Piccole debolezze di grandi uomini – 2

Non ho capito se l’accanimento di Stephen Hawkings sulla necessità di pianificare la colonizzazione dello spazio sia davvero suo o venga semplicemente dalla ripetizione stanca, da parte dei media, dei margini più pittoreschi del suo pensiero.

Sì, perché Hawkings da tempo ribadisce l’urgenza della prevenzione: il nostro pianeta va protetto, perché è la nostra unica casa e lo stiamo logorando.

L’idea di poter “scappare” da qui è dannosa, perché illude e distrae da quanto si può e si deve fare ora.

A parte la mancanza, per ora e per molto tempo, di destinazioni plausibili, il problema principale è che mandare fuori orbita cose e persone costa un diluvio di energia. Fare discorsi in merito vuol dire esercitarsi in parodie, ma occhio alla legge di Poe: le gente poi ci crede.

Dovesse diventare tecnicamente possibile, sarebbe irrealizzabile se non per una sparutissima minoranza.

Mi meraviglio di sentire persone di cultura scientifica che ci credono (ce ne sono).

Altre piccole debolezze…  ;-)

E son passati vent’anni

Oggi risistemando in casa ho trovato dei “reperti-madeleine”.

CICACD

Stavo facendo la tesi.

Si era sul traghetto da Windows 3.1 a Windows 95 e NT; OS2 ci stava ancora provando, senza più molta convinzione. La Apple non si capiva bene dove stesse andando.

Alla libreria Athena di Modena c’erano dei CD con materiali interessanti (la rete era ancora lentina).

Ricordo che tra questi alcuni presentavano i sorgenti di un nuovo sistema chiamato Linux.

Bon, non ho voglia di fare commenti, è una vertigine.

Ragazzi, ma voi ci credete?

Parto da un ormai vecchio post di Giuseppe, ma la farò molto breve.

È ormai un luogo comune quello dei top manager che si alzano presto la mattina (o meglio, nel cuore della notte).

A me vien subito da pensare “E poi condannano la droga, o il doping nello sport…”.

E di un Francesco Costa non so cosa pensare: ma ci crede veramente a queste storie? Secondo me è tutta propaganda per le masse. O almeno lo spero: se non ci raccontano balle, allora non hanno capito un tubo.

PS: Andrea Strozzi apre il tema, ma non lo sviluppa…

Una scuola nelle mani di Dio

Ho pensato che questa cosa della aumentata autorità dei dirigenti scolastici fosse una specie di follia, di vago sapore retrò (se qualcuno vuole usare un altro termine, faccia).

Forse gli strumenti di democrazia e partecipazione nella scuola hanno fallito, forse serve una maggiore libertà di azione, ma resta il fatto che non c’è garanzia che un preside abbia le capacità di decidere al meglio su tutto, anche nel caso più ottimistico.

Però ho pensato anche: la Chiesa Cattolica non è mica una democrazia. I cristiani non si lamentano praticamente mai dei vescovi. O almeno, del loro vescovo. Sotto la direzione dei vescovi tutto va che è una bellezza.

Perché i vescovi hanno dalla loro lo Spirito Santo. I presidi no.

La soluzione finale è affidare la scuola ai vescovi.

Così risolviamo una volta per tutte anche l’altra questione.

La transizione energetica sostenibile: quanto costerà?

Un post importante, concetti da divulgare; da seminare, direi.

Riporto l’inizio qui; l’originale continua su Effetto Risorse.

DaResource crisis”. Traduzione di MR

In un precedente post, ho usato il concetto di “strategia del seminatore” per proporre che il modo di risolvere il nostro dilemma dell’esaurimento e della distruzione climatica è quello di usare i combustibili fossili per sbarazzarci dei combustibili fossili. In altre parole, dobbiamo usare energia fossile – finché ce l’abbiamo – per sviluppare sostituti all’energia fossile. Ciò equivale alla vecchia strategia dei contadini di “tenere da parte le proprie sementi”. Ma quante sementi dobbiamo mettere da parte esattamente? In questo post, Sgouris Sgouridis fornisce una risposta. Risulta che per avere una transizione dolce e graduale all’energia rinnovabile prima che l’energia fossile diventi troppo costosa, dobbiamo intensificare gli investimenti in rinnovabili di un fattore 4-10 che dovrebbe essere raggiunto per mezzo di un aumento annuale dell’attuale investimento fra il 6% e il 9%. Alla fine, il tasso di investimento dovrebbe raggiungere delle quantità nell’ordine degli 1,5-2,5 trilioni di dollari per il 2045. E’ un risultato stuzzicante, perché un 9% di aumento annuale è possibile: abbiamo fatto crescere le rinnovabili a tassi più rapidi fino ad ora. Ed anche una quantità totale di un paio di trilioni di dollari non è impossibile, considerando che l’attuale PIL mondiale è di circa 72 trilioni di dollari (in confronto anche agli 1,7 trilioni di dollari all’anno spesi per il sistema militare mondiale). Sfortunatamente, è del tutto possibile che l’azione della lobby dei combustibili fossili sarà capace di rallentare la crescita delle rinnovabili o persino di fermarla completamente. In questo caso, non saremo in grado di evitare un crollo significativo (e probabilmente disastroso) della quantità di energia disponibile in tutto il mondo, quando il declino inevitabile dell’energia fossile farà il suo corso. Ciononostante, ogni investimento in energia rinnovabile che possiamo fare ora, nel prossimo futuro aiuterà a rendere la transizione meno dura per tutti noi.

Continua qui.

Scientia Salon

L’instancabile Massimo Pigliucci ha traghettato il suo vecchio e onorato progetto, Rationally Speaking, su nuovi lidi.

È nato Scientia Salon, con ambizioni più vaste, forte di nuove collaborazioni.

scientias

Il problema delle due culture, evidentemente, non è forte solo in Italia. Ma qui avremmo bisogno più che altrove di esperienze di questo tipo.

Ignoranza rinnovabile

“Nasciamo tutti ignoranti come capre. Dopo aver accumulato conoscenze per una vita, alla fine moriamo. Neonati ignoranti vanno a sostituire anziani istruiti. La conoscenza è una risorsa che tende a esaurirsi; l’ignoranza è rinnovabile”.

Herman Daly, bellissimo e da leggere tutto.