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9 ottobre 1963 – ore 22.39

Fai con comodo, ti aspettiamo

Questo paese non si accontenta di soluzioni scandalose ma tutto sommato semplici. Sembra che sia necessario essere pure ridondanti, aggiungere omaggi ai privilegi e beffe ai danni.

Non bastavano tutti i regali che hanno fatto di un “imprenditore” un concessionario monopolista; tutte le sentenze passate in prescrizione o cancellate con opportune modifiche legislative; non bastavano le perdite causate alla nazione, i ricatti, l’anossia totale dell’informazione costretta a non occuparsi dei veri urgenti problemi.

Non basta neanche la grazia. Adesso ci fermiamo tutti e congeliamo la già asfittica azione politica del paese finché lui non torna pronto.

Ci siamo capiti.

Tori in menopausa

Oggi Tori Amos compie 50 anni.

Il titolo del post, ambiguo e un po’ goliardico, lo avevo pronto da tempo, assieme a un pacchetto di idee metter giù in bella copia.

Avrei da dire la mia su creazione artistica e chirurgia estetica, sulla difficoltà di tenere duro con gli anni*, l’importanza di fare qualcosa di diverso a costo di fare qualcosa di peggio e quell’amore totale per la musica che ti porta ad ascoltare, suonare e cantare la qualunque.

Ma sono tempi faticosi e arrivo solo a scrivere: grazie, Myra Ellen.

PS: a chi fosse interessato e digiuno, suggerisco di partire da secondo e quarto album, Under the Pink e From the Choirgirl Hotel.

*se non sei Springsteen; quello ha fatto un patto con l'arcangelo Michele.

Saltavo i fossi alla lunga

Quando rifai le cose anni dopo e quasi sempre ti trovi a dire “Me la ricordavo più corta”, devi ammettere che sta emergendo un pattern significativo.

Dietro il diedro

Questo pezzo una volta non c’era, giuro!

 

Guccini in pensione

Dopo Fossati, anche Guccini lascia.

Comincio a sentirmi vecchio.

Del caso Google-Internazionale e di come la gente vede le cose

Sono abbonato a Internazionale, e ho letto questo editoriale quando ancora non era disponibile sul web.

Un po’ di giorni dopo mi imbatto in questo articolo, “Il caso Google-Internazionale: una polemica che ha poche ragioni d’esistere“.

Non sono stato sorpreso tanto dall’editoriale di De Mauro quanto dalle reazioni che ho letto in giro.

Dispiace rendersi conto che molti – appartenenti tra l’altro a una fascia discretamente alfabetizzata – non percepiscono il problema e anzi mancano completamente il merito della questione.

Lo si capisce già dalle parole del titolo, e viene confermato dai commenti: in verità non c’è nessuna “polemica”, il direttore di Internazionale non si è lamentato con Google, nessuno ha fatto la vittima e in buona sostanza non è successo ancora alcunché.

Non si tratta di giudicare se Google sia “buona o cattiva” (io mi sento relativamente tranquillo, anche se) o se tecnicamente ci sia stato davvero un blocco del sito (non c’era, come del resto premesso da De Mauro).

Si tratta di capire cosa stiamo costruendo tutti assieme, in larga parte con azioni solo parzialmente consapevoli; e di valutare l’importanza delle “impostazioni predefinite” o di “default”. Che è enorme, soprattutto nella fascia maggioritaria (per usare un eufemismo) dei fruitori di internet.

Si tratta anche di comprendere che le posizioni di potere sono una realtà e un problema oggettivi: contare – sperare – sull’onestà di chi le ricopre è un po’ imprudente o perlomeno superficiale. Finché va bene, va bene; ma poi?

Una situazione molto simile è quella che abbiamo avuto in Italia nella percezione collettiva del conflitto di interessi. Quello di Berlusconi è uno dei più pesanti ed evidenti; anche se non è certo l’unico*, lo voglio prendere come spunto per una considerazione su come vedo molti ragionare.

Per anni ci siamo scannati sui conflitti di Silvio, e (imho) per una grossa parte della platea il punto era stabilire se ci fosse o no un comportamento di abuso. Ma la questione non era quella, o meglio, non avrebbe mai dovuto esserlo.

Quando ci si trova a indagare se qualcuno in condizione di conflitto di interessi ha abusato o meno della sua posizione, è già troppo tardi.

Il conflitto di interessi è una condizione oggettiva: non dipende dall’onestà o dalla correttezza di chi vi si trova. Se sono in conflitto di interessi ci sono e basta, a prescindere dalla mia volontà.

In molti casi, direi quasi “per definizione”, chi si trova in situazione di conflitto non può comunque agire in modo corretto, nemmeno con la migliore delle intenzioni.

Riportando tutto al tema iniziale: Google, Facebook, Wikipedia – e il prossimo che arriverà – hanno un bel potere su una fetta sempre più grande della nostra vita. Io ho spontaneamente pregiudiziali positive e in generale sono un utilizzatore riconoscente. Ma se non siete già di vostro un poco preoccupati per questa tendenza generale al monopolio, non so davvero che altro dirvi.

—   —   —

* non è neanche uno solo, a voler esser precisi

Padova, 31/05/13

Boss_PD_20130531_221720

Quella di ieri sera è una rivincita che ho regalato a mia moglie,
che un anno fa aveva dovuto rinunciare a causa del terremoto.

Un centenario importante

Stasera alle 19.30 GMT sul canale Radio 3 della BBC
il concerto per il centenario della prima della Sagra della Primavera.

Si può seguire con TuneIn.

Windows 8

Mio figlio stasera ha provato Windows 8.

Responso: “Ma è un Windows per vecchi!”

Chemical brothers? No, chemistry nerds

Molto carina. Oh, li fanno tutti.

Simpatico l’ultimo commento: “I got lost after hydrogen”