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Inceneritori / 2 [No ai sussidi]

Si può discutere di quanto siano "puliti". Soprattutto se lo si fa non in assoluto, ma relativamente alle alternative.
Di sicuro però, al di là dei dati qui sotto, resta vero che sottraggono incentivi alle vere fonti rinnovabili.
Se per la gestione dei rifiuti dobbiamo pagare, dobbiamo farlo ai danni di qualcos’altro.


La fonte di questi numeri è da verificare, ma si direbbe che concordino con quanto timidamente accennato nell’articolo di Superquark (l’inceneritore di Barcellona produce energia per 20’000 abitanti, ma usa i rifiuti di 2 milioni, a cui si deve comunque aggiungere del combustibile).

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QUANTA CO2 SI EMETTE PER PRODURRE UN KILOWATTORA?

940 grammi da incenerimento rifiuti solidi urbani
900 grammi da impianto tradizionale a carbone
800 grammi da impianti a "carbone pulito"
720 grammi da olio combustibile
650 grammi valore medio Italia 2004 impianti termoelettrici (media da fonti fossili)
530 grammi valore medio Italia 2004 (tutte le fonti)
500 grammi da gas da impianto tradizionale
370 grammi da gas da impianto a ciclo combinato
0 grammi da eolico
0 grammi da solare fotovoltaico

Dalla conferenza stampa di Greenpeace a Roma sul tema dell’incenerimento dei rifiuti, e dal relativo comunicato.

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OASI "LA FRANCESA" – CARPI (MO)

Segnalo a tutti i miei concittadini il sito web dell’Oasi La Francesa.

La realizzazione dell’oasi è stata un’opera notevole;
appassionanti adesso sono le attività che si svolgono in quel contesto.

Il fulcro dell’iniziativa è stata ed è l’Associazione PandaCarpi, sviluppatasi intorno al WWF Carpi (ma non solo).

Infatti è ragguardevole la lista di cose fatte ancora prima dell’inaugurazione, grazie al contributo di volontari competenti: formazione con le scuole, attività letterarie, serate di astronomia, corsi di apicoltura, etc.

Quindi la cosa promette bene per il futuro.

Qui trovate le notizie e il calendario delle iniziative.

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Inceneritori

Ieri sera, ultima puntata estate 2006 di SuperQuark.
Ripetutamente procrastinata per “forze maggiori” (quali la bellissima partita Italia-Francia).

Prima che un evento famigliare mi strappi al video, faccio in tempo a vedere l’articolo di Lorenzo Pinna sul complesso depuratore-inceneritore di Barcellona.

E’ interessante vedere come anche Quark sia incline a sostenere interessi corporativi.

Mi riferisco al fatto che – una volta sì e l’altra pure – ci sia stata in questa serie estiva almeno un articolo sulla competizione internazionale e l’importanza della ricerca scientifica e tecnica a riguardo.

Sono interessi che per una volta benedico anch’io, in quest’Italia in cui la ricerca è sotto le suole.

Però, collegandoli all’articolo sull’inceneritore di Barcellona, non ho potuto fare a meno di chiedermi se l’ottimismo e l’ammirazione per l’impianto avessero un sostegno oggettivo, o non fossero influenzati da “interessi amici”.

E’ un’ipotesi che non posso né voglio confermare; e ci tengo a dire che spero davvero che si possano costruire e mantenere inceneritori “puliti”.

Non sono contrario in assoluto agli inceneritori. Sono contrario a 4 cose:

1) positivismo tecnico a priori: “Va tutto bene, è tutto pulito” [non mi fido al 100% neppure di chi grida al disastro ambientale, ma sono a favore della cautela];

2) uso degli inceneritori (o di qualsiasi altra soluzione tecnica) per sdoganare errori fatti a monte nella gestione dei rifiuti;

3) uso degli inceneritori come fonte di cash per gli enti locali, in particolare se si incentiva una compravendita tra zone diverse d’Italia, e si scoraggia la gestione responsabile di ciascuno;

4) INCENTIVAZIONE degli inceneritori sotto qualunque pretesto; se sono così miracolosi come fonte di energia, saranno competitivi anche senza incentivi (NB: la legislazione italiana in materia non ha equivalenti in Europa).

Mi rendo conto adesso che questi punti hanno una cosa in comune:
sono tutti e quattro degli ALIBI.

Aggiornamento:
ovviamente il solito Grillo ha colto la palla al balzo:
http://www.beppegrillo.it/2006/09/le_superballe_d.html

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Beghelli si propone come ESCO per cambiarvi le luci

Il modello ESCO non è una novità, ma funziona molto bene.

Se siete interessati, visitate il sito di riferimento:
http://www.unmondodiluce.it/main.htm

E’ per le aziende, ma consiglio anche ai privati di dare un’occhiata. E’ istruttivo.

L’offerta è molto chiara ed esplica bene il principio delle ESCO (Energy Service Companies).
Loro installano, pagano, mantengono. E tu li paghi con il tuo risparmio.

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Lampade a basso consumo / 5

Ho fatto alcune prove "casalinghe" (nei due sensi, luogo e qualità).

I risultati sono stati incoraggianti, ma non eccellenti.
Diciamo che si possono trovare dei materiali interessanti, ma con un po’ di fatica.

Se siete dei consumatori normali (ossia non degli smanettoni), a tutt’oggi la situazione per le case private è la seguente:
– se l’accento va posto sull’efficienza energetica, la soluzione è fluorescente;
– se va sulla qualità dell’illuminazione, la soluzione è per lo più incandescente/alogena; ma ormai solo in casi particolari.

Infatti le lampade fluorescenti a risparmio energetico stanno sottraendo sempre più spazio a quelle tradizionali. L’ultimo sviluppo sono i "faretti", sia in versione E27 che in versione E14, e le fluorescenti a intensità regolabile (sì, esistono).

I led sono più efficienti delle alogene, si accendono all’istante, non producono ultravioletti, sono molto flessibili rispetto all’indirizzabilità e alla focalizzazione. Non producono molto calore (ma ne fanno). Durano dalle 10’000 alle 100’000 ore (ossia fino a 10 volte rispetto alle fluorescenti, che già sono longeve). Sono meccanicamente molto robusti. Richiedono un’alimentazione specifica, che diventa però anche molto flessibile (si possono alimentare dai 1,5 V ai 220 V, in DC o AC, etc.).

Ma i prodotti disponibili sul mercato sono ancora molto pochi, costosi, efficienti ma senza esagerare.
E, soprattutto, con valori molto bassi di potenza luminosa per punto luce.
Insomma, con la lampada da un watt si fa molta luce, ma non esiste la lampada da 15 watt (si arriva a 2-3 W per faretto).

Non fidatevi delle dichiarazioni dei produttori. Ci vogliono 4 o 5 faretti LED da 2 W per fare la luce di un’alogena da 20 W, con una resa cromatica non equivalente.

Tuttavia ormai ritengo che la tendenza dei LED ad imporsi sia ineluttabile.

Vedo sempre più proposte nei mercatini dell’elettronica;
vedo sempre più applicazioni (anche se ancora di nicchia) in negozi e locali;
soprattutto vedo che IKEA ha già due articoli a catalogo.

Se IKEA inizia sul serio, la scelta è fatta ormai anche per tutti gli altri.

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Yet another article about nuclear energy

http://www.greencrossitalia.it/ita/news/energia/news_011_e.htm

Devo dire che il nucleare è (più ancora di altri argomenti) una materia sulla quale le cose sembrano estremamente chiare, a sentire una sola delle campane.

Prima o poi scriverò un articolo sulla mia visione dell’argomento.
Non tanto sul merito meramente tecnico, quanto sull’aspetto psicologico dei contributi che leggiamo.

La parola chiave è: ALIBI