Lettera di una professoressa a don Milani
di Mila Spicola, da MicroMega:
Caro don Lorenzo,
sono passati quanti anni dalla lettera che mi hai inviato? 42? 43? Il mondo è cambiato mille volte da allora. [...] Eppure io mi ritrovo a insegnare incredibilmente nella scuola dei tuoi poveri Giovanni, sempre più distinti dai ricchi Pierini. Non a Barbiana, bensì in una periferia palermitana, in Sicilia, nella regione più povera d’Italia. Quella che avrebbe bisogno di attenzioni e aiuti e invece ha avuto, indistintamente, gli stessi identici tagli che si sono verificati altrove. Solo che qui un taglio è la decapitazione. “Non si divide una torta in parti uguali tra diseguali”, così mi hai spiegato e mi avevi convinta. 40 anni fa, ci avevi convinti tutti. Noi insegnanti e quelli che decidono. Avevamo capito la tua lezione. Ci abbiamo provato a fare una scuola migliore. E l’avevamo fatta, lasciamelo dire, prima che arrivasse questo disastro… (leggi tutto l’articolo)
Questa è la cancrena
Un estratto del post, tutto da leggere, di Leonardo:
Filed under Il Paese Sbagliato, Scuola | Comment (1)La scuola non ha il pubblico dei talk show di Santoro (e Floris). È un’istituzione con cui ha a che fare la maggioranza degli italiani e – ciò che è più importante – la totalità degli italiani di domani. Poi, incidentalmente, è il settore dove lavoro io. A me in realtà dispiace venir qui a rovesciare frustrazioni che almeno dovrei cercare di rivestire di ironia o letteratura, ma devo dire che questo settore sta cadendo a pezzi, a vista d’occhio. Fino a un paio di anni fa era la solita scuola italiana con tanti problemi ma un cuore grande così. Poi ci sono stati i tagli delle cattedre. Prima se ne sono andati via i più giovani, quelli che erano appena approdati al ruolo. Poi sono caduti i colleghi stanchi, quelli coi problemi di salute. Quest’estate ci lascerà anche qualche senatore, quelli indistruttibili che però saranno pensionati con la forza. I buchi che lasciano non vengono riempiti. Le supplenze non vengono nominate. Le classi restano a volte in mezzo a un corridoio, ad aspettare qualcuno che nessuno ha chiamato (il preside ha altro da fare, postdatare assegni per forniture di cancelleria, cose così), anche solo un bidello che comunque è stato tagliato pure lui. A settembre gli insegnanti superstiti tentavano di metterci una pezza, ma era abbastanza chiaro che si trattava di regalare ore di lavoro gratis alla Gelmini. Adesso c’è molta stanchezza in giro: non si fanno più progetti, non si va in gita. Nel mezzo di tutta questa confusione ci sono meravigliose lavagne elettroniche interattive regalate dal ministero che nessuno sa usare (gli insegnanti più giovani non sono stati più assunti dal ministero). Nel frattempo la Gelmini è riuscita a strascicare la sua miracolosa Riforma della Scuola Superiore a un punto che gli studenti, che dovevano scegliere in gennaio, non sanno ancora che scuola frequenteranno in settembre. Tutto questo sta succedendo in tutte le vostre scuole, in tutte le vostre città. E mi chiedo: ma non si perdono le elezioni così? Non si perdono perché stai rovinando un anno scolastico a milioni di ragazzi in tutta Italia, e i genitori se ne accorgono? No? Si perdono perché sospendi un talk show?
Questo è lo smantellamento della scuola pubblica. Non è un foruncolo: questa è la cancrena. Questa è la perdita della vista, della capacità di guardare avanti, a quelli che verranno dopo di noi, anzi, ci sono già (ché noi il nostro tempo ormai l’avremmo anche già avuto). Ce ne preoccupiamo? Tanto per fare un esempio concreto: oggi Repubblica, organo dell’antiberlusconismo ponderato, cosa aveva in prima pagina? Il foruncolo (“Berlusconi all’attacco del Csm”, nientemeno. Ci dev’essere un cassetto a Repubblica dove tengono i titoli buoni per tutte le stagioni) A pagina due? Foruncolo. Tre, cinque, sei, sette: foruncolo (a pag. 4 pubblicità di abbigliamento). Sulla scuola neanche un trafiletto, neanche un corsivo nella pagina delle opinioni, e sì che ieri Intravaia aveva ben reso la situazione. Evidentemente non è una priorità. La priorità è Santoro (e Floris), quando tra quindici anni rischiamo di avere un pubblico medio che non riuscirà nemmeno a leggere i titoli delle trasmissione di Santoro (e Floris).
Il problema qui non è essere o no antiberlusconiani. Il punto è esserlo davvero, lasciando perdere le provocazioni e i foruncoli quotidiani che infastidiscono, sì, ma non possono distrarci. Su un quotidiano antiberlusconiano ci dovrebbero essere due pagine di scuola tutti i giorni. Le storie ci sono dappertutto, non ci vogliono segugi a trovarle: date un’occhiata ai blog, c’è un istituto a Genova dove i prof si pagano le fotocopie? Intervistarli subito, perché il vero berlusconismo è questo. Le scuole. La sanità. La protezione civile. I rifiuti. E poi sì, le telefonate intimidatorie e le pressioni al Csm. Ma non confondiamo foruncoli e cancrena.
“Io sono una guerrigliera”…
… mi fa venire in mente una preghiera che sento ancora, per molti versi, mia – come un mantra: “combattere senza pensiero delle ferite“.
Io, sob, non c’ero… l’articolo si può leggere qui.
Filed under Diritti & Doveri, Scuola | Comment (1)Il Girotondo delle Maschere
Oggi è Martedì Grasso.
Nel quaderno di Alle c’è questa filastrocca:
È Gianduia torinese
Meneghino milanese.
Vien da Bergamo Arlecchino
Stenterello è fiorentino.
Veneziano è Pantalone,
con l’allegra Colombina.
Di Bologna Balanzone,
con il furbo Fagiolino.
Vien da Roma Rugantino:
pur romano è Meo Patacca.
Siciliano Peppenappa,
di Verona Fracanappa
e Pulcinella napoletano.
Lieti e concordi si dan la mano;
vengon da luoghi tanto lontani,
ma son fratelli, sono italiani.(G. Gaida)
Il Carnevale risveglia in me ricordi d’infanzia poco piacevoli, ma le maschere legate alla Commedia dell’Arte mi hanno sempre affascinata. Colgo l’occasione quindi per fare una sorta di piccola ricerca in rete sulle maschere di Carnevale, partendo da quelle menzionate nella filastrocca e continuando con le altre che si trovano sul sito midisegni.it.
Link che ho trovato utili (oltre, è scontato, alle relative voci su Wikipedia):
Bimbibo – VastoSpA – Sipario – Teatro di Nessuno
Filed under Giorni, Scuola | Comment (0)7 in ARTE E IMMAGINE
(tre giorni fa)
Mamma: “Alle, lo sai che domani consegnano il documento di valutazione?… quello che i nonni chiamano la pagella, insomma.”
Alle: “MM”.
M: “Sei preoccupato? Pensi che non sarà una bella pagella?”
A: “Mamma, in Arte e Immagine avrò 0,0. Lo sai che non mi piace colorare!”
M: “Ma se vuoi sempre entrare a scuola prima dell’orario perché al prescuola puoi colorare!!??”
A: “Sì, ma è diverso. Al prescuola coloro quello che mi pare, come mi pare e quando mi pare.”
(il giorno dopo…)
Maestro: “Come vedete, è una bellissima pagella. C’è solo questo 7 in motoria, e il 7 in Immagine, perché si rifiuta di colorare. Forse, più avanti, quando faremo cose più creative, si impegnerà di più”.
(oggi…)
Alle: “Mamma, guarda cosa ho fatto adesso con i miei cubetti di mais!”


… Capite perché a volte viene voglia di strozzarlo???
Iscrivere a una Buona Scuola mio figlio…
… che è già iscritto ad una Buona, anzi: OTTIMA, Scuola.
Solo che l’anno prossimo gliela smantelleranno.
Filed under Diritti & Doveri, Il Paese Sbagliato, Scuola | Comment (0)NON PIÙ…

- tratto da www.cespbo.it

Questa è una delle cose che mancheranno di più ad Alle. Non l’unica cosa di cui sarà privato. Ho tanto bisogno di trovare il modo di farmi sentire!!! Cazzarola!
Filed under Diritti & Doveri, Il Paese Sbagliato, Scuola | Comment (0)Lasciamo stare i bambini (Dies Irae 3)
1. La prima strumentalizzazione dei bambini che ho letto: “Scuola, genitori in piazza” (20 novembre 2008), in particolare, cito:
questa strategia è preoccupante perché «priva gli alunni di preziose attività formative ed educative, capaci di creare entusiasmo e coinvolgimento, anticipando così gli effetti negativi della riforma e penalizzando proprio i bambini, cioè coloro che la protesta delle maestre intende proprio tutelare».
2. da “Voce” del 24 dicembre:

3. Una delle risposte, da “Voce” del 9 gennaio 2009 (ringrazio la collega che l’ha scritta e ne ometto il nome in quanto sul web l’articolo non è riportato – ovviamente nella versione cartacea c’è):
- LA GELMINI E LE GITE – Caro papà e consigliere innominato di un Comune delle Terre d’Argine, con grande dispiacere colgo la sua missiva infuocata contro la mobilitazione sindacale delle insegnanti del III Circolo di Carpi.
- Son dispiaciuta perché a fronte della chiarezza della divulgazione del corpo docenti, alcuni genitori con grande scorrettezza hanno approfittato per gettare benzina sul fuoco. Sono un’insegnante del IV Circolo e conosco la questione in quanto coinvolta come RSU nella scelta di questo tipo di mobilitazione a livello del mio e di altri circoli della Provincia di Modena.
- Le spiegherò con molta trasparenza che, a Carpi, quanto è avvenuto nel III circolo è avvenuto in tempi e modalità differenti anche nel IV, la scelta è stata fatta per gli stessi motivi: le uscite didattiche, le gite o viaggi d’istruzione, le feste e qualsiasi attività extracurricolare che si fanno o meglio che si son fatte fino ad oggi nella scuola, non si potranno più fare senza la compresenza delle insegnanti che scomparirà grazie ai tagli operati dalla Gelmini/Tremonti, legge costruita per tagliare fondi, posti di lavoro, compresenze che permettono queste e altre cose più importanti, come il recupero e il supporto per bambini in difficoltà di apprendimento che non sono riconosciuti per ottenere insegnanti d’appoggio.
- La mobilitazione, per questo breve periodo, è stata solo un assaggio di quanto accadrà dall’anno prossimo in quanto un’insegnante, per legge, non può portare in uscita la classe da sola in quanto è consentito il solo rapporto 1/15, inoltre per le gite gli insegnanti mettono ore proprie che nessuno riconosce e per aggiunta l’organizzazione delle feste, che tanto interessano ai genitori, richiede una cura che comporta ore di preparazione dei bambini, togliendole ai programmi per gli alunni, e ore extrascolastiche per gli insegnanti.
- Io credo che il mondo della scuola ed il futuro dei nostri figli, abbia bisogno di comprensione tra i docenti e genitori e le scelte che sono state fatte dagli insegnanti in questo particolare contesto non debbono far vedere una fantomatica strumentalizzazione dei bambini ma chiarire che siamo in pericolo tutti insieme, docenti, scolari e genitori, perché il segno meno il ministro dell’Economia Tremonti lo ha messo per tutti, anche ai genitori.
- Io ritengo sia un successo che la mobilitazione della scuola abbia fatto capire quanto del lavoro che annualmente viene svolto, organizzato e scelto dai Dirigenti e dagli Insegnanti abbia un significato pedagogico, costruito in anni di lavoro coscienzioso, per noi della scuola è un successo. Grazie alla legge Gelmini finalmente si parla di questo mondo-scuola e del lavoro silenzioso e sconosciuto degli insegnanti bistrattati e fannulloni. Spero che l’attenzione e la discussione sugli eventi della scuola rimanga alta e soprattutto che i nostri figli-scolari-bambini non debbano pagare il conto di una riforma al ribasso.
- Tanti Auguri per un buon 2009 alla scuola pubblica italiana.
Ma sì, lasciamo stare i bambini. Perché occuparci della qualità della loro scuola? Lasciamoli stare, meno studiano, meno imparano, meglio sarà. Almeno, quando saranno adulti manipolati dalla tv e da chi può urlare più forte, non gli piglierà un coccolone per quello che stanno vivendo.
Filed under Diritti & Doveri, Insegnanti, Pirati&Ladroni, Scuola | Comment (1)Pigmalione in classe – promemoria (La Strada – 3)
Repetita iuvant.
Un riassunto da Vivere, amare, capirsi di Leo Buscaglia:
Prendete lo studio Pygmalion in the Classroom. Tutti gli educatori dovrebbero leggerlo. A proposito delle aspettattive! Arrivarono certi signori di Harvard e dissero a tutti gli insegnanti: «Ora andremo nelle vostre classi e faremo un test» (non sono le parole esatte, è soltanto il senso) «che si chiama “Test dei progressi intellettuali di Harvard”. Lo scopo del test è di valutare quali bambini sono destinati a progredire intellettualmente durante l’anno. Il test li individuerà; non sbaglia mai. Vi diremo i risultati».
Poi sottoposero i bambini a vecchi, antiquati test del Quoziente d’Intelligenza. Appena ebbero finito, buttarono i risultati nel bidone della spazzatura. Poi pescarono a caso cinque nomi dai registri e fecero vari colloqui. Dissero a un insegnante: «Ecco i bambini che progrediranno in questo semestre: Juanita Rodriguez». «Juanita Rodriguez non progredirebbe neppure se le sparaste con un cannone» disse l’insegnante. «Eppure, il Test dei progressi intellettuali di Harvard non sbaglia mai» dissero i nostri soloni.
E sapete come andò a finire? Tutti quelli che avevano segnato nel loro elenco fecero faville. Ciò dimostra che otterrete ciò che vi aspettate. Se entrerete in una classe e direte: «Questi ragazzi sono stupidi», essi non impareranno mai niente. Entrate e dite tra voi: «Questi bambini vogliono e possono imparare; è compito mio accompagnarli a quella tavola apparecchiata e mostrar loro che è fantastica».
Sull’effetto Pigmalione:
- L. Rosenthal – L. Jacobson, Pigmalione in classe. Aspettative degli insegnanti e sviluppo intellettuale degli allievi, Franco Angeli Editore.
Sul mito di Pigmalione:
Filed under Insegnanti, Scuola, Strada | Comment (1)
È Gianduia torinese



