This is your brain on shit

Premessa: è curioso vedermi scrivere di una cosa morta (che non avrebbe dovuto interessare più nessuno ma che purtroppo aveva ancora un grosso seguito) dentro un’altra cosa morta che sicuramente non interessa più nessuno. Ma del resto qui ho sempre scritto più che altro per me; mi è servito molto e mi fa piacere – per ora – conservare questa mia propaggine vestigiale.

Quando mesi fa ho appreso dello scivolone di Insinna ho pensato, absit iniuria, a Horst Tappert. Scherzando ma non troppo, secondo me l’attore di Derrick andava punito più per il telefilm che per il suo passato nelle SS. Allo stesso modo perdono più volentieri a Insinna l’incidente mediatico che il fatto stesso di avere condotto Affari tuoi.

Rispetto a questa roba preferisco perfino la demolizione del concerto di Vasco

Per anni ho visto mio padre perdere vagoni di tempo dietro a queste cazzate, logorandosi davanti alla televisione; la questione è stata sempre il principale motivo di attrito tra noi. Non mi capacitavo del fatto che una persona con le sue prerogative e la sua formazione si abbrutisse in quel modo. E proprio perché credo che ognuno abbia diritto alla propria dose di pornografia, penso che mai come in questa area sia la quantità a fare il veleno.

Ora che se n’è andato sono più indulgente su tanti ricordi, ma non su questo.

Alla fine, se è vero che da anni coltivo la mia personale fuga di Logan dai mass media e ritengo che ogni fruitore faccia quello che vuole, a livello epidemiologico sono enormi le responsabilità di chi decide l’offerta e la programmazione.

Io credo che non ci sia contraddizione tra la responsabilità individuale degli spettatori e quella di chi gestisce i substrati culturali su cui si accrescono le conoscenze di tutti.

Così come non è vero che è tutta una grande persuasione pianificata, non è neanche vero che chi produce offre solo quel che il mercato richiede. Il circolo vizioso può e deve essere intaccato su più fronti.

Sotto-sotto-uber-genere

All’inizio c’era il rock.
Qualcuno pensò che ci fosse da dare una smossa, e nacque l’hard-rock.
L’hard-rock non bastava e fu superato dall’heavy metal.
L’heavy metal subì trasformazioni più o meno estremizzanti, passando per lo speed e il thrash.
Il livello da signorine di questi ultimi non soddisfaceva i palati più fini che si rivolsero al death metal, finalmente robustoso et forte.
Ma si poteva fare di più e si arrivò al brutal death metal; solo brutal, per concisione.
L’ultimo gradino possibile è un sotto-sotto-sotto-genere, lo slash brutal death metal.
Oltre lo slash non c’è più niente.
Solo il casino che stanno facendo i muratori nell’appartamento sopra il mio, ca’g’vegna un cancher.

Gustolungo

Mi sono accorto abbastanza in ritardo che qualche buontempone in Google ha creato una mappatura tridimensionale del Sassolungo usando il supporto Building 3D.

Sono due anni che è così, ma se ne sono accorti in pochi (ad esempio qui).

Il fatto che non ci siano ancora nuove aree mappate mi fa pensare che sia stato un esperimento isolato, anche se sperare non costa nulla.

Però che libidine.

PS: non è male neanche il Cervino.

Stereotipi da sfatare sulla donazione di sangue

L’AVIS di Modena ha pubblicato una pagina interessante che vale la pena di leggere:

Dieci piccoli errori – Le false notizie da sfatare sulla donazione.

Sulla donazione del sangue se ne sentono di tutti i colori e non sempre siamo in grado di rispondere con esattezza alle affermazioni giuste o sbagliate che ci vengono rivolte. Essere donatore significa anche essere informati correttamente. Ecco allora il decalogo degli errori più comuni che possono portare a disguidi, equivoci e anche a rinunce a donare il sangue.

Continua…

Matrimonio

Io credevo di conoscere le linee principali del diritto di famiglia che noi italiani evoluti occidentali abbiamo conservato fino a pochissimi lustri fa; anche nei dettagli più distanti dalla sensibilità attuale.

Rovistando nel passato invece ho scoperto una perla che mi mancava.

Fino alla riforma del 1975, una straniera che sposasse un italiano acquisiva automaticamente la cittadinanza italiana. E un’italiana, quando sposava uno straniero, la PERDEVA.

Ovviamente lo stesso non valeva per l’uomo. Niente male, direi.

Bisogna essere un po’ detective…

…per riuscire a pagare i contributi alla Bonifica.

Mi è arrivata ieri (11/03) la mail di notifica, con allegato il bollettino MAV, da un account di servizio poco trasparente (cc-noreply@whatafxcertymail.it) e con un oggetto non chiarissimo (“Spedizione Avviso di pagamento” senza cenni al nome del consorzio, senza parole tipo “bonifica”).

Ah, il documento era stato emesso il 15/02 mentre la scadenza di pagamento è fra una settimana. Boh, avranno delle “vaschette virtuali” in cui tenere i file troppo giovani per morire.

Meno male che non mi è finita nello spam.

Anche per quest’anno ce l’abbiamo fatta.

Disavventure: aggiornamento a Windows 10 mobile

Giusto due appunti in italiano per qualcuno che avesse le stesse noie…

Anche senza fare confronti col vero e proprio stalking che Microsoft per mesi ha praticato per farci passare a Windows 10 sui PC, sembra che nessuno abbia così voglia di facilitare la migrazione di molti telefoni Lumia a 10 Mobile.

Io ho un Lumia 640 LTE aziendale; la versione 8.1 di Windows Phone ha ancora alcuni shortcomings davvero imbarazzanti (mancanza di una rubrica decente, di un calendario degno del nome e del quick dialing, per dire!).

Sono mesi che ogni tanto compulso invano la sezione aggiornamenti delle impostazioni. Ci hanno messo un anno dal rilascio ufficiale di 10 Mobile a renderlo disponibile per il 640 col nostro operatore telefonico, ma anche adesso non ci arriva nessun avviso. Che timidezza…

Scopro che l’upgrade advisor ancora presente su Store è un passo falso: bisogna usare il Gestore Spazio Aggiornamenti; attenzione, perché qui non si effettua l’aggiornamento vero e proprio, ma si abilita Windows 10 nella sezione aggiornamenti di cui sopra (mi viene in mente Azael quando scrive delle “operazioni sugli aggiornamenti“).

Riesco così ad aggiornare a Windows 10 mobile ma ho parecchie noie: la fotocamera va in crash e non riesco ad applicare i successivi update (errore 0x800f081f), fra cui l’ormai fantomatico 1607.

L’odissea fa un giro di boa con il Windows Device Recovery Tool, che mi permette di resettare il telefono, reinstallando tuttavia una versione vecchia di Windows Phone e perdendo tutti i dati (nessun problema però, perché Ripeti con me: “Il backup e’ Bello, Il Backup e’ Buono, Il Backup mi fa dormire sereno alla notte…”).

Da lì rifaccio tutto il giro: update incrementali della 8, poi Gestore Spazio Aggiornamenti, poi Win 10, infine la 1607 che va su senza troppi problemi.

Per ora Windows 10 mobile mi sembra decente; sicuramente è più usabile dei precedenti.