Storie dalla sala macchine #8

Un cliente mi chiama e mi dice “Non carico più niente!”.

L’amico tentava disperatamente di caricare degli assiemi 3D, ma SolidWorks continuava a non trovare i file là dove avrebbero dovuto essere.

Ora, è possibile configurare SolidWorks in modo da fargli trovare rapidamente i file di gruppi e parti anche dopo che sono stati spostati; tuttavia il problema non si porrebbe se:

  • [caso migliore] si disponesse di un PDM, oppure:
  • si usassero gli strumenti giusti per spostare i file, oppure:
  • si tenessero le manine a posto quando la necessità di spostare la roba – veramente – non ci sarebbe.

Ma no… loro avevano “messo in ordine” i componenti spostando tutti i file in nuove cartelle classificate e divise per blocchi di codici consecutivi.

Ma magari chiedere prima?

Per i profani: SolidWorks, Pro/E, Inventor e quasi tutti i CAD per la meccanica usano un sistema di “montaggio” dei file che somiglia un po’ a un organigramma, un po’ ai riferimenti dei file nelle pagine web. Se cambi i percorsi dopo aver creato le strutture, ti tocca cambiare i riferimenti e a volte (soprattutto se non conosci bene lo strumento) può andare dal tedioso all’arduo.

Riorganizzare tutto un archivio in quel modo è un po’ come andare in una concessionaria di automobili, smontarle tutte, mettere le ruote in un cassone, le bielle in un altro, i sedili in un altro ancora, etc. e sperare che le auto si mettano ancora in moto.

Disavventure: roll-back da Windows 10 a Windows 7

Giusto due appunti in italiano per qualcuno che avesse le stesse noie…

Desidero imprecare ringraziare Microsoft per avermi fatto perdere una valanga di tempo con Windows 10 sul PC di casa.

La storia in sintesi:

  • Notebook ASUS con Intel Core i7-2670, scheda video Intel HD 3000 + NVidia GeForce 520
  • OS originale Windows 7 Home Pro
  • Update a Windows 10 nel luglio 2016
  • Necessità di roll-back a Windows 7 dopo il catastrofico update alla build 1703

Il problema in sintesi:

  • la scheda video non funziona più correttamente con l’aggiornamento alla versione Creator Update 1703; il PC è praticamente inutilizzabile
  • Intel HD non è disattivabile per lasciare accesa solo la NVidia (come invece è spesso possibile con le architetture successive)
  • Nessuna combinazione di drivers sembra risolvere il guaio
  • Intel dichiara che l’hardware non è supportato su Windows 10

Perché la situazione è una schifezza e mi ha fatto perdere un mare di tempo:

  • Ho aggiornato unicamente per garantire al PC un supporto di sicurezza più duraturo
  • Ho aspettato prudentemente un anno prima di aggiornare
  • Il software di update di Microsoft NON ha segnalato problemi e ha aggiornato la macchina, nonostante il teorico mancato supporto di Intel
  • La macchina ha funzionato PERFETTAMENTE per un anno, sia con la build 1607 che con le precedenti, nonostante il teorico mancato supporto di Intel
  • La build 1703 ha “rotto qualcosa”, ma sembra che sia davvero una interferenza minore tra moduli (a un certo punto dopo l’avvio, tipicamente se si va in standby, il sistema “uccide” il driver video per dichiarate questioni di sicurezza, ma fino ad allora tutto è OK).

Ora, io non riesco più a contare le ore che ho perso per gli aggiornamenti, per il rollback (avevo ancora tutti i DVD di ripristino) e i ri-aggiornamenti; per non parlare del tempo che ci ho messo per capire dove stava il busillis.

Ma almeno io ho i mezzi per sistemare queste situazioni (snapshot delle partizioni di sistema, dati su partizioni diverse e backup multipli, etc.); altre persone avrebbero dovuto buttar via tutto o comunque perdere ancora più tempo.

NB: avevo anche l’ultima immagine con Win 7, ma l’ho cancellata dopo un anno di buon servizio; non si dovrebbe mai fare, anche perché lo so che è stato QUELLO a scatenare il casino ;-)

This is your brain on shit

Premessa: è curioso vedermi scrivere di una cosa morta (che non avrebbe dovuto interessare più nessuno ma che purtroppo aveva ancora un grosso seguito) dentro un’altra cosa morta che sicuramente non interessa più nessuno. Ma del resto qui ho sempre scritto più che altro per me; mi è servito molto e mi fa piacere – per ora – conservare questa mia propaggine vestigiale.

Quando mesi fa ho appreso dello scivolone di Insinna ho pensato, absit iniuria, a Horst Tappert. Scherzando ma non troppo, secondo me l’attore di Derrick andava punito più per il telefilm che per il suo passato nelle SS. Allo stesso modo perdono più volentieri a Insinna l’incidente mediatico che il fatto stesso di avere condotto Affari tuoi.

Rispetto a questa roba preferisco perfino la demolizione del concerto di Vasco

Per anni ho visto mio padre perdere vagoni di tempo dietro a queste cazzate, logorandosi davanti alla televisione; la questione è stata sempre il principale motivo di attrito tra noi. Non mi capacitavo del fatto che una persona con le sue prerogative e la sua formazione si abbrutisse in quel modo. E proprio perché credo che ognuno abbia diritto alla propria dose di pornografia, penso che mai come in questa area sia la quantità a fare il veleno.

Ora che se n’è andato sono più indulgente su tanti ricordi, ma non su questo.

Alla fine, se è vero che da anni coltivo la mia personale fuga di Logan dai mass media e ritengo che ogni fruitore faccia quello che vuole, a livello epidemiologico sono enormi le responsabilità di chi decide l’offerta e la programmazione.

Io credo che non ci sia contraddizione tra la responsabilità individuale degli spettatori e quella di chi gestisce i substrati culturali su cui si accrescono le conoscenze di tutti.

Così come non è vero che è tutta una grande persuasione pianificata, non è neanche vero che chi produce offre solo quel che il mercato richiede. Il circolo vizioso può e deve essere intaccato su più fronti.

Sotto-sotto-uber-genere

All’inizio c’era il rock.
Qualcuno pensò che ci fosse da dare una smossa, e nacque l’hard-rock.
L’hard-rock non bastava e fu superato dall’heavy metal.
L’heavy metal subì trasformazioni più o meno estremizzanti, passando per lo speed e il thrash.
Il livello da signorine di questi ultimi non soddisfaceva i palati più fini che si rivolsero al death metal, finalmente robustoso et forte.
Ma si poteva fare di più e si arrivò al brutal death metal; solo brutal, per concisione.
L’ultimo gradino possibile è un sotto-sotto-sotto-genere, lo slash brutal death metal.
Oltre lo slash non c’è più niente.
Solo il casino che stanno facendo i muratori nell’appartamento sopra il mio, ca’g’vegna un cancher.

Gustolungo

Mi sono accorto abbastanza in ritardo che qualche buontempone in Google ha creato una mappatura tridimensionale del Sassolungo usando il supporto Building 3D.

Sono due anni che è così, ma se ne sono accorti in pochi (ad esempio qui).

Il fatto che non ci siano ancora nuove aree mappate mi fa pensare che sia stato un esperimento isolato, anche se sperare non costa nulla.

Però che libidine.

PS: non è male neanche il Cervino.

Stereotipi da sfatare sulla donazione di sangue

L’AVIS di Modena ha pubblicato una pagina interessante che vale la pena di leggere:

Dieci piccoli errori – Le false notizie da sfatare sulla donazione.

Sulla donazione del sangue se ne sentono di tutti i colori e non sempre siamo in grado di rispondere con esattezza alle affermazioni giuste o sbagliate che ci vengono rivolte. Essere donatore significa anche essere informati correttamente. Ecco allora il decalogo degli errori più comuni che possono portare a disguidi, equivoci e anche a rinunce a donare il sangue.

Continua…

Matrimonio

Io credevo di conoscere le linee principali del diritto di famiglia che noi italiani evoluti occidentali abbiamo conservato fino a pochissimi lustri fa; anche nei dettagli più distanti dalla sensibilità attuale.

Rovistando nel passato invece ho scoperto una perla che mi mancava.

Fino alla riforma del 1975, una straniera che sposasse un italiano acquisiva automaticamente la cittadinanza italiana. E un’italiana, quando sposava uno straniero, la PERDEVA.

Ovviamente lo stesso non valeva per l’uomo. Niente male, direi.

Bisogna essere un po’ detective…

…per riuscire a pagare i contributi alla Bonifica.

Mi è arrivata ieri (11/03) la mail di notifica, con allegato il bollettino MAV, da un account di servizio poco trasparente (cc-noreply@whatafxcertymail.it) e con un oggetto non chiarissimo (“Spedizione Avviso di pagamento” senza cenni al nome del consorzio, senza parole tipo “bonifica”).

Ah, il documento era stato emesso il 15/02 mentre la scadenza di pagamento è fra una settimana. Boh, avranno delle “vaschette virtuali” in cui tenere i file troppo giovani per morire.

Meno male che non mi è finita nello spam.

Anche per quest’anno ce l’abbiamo fatta.