Disavventure: roll-back da Windows 10 a Windows 7

Giusto due appunti in italiano per qualcuno che avesse le stesse noie…

Desidero imprecare ringraziare Microsoft per avermi fatto perdere una valanga di tempo con Windows 10 sul PC di casa.

La storia in sintesi:

  • Notebook ASUS con Intel Core i7-2670, scheda video Intel HD 3000 + NVidia GeForce 520
  • OS originale Windows 7 Home Pro
  • Update a Windows 10 nel luglio 2016
  • Necessità di roll-back a Windows 7 dopo il catastrofico update alla build 1703

Il problema in sintesi:

  • la scheda video non funziona più correttamente con l’aggiornamento alla versione Creator Update 1703; il PC è praticamente inutilizzabile
  • Intel HD non è disattivabile per lasciare accesa solo la NVidia (come invece è spesso possibile con le architetture successive)
  • Nessuna combinazione di drivers sembra risolvere il guaio
  • Intel dichiara che l’hardware non è supportato su Windows 10

Perché la situazione è una schifezza e mi ha fatto perdere un mare di tempo:

  • Ho aggiornato unicamente per garantire al PC un supporto di sicurezza più duraturo
  • Ho aspettato prudentemente un anno prima di aggiornare
  • Il software di update di Microsoft NON ha segnalato problemi e ha aggiornato la macchina, nonostante il teorico mancato supporto di Intel
  • La macchina ha funzionato PERFETTAMENTE per un anno, sia con la build 1607 che con le precedenti, nonostante il teorico mancato supporto di Intel
  • La build 1703 ha “rotto qualcosa”, ma sembra che sia davvero una interferenza minore tra moduli (a un certo punto dopo l’avvio, tipicamente se si va in standby, il sistema “uccide” il driver video per dichiarate questioni di sicurezza, ma fino ad allora tutto è OK).

Ora, io non riesco più a contare le ore che ho perso per gli aggiornamenti, per il rollback (avevo ancora tutti i DVD di ripristino) e i ri-aggiornamenti; per non parlare del tempo che ci ho messo per capire dove stava il busillis.

Ma almeno io ho i mezzi per sistemare queste situazioni (snapshot delle partizioni di sistema, dati su partizioni diverse e backup multipli, etc.); altre persone avrebbero dovuto buttar via tutto o comunque perdere ancora più tempo.

NB: avevo anche l’ultima immagine con Win 7, ma l’ho cancellata dopo un anno di buon servizio; non si dovrebbe mai fare, anche perché lo so che è stato QUELLO a scatenare il casino ;-)

Sotto-sotto-uber-genere

All’inizio c’era il rock.
Qualcuno pensò che ci fosse da dare una smossa, e nacque l’hard-rock.
L’hard-rock non bastava e fu superato dall’heavy metal.
L’heavy metal subì trasformazioni più o meno estremizzanti, passando per lo speed e il thrash.
Il livello da signorine di questi ultimi non soddisfaceva i palati più fini che si rivolsero al death metal, finalmente robustoso et forte.
Ma si poteva fare di più e si arrivò al brutal death metal; solo brutal, per concisione.
L’ultimo gradino possibile è un sotto-sotto-sotto-genere, lo slash brutal death metal.
Oltre lo slash non c’è più niente.
Solo il casino che stanno facendo i muratori nell’appartamento sopra il mio, ca’g’vegna un cancher.

Gustolungo

Mi sono accorto abbastanza in ritardo che qualche buontempone in Google ha creato una mappatura tridimensionale del Sassolungo usando il supporto Building 3D.

Sono due anni che è così, ma se ne sono accorti in pochi (ad esempio qui).

Il fatto che non ci siano ancora nuove aree mappate mi fa pensare che sia stato un esperimento isolato, anche se sperare non costa nulla.

Però che libidine.

PS: non è male neanche il Cervino.

Bisogna essere un po’ detective…

…per riuscire a pagare i contributi alla Bonifica.

Mi è arrivata ieri (11/03) la mail di notifica, con allegato il bollettino MAV, da un account di servizio poco trasparente (cc-noreply@whatafxcertymail.it) e con un oggetto non chiarissimo (“Spedizione Avviso di pagamento” senza cenni al nome del consorzio, senza parole tipo “bonifica”).

Ah, il documento era stato emesso il 15/02 mentre la scadenza di pagamento è fra una settimana. Boh, avranno delle “vaschette virtuali” in cui tenere i file troppo giovani per morire.

Meno male che non mi è finita nello spam.

Anche per quest’anno ce l’abbiamo fatta.

Disavventure: aggiornamento a Windows 10 mobile

Giusto due appunti in italiano per qualcuno che avesse le stesse noie…

Anche senza fare confronti col vero e proprio stalking che Microsoft per mesi ha praticato per farci passare a Windows 10 sui PC, sembra che non abbiano altrettanta voglia di facilitare la migrazione di molti telefoni Lumia a 10 Mobile.

Io ho un Lumia 640 LTE aziendale; la versione 8.1 di Windows Phone ha ancora alcuni shortcomings davvero imbarazzanti (mancanza di una rubrica decente, di un calendario degno del nome e del quick dialing, per dire!).

Sono mesi che ogni tanto compulso invano la sezione aggiornamenti delle impostazioni. Ci hanno messo un anno dal rilascio ufficiale di 10 Mobile a renderlo disponibile per il 640 col nostro operatore telefonico, ma anche adesso non ci arriva nessun avviso. Che timidezza…

Scopro che l’upgrade advisor ancora presente su Store è un passo falso: bisogna usare il Gestore Spazio Aggiornamenti; attenzione, perché qui non si effettua l’aggiornamento vero e proprio, ma si abilita Windows 10 nella sezione aggiornamenti di cui sopra (mi viene in mente Azael quando scrive delle “operazioni sugli aggiornamenti“).

Riesco così ad aggiornare a Windows 10 mobile ma ho parecchie noie: la fotocamera va in crash e non riesco ad applicare i successivi update (errore 0x800f081f), fra cui l’ormai fantomatico 1607.

L’odissea fa un giro di boa con il Windows Device Recovery Tool, che mi permette di resettare il telefono, reinstallando tuttavia una versione vecchia di Windows Phone e perdendo tutti i dati (nessun problema però, perché Ripeti con me: “Il backup e’ Bello, Il Backup e’ Buono, Il Backup mi fa dormire sereno alla notte…”).

Da lì rifaccio tutto il giro: update incrementali della 8, poi Gestore Spazio Aggiornamenti, poi Win 10, infine la 1607 che va su senza troppi problemi.

Per ora Windows 10 mobile mi sembra decente; sicuramente è più usabile dei precedenti.

 

Superfetazione dei dati

Sono stato per qualche giornata in un’azienda di illuminotecnica, abbiamo eseguito parecchi calcoli di dissipazione termica. Anche con una feroce gestione delle cartelle (alias cancella quasi tutto alla fine del dì) abbiamo “fatto su” 1 GB di dati al giorno.

Sono un grande inquinatore, ogni anno riempirei un nuovo hard disc da mezzo tera con tutti i dati che produco o faccio produrre.

Tanto costa poco…

Mancanza d’ignoranza

A mio figlio cade il cellulare dalla tasca sulla pista ciclabile.
Lui si ferma, lascia lì la sua bicicletta, fa per chinarsi ma viene quasi investito dalla signora che segue. La quale non si chiede (non vede?) cosa sia successo e passa tranquillamente con la ruota sullo smartphone, non si cura di nulla e va.
Il telefono non si è fatto niente.

Liberalismo

Sto per scrivere – e anche in modo terribilmente profano – quella che mi sembra un’ovvietà, ma siccome non la vedo in giro mai, ritengo che sia da ricordare.

Negli ultimi decenni il liberalismo è stato sostenuto in particolare da chi ci raccontava (e qui non voglio discutere se a torto o a ragione) che liberalismo~liberismo e il liberismo andava perseguito perché faceva funzionare meglio l’economia e dava da mangiare di più e meglio a tutti.

Non dico che è stato così dappertutto e sempre, ma credo di poter sostenere che, sia nei liberali più liberisti che in quelli meno, ci sia stato troppo focus (e troppo fuoco) sul dimostrare o confutare questo aspetto più utilitarista, in senso squisitamente economico.

Mi piacerebbe invece che almeno su un fondamentale tutti i liberali fossero d’accordo: lo spirito di una convivenza aperta dovrebbe essere che la libertà è un valore in sé, ancor prima della sua utilità materiale.

La libertà di intrapresa, ad esempio, è indispensabile al funzionamento del nostro sistema, ma è un diritto che viene ancor prima delle considerazioni economiche.

In questo senso, mi sento di poter dire che quando si devono creare regole a livello urbanistico, sanitario, culturale, produttivo, eccetera, se da un lato in uno stato densamente popolato non si può lasciare libertà assoluta (di costruire, di non vaccinare, e così via) ci dovrebbe essere una speciale attenzione a ridurre le libertà individuali il meno possibile.

Non ci deve essere per forza la dimostrazione che si tratta della scelta più benefica sul piano economico.

Semicroma

Prima di tutto, vorrei dedicare questa frase allo spiegare l’argomento di questa frase.

Scherzi a parte, vorrei correggere una cosa che ho detto nel mio post di presentazione, ovvero che avrei scritto molto. Solo più tardi mi sono accorto di un piccolo problema: sebbene io abbia una buona quantità di idee apparentemente interessanti, la maggior parte di esse diventa indegna di essere pubblicata dopo una “raffinazione”, un esame più accurato, anche nella giungla di idee inselvatichite che è internet.

Per recuperare, sto scrivendo un post sulla Domanda Fondamentale sulla Vita, l’Universo e Tutto quanto. Spero di finirlo presto, ma non escludo di procrastinare per mesi, prima di terminarlo. Se quello fosse il caso, mi scuso di nuovo, in anticipo. Grazie per l’attenzione e, almeno spero, a presto.

Alessandro