso)
ore 14.30
Domani niente scuola!! Non tanto per la quantità di neve, ma soprattutto perché sono previste gelate importanti. Bene, roba da mangiare ce n’è, ci chiudiamo in casa
A dopo, amore.
Filed under Giorni | Comments (2)Diario di casa – 30 gennaio 2010
Per il papà che sta via una settimana…
ore 10.30
Alle è seduto sul water e gradisce compagnia.
“Mamma, ma è vero che se sviti l’ombelico si stacca il sedere?”
Io: “Questa è del nonno Alberto, vero?”
“Sì, comunque: è vero?”
“Alle, mettiamola così: SE fosse vero, come sarebbe possibile? Che meccanismo dovrebbe esserci nel nostro corpo per fare una cosa del genere?”
“Mamma, portami da scrivere. Devo fare una riflessione organica”.
ore 17.00 – 18.00: Alle ha fatto i rosoni con la nonna Laura, molto contento per una notizia interessante che gli hanno detto gli zii dopo il catechismo
ore 18.30 circa…
Io: “Alle, che borsa che sei!!!”
Alle: “No, non una borsa. Sono un porta-ipod”
Io: “questa la scrivo sul mio blog, così la legge anche il papà!”
Alle: “ricordati che quando scrivi ‘porta aipod’ devi scrivere ‘porta trattino ipod con la i’…”
Domande per il papà per le quali non si può aspettare che torni:
- posso usare i tappini dei window colors che stanno sul tavolo della cucina?
- quanti ambienti c’erano nel paese di Halloween di Nightmare before Christmas?
Filed under Giorni, Il Cobrampino | Comments (2)DOVE SONO SPARITA?
È un po’ che latito da questo mio blog, che – non ridetemi addosso – di solito visito quasi tutti i giorni. Mi piace il bluebird, e mi piacerebbe scrivere qualcosa al volo come fa Weissbach, ma non ho il suo dono della sintesi e inoltre se anche usassi termini come “Zeitgeist” (una ragazza per bene come me!!) come minimo metterei il link a wikipedia, mica posso contare su qualcuno che mi fa i sottotitoli, io.
A parte il lavoro – Brunetta fa di tutto perché noi statali consideriamo lo stipendio come un risarcimento psicologico per le sue offese e vessazioni varie, ma ancora me ne metto per il bene dei miei bambini di scuola – sono stata impegnata su più fronti rispetto alle mie attività di volontariato.
Vorrei che i miei 4 lettori sapessero che:
1. LE DONAZIONI DI LATTE ARTIFICIALE AD HAITI SONO DANNOSE E/O INUTILI.
2. Se avevate delle motivazioni per boicottare la Nestlè, ho una notizia: potete cominciare a boicottare anche la Danone. Leggete qui, non c’è più freno…
3. Sono comparsi in rete articoli che asseriscono che “L’allattamento al seno non è migliore di quello artificiale”, ne ho citato uno ma diversi giornalisti hanno riportato la notizia senza informarsi. Mike Brady di BabyMilkAction ha commentato, leggetevi la traduzione dei post in cui smantella le argomentazioni della ricerca citata e del pessimo giornalismo che interpreta alla carlona…
Vabbè, sono monotematica… ah, oggi ho vissuto questa bella esperienza.
Alla prossima!!!
AGGIORNAMENTO DEL 24 /01:
5. Articolo su Gioia, che non ho commentato. Grazie anche ad Anita e Beatrice per questa presa di posizione e risposta. Vorrei poter linkare qui anche i commenti che mi sono piaciuti di più: quelli equilibrati di Sara Cosano, ad esempio, ma anche altri. Non si tratta di non essere ironiche o lievi, noi mamme che veniamo tacciate di talebanesimo. Si tratta di mettere le donne le une contro le altre, che è sempre una cosa brutta, e triste (che non fa ridere). Chi ama tanto l’ironia dovrebbe aver capito che quella che ha più valore di tutte è l’auto-ironia, e che il suo valore massimo è prendersela col “potere e le sue declinazioni oppressive”, non con chi si fa i suoi.
Filed under Allattamento al seno, Pirati&Ladroni | Comment (0)Sand Requiem
Mi sono imbattuta in questa opera d’arte qualche giorno fa.
Mi ha molto incuriosito, e oggi ho fatto qualche ricerca: volevo sapere se la storia che racconta è la storia di qualcuno in particolare, volevo che le parole spiegassero i particolari, anche se nulla possono aggiungere al messaggio: l’arte è quella cosa umana che sa trasformare anche una tragedia in qualcosa di bello.
L’artista si chiama Kseniya Simonova, ha 24 anni. Tutto ciò che segue l’ho letto e tradotto da Wesha, che ringrazio. (Thanks, Wesha!)
La storia inizia con uno scenario di pace: due innamorati su una panchina, sotto le stelle, una chiesa ortodossa sullo sfondo. Siamo nell’ex Unione Sovietica (non è chiaro se in Ucraina, Bielorussia, o altrove).
La radio annuncia l’invasione tedesca (22 giugno 1941), compaiono all’orizzonte i bombardieri aerei tedeschi, e una canzone patriottica chiama alla guerra per difendere il proprio Paese. La ragazza, spaventata e in lacrime, vede partire per il fronte il suo amato.
Nasce il loro bambino: la maternità ridona serenità alla ragazza, anche se la guerra continua a imperversare.
Arriva una lettera: porterà notizie di lui? Purtroppo sì: è morto. La morte segna il volto della giovane donna – (o la lettera viene recapitata anche alla madre di lui?). Sulla sua tomba – l’obelisco sovrastato da una stella – si ritrovano a compiangerlo l’anziana madre, la giovane donna e il loro figlioletto.
La vita va avanti: si ricostruisce laddove la guerra ha distrutto.
Guardando fuori dalla finestra, lei ancora spera di vederlo arrivare: forse c’è stato un errore, forse non è morto…
Si intravvede il suo riflesso nel vetro, con l’uniforme russa da marinaio. Anche il loro bambino è vestito da marinaretto.
“Sei sempre accanto a noi” – 1945.
(Ho l’immagine di un’altra donna che ha aspettato a lungo alla finestra il ritorno del marito: Maria, la moglie di Odoardo Focherini).
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