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Slippery ships float on thin air

Gli impatti più significativi si posso avere con piccole correzioni, se queste sono fatte su volumi importanti.
Così, sarebbe possibile un risparmio energetico immenso se si riducessero i consumi di tutte le navi.
NewScientistTech spiega qui alcuni sviluppi (segnalazione da Nova24 Ora).

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Una prova di resistenza

Lampada a led (quella che uso per l’abat-jour) dopo una caduta.
Si è rotto il vetro, si è staccata la basetta dei led dal supporto (e dondola) ma funziona ancora perfettamente.

LampBreakFront

LampBreakBack

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Luci a LED per le feste di natale

Se dovete rinnovare le luminarie per queste feste,
si presenta un’occasione per risparmiare qualche kWh,
per quest’anno e quelli a venire (ed evitare future noie!).

Quasi ovunque ormai si trovano file e reti con LED al posto delle lampadine ad incandescenza.
Si tratta spesso di LED a tecnologia non innovativa, ma che comunque portano notevoli vantaggi.

1) Consumo energetico notevolmente inferiore.

2) Durata incredibilmente maggiore (praticamente "non si bruciano").

3) Resistenza meccanica superiore (considerate quanti urti subiscono queste luci).

Il tutto a costi comparabili per singola fila; costi che sono inferiori nel tempo, se si considera la maggiore durata delle luci.

La qualità media degli articoli che si vedono in giro non è alta, ma questo vale anche e soprattutto per le file ad incandescenza tradizionali.

L’unico neo è che probabilmente nei prossimi anni vedremo dei prodotti – basati sulle tecnologie LED – molto più innovativi; ma probabilmente si tratterà di oggetti posizionati in fasce di prezzo alte.

PS1: Sembra che qualcuno si stia accorgendo di queste cose: ad esempio Zeusnews.

PS2: se avete dubbi su come distinguerle, chiedete in un commento.

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Il problema è il carbone!

Ultimo post del Professor Ugo Bardi. Da meditare.

"Forse Hansen è ottimista, forse è pessimista; ma notate come la visione di Hansen sposti la questione dal petrolio al carbone, cosa che dovremmo tutti cominciare a fare.
Il problema è il carbone!
Attenzione che poi qualcuno però non la prenda come una licenza di bruciare petrolio…"

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Una BMW a idrogeno…

Scrive Gimmy:

"Se quello che c’e’ scritto in questo articolo e’ attendibile,
pare proprio che la nuova bmw a idrogeno sia piu’ una provocazione
che un concreto passo avanti per l’ambiente:
http://www.spiegel.de/international/spiegel/0,1518,448648,00.html

La sua progettazione resta comunque un fatto positivo, secondo me.
C’e’ da sperare che qualcuno creda nel progetto e cerchi di ottimizzarne i vari aspetti carenti.
E per lo meno ora abbiamo una misura concreta della convenienza in termini economici della propulsione a idrogeno, e non solo una serie di illazioni a riguardo. Ciao. Gimmy"

Mia risposta:

Io sono piuttosto contrario all’idrogeno per l’autotrazione,
per svariati motivi.
1) Gli inconvenienti e i costi (soprattutto nella distribuzione) lo rendono potenzialmente non concorrenziale con gli accumulatori elettrici, i biodiesel e l’etanolo.
2) Serve da alibi – per promettere alla gente che cambiando tecnologia (sotto il cofano, quindi in modo indolore) si potrà continuare il BAU (Business As Usual).
3) E’ energivoro. Lo scenario adatto all’idrogeno è uno scenario con 5 o 6 volte più centrali nucleari di adesso.
Giusto per darvi un’idea, in parallelo:
http://www.aspoitalia.net/index.php?option=com_content&task=view&id=111&Itemid=38

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Eolo, "la bolla d’aria compressa"

Sta girando una catena che racconta di Eolo,
un’auto ad aria compressa "Capace di fare 100 Km con 0,77 euro".

"Eolo" è stata (per ora) una bolla. Forse più un sogno che una bufala.
La notizia buona è che queste iniziative sono provocazioni da non lasciare cadere.
E la faccenda di "Eolo" stimola molte considerazioni.

La questione principale è
"Qual è l’importanza del tipo di propulsione scelto per un’automobile?"
La risposta è: "Importante sì, ma non moltissimo".

Così è successo che, facendo due conti con le grandezze fisiche in gioco,
l’alimentazione ad aria compressa desse più problemi che vantaggi.

E soprattutto non rispondesse al problema fondamentale:
dove troviamo l’ENERGIA per spingere queste macchine?

Infatti, che si scelga l’idrogeno, l’elettricità o l’aria,
ci serve energia per produrre l’idrogeno, caricare le batterie o comprimere l’aria.

La questione del vettore energetico resta importante per l’inquinamento cittadino, ma i due vincoli termodinamici da cui non si scappa sono il PESO e la POTENZA dei veicoli.

La storia della Smart insegna.

Si era partiti da un progetto "leggero" e poi via via ci si è riavvicinati ad un’automobile normale, sia pure ridotta.
Ricordo che il marketing preliminare della Smart (l’ho seguito dall’inizio) era molto ambientalista e sognatore.
Quello finale invece insisteva molto sul fatto che la Smart fosse una "vera automobile", per giustificare il prezzo, il bollo e l’assicurazione.
Ci si deve distinguere dai "mezzi senza patente"; quindi sottolineiamo che si va a 135 km/h, che il telaio è d’acciaio, che l’abitacolo è sicuro, etc.
Per ottenere queste caratteristiche, il peso finale è arrivato comunque intorno agli 800 kg.

Inutile illudersi: l’auto ecologica è LEGGERA e LENTA, a prescindere dal tipo di propulsione.
Anche perché molti PM10 sono prodotti non solo dal motore, ma dai freni e dalle gomme, e quindi sono proporzionali alle masse e alle accelerazioni.
Stessa cosa vale per manutenzione e ricambi (nonostante la catena prometta l’impossibile).

Quindi sorgono alcune questioni:

– un’auto leggera, ad uso cittadino, non sarà come un vaso di coccio tra vasi di ferro?
– Ci possiamo permettere due veicoli, uno per la città e uno per l’autostrada? (e comunque: sarebbe ecologico? Avrebbe senso?)
– Si potrà agevolmente passare da una "classe" di auto all’altra se si cambia lavoro e si trova un’impiego fuori città? (penso ai vincoli commerciali, finanziari e assicurativi)
– Soprattutto: siamo pronti a un cambiamento culturale secondo il quale l’automobile non è più uno status symbol?

In effetti, possiamo già darci da fare per indicare all’industria una direzione:
comprare auto leggere (in proporzione e compatibilmente con la categoria e l’impiego).

Non voglio fare il moralista; deve essere una scelta positiva, non negativa.
Per chi non ha disponibilità finanziarie, la scelta (documentata al meglio) di risparmiare;
Per chi le ha, il gusto di concedersi una tecnologia più avanzata e pulita (per es. un’auto ibrida).

E’ su tutte le fasce di mercato che si può lavorare.
Su Quattroruote i dati su consumo ed emissioni sono ancora troppo nascosti rispetto quelli relativi alle prestazioni.
E non solo i SUV, ma tante utilitarie consumano ancora molto.

30 km/l dovrebbero essere un valore normale per una piccola auto,
con le tecnologie attuali.

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EU puts mercury thermometers out

Il Parlamento Europeo ha approvato una direttiva per la messa al bando dei termometri al mercurio.
Sembra una stupidaggine, ma il mercurio derivato dai termometri rotti è una notevole fonte di inquinamento domestico ed ambientale.

Mi raccomando: se si rompe un termometro, cercate di raccogliere il mercurio e di metterlo in un contenitore sigillato; poi portatelo a un sito di raccolta rifiuti pericolosi della vostra città.

Non fa bene respirare i vapori di mercurio rilasciati ogni giorno da un tappeto o una moquette.

Un commento sulla notizia da blogeko.info.

Link diretto al Parlamento Europeo.