Aggiornamento 1607

L’altra notte non riuscivo a dormire e mi son detto lavoro un po’ al PC di casa.
Non ci sono riuscito perché, invece di riprendersi dalla sospensione, Windows 10 ha deciso di installare l’aggiornamento 1607.
C’erano parecchi programmi aperti ma lui tranquillo ha chiuso tutto per benino.
Mi è toccato anche aspettare molto tempo, perché il 1607 non è esattamente una piuma: richiede parecchio e sovrascrive tutto il sistema operativo, tanto che resta la cartella del vecchio Windows da 20 GB.
Chiamarlo SP1, Win 10.1 o simili farebbe brutto: adesso i software nascono perfetti e possono solo diventare eccelsi, aggiornandosi con eleganza sommessa e discreta.
Il bello è che il PC del lavoro mi si era aggiornato un mese fa, e io avevo tentato invano di installare l’update sul PC a casa.
Microsoft: la casa delle libertà.
Pubblicato in informatica | Contrassegnato , | Lascia un commento

Realtà virtuale

Appena sentito alla radio.

Ascoltatore che chiama alla rassegna stampa: “Vorrei commentare la notizia di ieri di Renzi e il Ponte”.

Giornalista: “Ma è una notizia di oggi, ormai tutti sono abituati a leggere internet, ma noi l’abbiamo pubblicata oggi”.

Mancava solo che dicesse “questa internet”.

Pubblicato in informazione, Italia in fast rewind | Contrassegnato | Lascia un commento

Liberalismo

Sto per scrivere – e anche in modo terribilmente profano – quella che mi sembra un’ovvietà, ma siccome non la vedo in giro mai, ritengo che sia da ricordare.

Negli ultimi decenni il liberalismo è stato sostenuto in particolare da chi ci raccontava (e qui non voglio discutere se a torto o a ragione) che liberalismo~liberismo e il liberismo andava perseguito perché faceva funzionare meglio l’economia e dava da mangiare di più e meglio a tutti.

Non dico che è stato così dappertutto e sempre, ma credo di poter sostenere che, sia nei liberali più liberisti che in quelli meno, ci sia stato troppo focus (e troppo fuoco) sul dimostrare o confutare questo aspetto più utilitarista, in senso squisitamente economico.

Mi piacerebbe invece che almeno su un fondamentale tutti i liberali fossero d’accordo: lo spirito di una convivenza aperta dovrebbe essere che la libertà è un valore in sé, ancor prima della sua utilità materiale.

La libertà di intrapresa, ad esempio, è indispensabile al funzionamento del nostro sistema, ma è un diritto che viene ancor prima delle considerazioni economiche.

In questo senso, mi sento di poter dire che quando si devono creare regole a livello urbanistico, sanitario, culturale, produttivo, eccetera, se da un lato in uno stato densamente popolato non si può lasciare libertà assoluta (di costruire, di non vaccinare, e così via) ci dovrebbe essere una speciale attenzione a ridurre le libertà individuali il meno possibile.

Non ci deve essere per forza la dimostrazione che si tratta della scelta più benefica sul piano economico.

Pubblicato in economia, Italia in fast rewind, personali, politica | 1 commento

Semicroma

Prima di tutto, vorrei dedicare questa frase allo spiegare l’argomento di questa frase.

Scherzi a parte, vorrei correggere una cosa che ho detto nel mio post di presentazione, ovvero che avrei scritto molto. Solo più tardi mi sono accorto di un piccolo problema: sebbene io abbia una buona quantità di idee apparentemente interessanti, la maggior parte di esse diventa indegna di essere pubblicata dopo una “raffinazione”, un esame più accurato, anche nella giungla di idee inselvatichite che è internet.

Per recuperare, sto scrivendo un post sulla Domanda Fondamentale sulla Vita, l’Universo e Tutto quanto. Spero di finirlo presto, ma non escludo di procrastinare per mesi, prima di terminarlo. Se quello fosse il caso, mi scuso di nuovo, in anticipo. Grazie per l’attenzione e, almeno spero, a presto.

Alessandro

Pubblicato in personali | Lascia un commento

L’evoluzione è “efficiente”?

Domenica era a Carpi Telmo Pievani, per il Festival Filosofia; considerato che il tema dell’edizione era “Agonismo”, si è visto un prevedibile excursus storico sul darwinismo sociale e le varie interpretazioni economico-politiche che si sono succedute nel ‘900.
Il tema è vastissimo, sia sul fronte storico che scientifico che epistemologico e non ho il tempo né soprattutto le competenze per affrontarlo.
Però un passaggio della conferenza mi ha dato l’occasione per tornare su un punto su cui avevo già meditato e mi piace fissarlo qui, anche perché ha a che fare col mio mestiere e la progettazione.
Pievani citava Darwin, che in un brano scriveva della lotta per la sopravvivenza non solo come violenza, ma anche come grande spreco.
Ecco, il mio punto qui sono la competizione e la selezione naturale visti come paradigma per il raggiungimento dell’EFFICIENZA.
Di per sé non si può definire la natura come efficiente o meno. L’efficienza è un risultato diviso una spesa alla luce di uno scopo e la natura, per come oggi la conosciamo, di scopi non ne ha.
Ma anche vedendola nella più classica delle interpretazioni antropomorfe, non c’è niente da fare: se la guardiamo dal punto di vista industriale ed economico, bisogna ammettere l’evoluzione nel suo complesso è inefficiente, “fa troppi morti”; può anche produrre specie e sottosistemi efficienti, ma il sistema nel suo complesso è uno spreco totale.
In realtà noi già usiamo competizione, selezione ed evoluzione come strumenti per migliorare la nostra vita e l’efficienza dei nostri sistemi. Ma nell’interpretazione di ciò che facciamo e nelle proposte di innovazione credo che non dobbiamo tirare troppo il collo alle analogie.
(continua)
Pubblicato in ambiente, Carpi, innovazione, progettazione | Contrassegnato , | Lascia un commento

Straccia ca**o

Da FB (se è autentico, ma non ho molti dubbi, ricordando quel che avevo visto riguardo a Nutella):

macine-palma

Boh, qui c’è qualcuno che crede di essere in Unione Sovietica…

  • Le Macine non sono una Fornitura Ministeriale con ricetta stabilita per decreto; se Barilla decide di cambiarla, penso che sia per venderne di più o ridurre il calo che probabilmente ha notato da quando in molti si sono rivolti alle alternative.
  • Per lo stesso motivo, la simpatica persona che scrive quanto sopra può comprare qualcos’altro; non c’è ancora una legge che ci obbliga ad un marchio e un prodotto.
  • Evitare il grasso di palma e ridurre il grasso in assoluto sono due scelte diverse; probabilmente è la seconda che peggiora il gusto. Io però non faccio ricorso al TAR, compro qualcos’altro.
  • Le macine ci sono da più di 30 anni; non credo che una volta le facessero col grasso di palma.
  • I biscotti sono – in generale – micidiali. Il contenuto energetico per pezzo è ben più alto di quanto sembri e se non li metti contati nel piatto stai sicuro che ti impalli di calorie.
  • Che aggiungere? VIVA IL BURRO!
Pubblicato in agricoltura, corpo | Contrassegnato , | Lascia un commento

Limitatamente alla coerenza

Riguardo al fertility day.

Chi mi conosce (o legge qualcosa qui) sa che sono tutt’altro che un natalista. Però, limitatamente alla coerenza (put your money where your mouth is) vorrei segnalare un “elefante” (uno dei tanti) nelle politiche socio-fiscali di questo paese.

Non è faccenda personale; alla fine, come sarà chiaro, mi costruisco le mie perequazioni. Ma la storia che segue è esemplare.

Io quest’anno ho un figlio che ha finito le medie; non pretendo che i testi siano gratuiti, per quanto si tratti di scuola dell’obbligo; però non sarebbe male poter detrarre quello scarno 19% che si nega a pochi oneri in dichiarazione; e invece no.

Questo ragazzo tra 5 giorni comincia il liceo; testi nuovi e ben più costosi dei precedenti; anche qui nessuna possibilità di detrazione.

Ho anche una figlia che sta facendo l’ultimo anno di nido; la spesa annua dalle mie parti è di almeno 3-4000 euro. Bene, io potrò in ogni caso portare a detrazione 632 euro, che rappresentano un credito di imposta finale di 120 euro.

Ok, non ci sono i soldi per le famiglie? Pazienza, d’accordo. Però…

…quest’anno io ho effettuato anche qualche lavoro in casa: sostituito la caldaia, sistemato delle pareti ancora fratturate dopo il sisma 2012, acquistato mobili… per un totale di circa 8000 euro.

Bene, nel 730 dell’anno prossimo potrò portare tutto in detrazione e ricevere dallo stato ben 4000 euro*.

Evidentemente i soldi ci sono o meno a seconda del valore e del significato attribuito al tipo di spesa.

Il merito della questione qui non è se sia o meno opportuno finanziare caldaie, scuole dell’infanzia, libri di testo o cacciabombardieri; solo, sono stufo di perdermi in argomentazioni, dietrologie e questioni antropologiche, quando si rischia di buttare le perle ai porci, analizzando solo la crosta di quelle che sembrano propaganda o indignazione, ma alla fine sono solo diversivi per far correre inchiostro ed elettroni.


* sia pure in 10 rate annuali: la cosa è finanziariamente significativa, ma le proporzioni sono tali che il discorso non cambia.

Pubblicato in diritti, economia, Italia in fast rewind, modest proposals, politica, sovrappopolazione | Lascia un commento

Su Eco, marginalmente

Da “Fìdeg” di Paolo Colagrande

“Io, nella vita vigile, mi dimentico ad esempio di pagare il gas. Ma ricordo benissimo di aver incontrato un pomeriggio di giugno del 1987 sull’ascensore del condominio di via Goffredo Mameli 44, dove abitava il mio amico Onorio Carruba, una signora di cinquant’anni bionda elegantissima truccata da cinema con l’orologio d’oro l’anello coi brillanti in erezione e gli orecchini con la perla doppia pendant alla collana tripla sul decolté, per non parlare del profumo inebriante e dell’eloquio ammaliante pieno di orgasmi e pause di stile e moine di rossetto, che senza sapere chi fossi mi ha confidato di aver appena visto un film molto stimolante avvincente e intrigante che si intitolava Il segno della rosa: un film, diceva, col celebre attore Sean Connery. Che a lei il celebre attore Sean Connery piaceva alla follia, diceva la signora cinquantenne mimando i sintomi caratteristici della follia con effetti speciali di fard sfumante e mascara allungante, spiegandomi che solo un attore di lignaggio come Sean Connery poteva aver inventato una storia così stimolante affascinante e seducente come Il nome della dalia, ambientata, diceva, in una specie di convento di frati un po’ di tempo fa, anno più anno meno. E lui Sean Connery, oltre a essere il geniale autore della storia, era anche il protagonista, il regista e di sicuro il produttore del film, visto che con tutta quella meritata carriera artistica, con premi oscar, palme d’oro e premi nobel, diceva la signora, doveva aver già messo via della bella pila, Sean Connery. La pila, per intenderci, sono i soldi. La signora forse aveva detto capitali o patrimoni o azioni e obbligazioni, o forse aveva detto proprio pila, non ricordo questi particolari, che sono aspetti periferici nel paradigma freudiano e strümpelliano della memoria.
Quando mi ha salutato mi ha consigliato di andarlo a vedere anch’io Il segno del tulipano, che trasmette a noi giovani dei valori che al giorno d’oggi purtroppo si stan perdendo. E poi le piacerà, è un po’ un giallo, tipo Il segno del comando o anche tipo Hitchcock, se ha presente il genere, mi ha detto la signora cinquantenne. C’è anche dentro del latino, mi ha avvisato, ma non ci faccia caso, a stare attento qualcosa lo capisce anche lei.
Non son mai riuscito a trovarlo, quel film. E non ho più visto neanche la signora. Forse quel pomeriggio di giugno io non ero nella vita vigile, forse era tutta una figurazione onirica organizzata in sequenze coerenti, legata stretta a degli stati morbosi o di eccitamento psichico cui andavo soggetto a quei tempi. Oppure quel film era, come si dice, una pièce d’autore: cinematografia sperimentale per collezionisti eruditi e filologi. E a giudicare dall’aspetto, la signora cinquantenne doveva essere, oltre che ricca ed elegante, molto erudita e filologa: ce n’è degli eserciti in questa città ubertosa della pianura padana.”

Pubblicato in cultura, personali | Contrassegnato , | Lascia un commento

Cambiare spesso password?

Dietro consiglio di Libero.it ho cambiato la password al primo indirizzo di mail che io abbia mai avuto privatamente.

È una casella che controllo molto di rado, anche se ha un nome che si può definire glorioso, perché sono stato uno dei primi a iscrivermi.

Be’, la password era la stessa di 25 anni fa (e, incredibilmente, mai un problema).

Pubblicato in informatica, personali | 2 commenti

E son passati vent’anni

Oggi risistemando in casa ho trovato dei “reperti-madeleine”.

CICACD

Stavo facendo la tesi.

Si era sul traghetto da Windows 3.1 a Windows 95 e NT; OS2 ci stava ancora provando, senza più molta convinzione. La Apple non si capiva bene dove stesse andando.

Alla libreria Athena di Modena c’erano dei CD con materiali interessanti (la rete era ancora lentina).

Ricordo che tra questi alcuni presentavano i sorgenti di un nuovo sistema chiamato Linux.

Bon, non ho voglia di fare commenti, è una vertigine.

Pubblicato in futuro, informatica, personali | Contrassegnato , | Lascia un commento