Lampade fluorescenti compatte


EDIT-DISCLAIMER

Ho provato questa lampada con 3 dimmer.
Coi primi 2 è andata a meraviglia; con il terzo si è bruciata.

Non so se sia colpa del dimmer o del lampadario (vecchissimi);
tra l’altro, la Dulux non aveva problemi
coi primi 2 dimmer, pur vecchi di 20 anni.

Uno spot automobilistico recitava: "100% tecnologia utile".

Al giorno d’oggi è difficile giudicare quanta della tecnologia che compriamo ci serva realmente*.

Quello che segue è invece un caso esemplare di tecnologia efficace.
Si tratta di un modello di lampada fluorescente compatta montabile su lampadari e piantane provvisti di regolatori di intensità (dimmer); per questo viene definita "dimmable" (ho sentito anche "dimmerabile").

Si sa che uno dei limiti delle fluorescenti è il non poter essere regolate in intensità.
(in realtà la cosa è possibile da anni, ma con lampade a 4 poli e alimentatori speciali)

Osram DULUX EL Dimmable

Cade un altra barriera all’uso delle lampade a basso consumo.
Questa è l’uovo di colombo, perché completamente intercambiabile con lampadine ad incandescenza. 100% tecnologia utile.

Il suo nome è Osram DULUX EL Dimmable.
(Immagino che anche Philips si stia attrezzando)

Adesso che sapete che esiste, Non avete più scuse!

* A dire il vero è già dura stabilire quanto la "tecnologia" dichiarata e venduta sia tale;
anche a prescindere dall’utilità.

Latemar e template

Dopo parecchi mesi cambio lo sfondo.
La nuova foto non è più bella, ma è mia.
Si tratta di alcune cime del Latemar inquadrate dal Cornon (agosto ’05).
Ringrazio Markus Gann per l’immagine che ho usato fino a ieri.

Per ora è il massimo che pigramente faccio in questo senso.
E’ da tempo che penso di creare un sito nuovo, completo di content management.

La cosa mi permetterebbe di articolare diverse sezioni e condividere idee anche su
progettazione, tecnologia e design senza penalizzare la consistency di questo blog,
che vorrei il più possibile monotematico.

Avrei anche chi mi condivide il dominio

Rosengarten2005

Luminarie e sprechi – 2

Intanto io continuo a guardarmi intorno e faccio il conto di quanti kW si sprecano nelle luminarie; spesso davvero inutilmente, vista la bassa efficienza di molte luci usate in questo settore.

Per farvi un esempio, ecco una foto che ho scattato il 18 u.s. nei pressi di Cologno.
Fate i conti: ogni singola lampadina consuma 3,5-4 W

Luminarie Natale 2006

Insomma, un bell’esempio di spreco e di inutili emissioni elettromagnetiche.

Luminarie, wireless, interferenze e sprechi

Su Nova24 Ora! si riporta un articolo sui
problemi che le decorazioni natalizie possono dare alle comunicazioni senza fili.

(Articolo originale di AirMagnet)

L’articolo non suggerisce quali dispositivi e quali meccanismi d’azione siano i più dannosi.

Le vecchie intermittenze termomeccaniche sono sempre state micidiali a livello di emissioni radio.

In questo caso passare a decorazioni moderne ed elettroniche risolve molti inconvenienti.
Se poi queste sono a LED si può pure risparmiare un 50-80% di energia elettrica!

Ma la semplice presenza di larghe maglie di conduttori può disturbare le comunicazioni a 2,4 GHz?

Si ringrazia l’AIMAG, Ente Rifiuti di Carpi

Quella nella foto è la situazione del cassonetto della carta vicino a casa mia, a Carpi.
Faccio presente che la foto è stata scattata nel pomeriggio di domenica 24/12/06, ma già sabato 23 mattina era così.

Rifiuti a Carpi 24_12_06

Come gli amministratori dell’AIMAG sperino in un miglioramento durante le giornate di Natale e Santo Stefano, non ci è chiaro.

La cosa comes handy per parlare di una questione delicata: il ruolo dei cittadini nel mantenere il decoro e l’igiene delle zone di raccolta rifiuti.

Da discorsi raccolti per strada mi sembra che sia considerato comportamento più disdicevole l’abbandonare i rifiuti a lato del cassonetto che non fare affatto la raccolta differenziata. E dal limitato punto di vista della buona convivenza tra vicini è vero.

Però, se mancano i cassonetti o vengono vuotati poco, mi chiedo di chi sia la colpa. E mi do un’ovvia risposta.
Io (non so gli altri) sono disposto a pagare un costo abbastanza alto per la gestione dei rifiuti, per sprecare meno risorse e avere meno inceneritori e discariche.
Sono ben contento di fare la raccolta differenziata, di portare i rifiuti anche [relativamente] lontano e/o di aspettare che vengano a prenderli porta a porta.

Però se quando arrivo davanti al cassonetto lo trovo pieno, e le scritte trattano da criminale chi lascia lì i rifiuti (anche quelli inerti), un po’ mi arrabbio.

E penso: facciamo bene a tenerci i rifiuti in casa,
come farò io e faranno i miei vicini nei prossimi due giorni?
Non sarebbe meglio piuttosto far capire a chi di dovere
che non sta facendo la sua parte?

Altrimenti va a finire come per la moglie tradita per vent’anni: quando ci lamenteremo ci diranno "Ma noi credevamo che vi andasse bene così"

Il solito Beppe

Con un po’ di ritardo voglio commentare questo post di Beppe Grillo,
nel quale il nostro [anti]eroe si scusa con gli Inti Illimani e pubblica una lettera di Jorge Coulon.

Il fatto di pubblicare una replica è di per sé encomiabile (anche se altre volte Grillo ha mantenuto silenzi piuttosto imbarazzanti). L’episodio inoltre è minore – anche simpatico – e parte da una provocazione più che ammissibile (sebbene non particolarmente comica).

Tuttavia la cosa ricorda incidenti più grandi.
Si può essere d’accordo o meno con alcuni contenuti di Grillo.
(con tutti è impossibile – nel senso che è impossibile per chiunque)
Il fatto è che è veramente arduo dargli un ruolo sensato nell’attuale panorama dell’informazione.

Il problema non sta nell’incoerenza dei suoi contenuti, ma nel suo oscillare tra la posizione di comico/satirico che può dire tutto quello che vuole e quella di Profeta della Verità.

Mi stanno bene certi qualunquismi e inesattezze: mi piace guardare la luna, non il dito che la indica.
E questo vale anche per tutti gli altri autori.

Ma dopo averne sparate a quintali di buone e di cattive, non può ergersi a detentore del Buon Senso e della Verità Scientifica. E non diamo la colpa solo alle "moltitudini che anelano a una guida".

Il rischio è che ormai Grillo non abbia la credibilità per proporre iniziative serie che invece meritano di essere portate avanti o almeno dibattute (ad esempio la questione Telecom, o quella dei termovalorizzatori).

Ma dopo un post come quello sui cellulari che cuociono il cervello,
penso che in molti si siano stancati di sentir gridare al lupo.
Soprattutto in mancanza di qualsiasi scusa o rettifica.

Anche in quel caso, il dato centrale era l’ENERGIA.
Bastavano due conti per capire che i pochi watt di due cellulari non possono cuocere un uovo.

Ma poi mi chiedo: in quanti conoscono la potenza emessa da un cellulare, o i watt di un bollitore?
O sanno quante case potrebbe alimentare la loro auto se fosse usata come generatore?

NB: non è ancora chiaro se i cellulari facciano davvero male o no.
Credo che per saperlo davvero dovremo aspettare qualche lustro.

Sei tu che fai il lavoro o il lavoro che fa te?

Ho avuto giorni un po’ pesanti.
Mi sono trascinato dietro la documentazione di 3DQuickPress da leggere.
Comunque il Nokia770 permette ormai una consultazione decente
(anche se non ideale).
Faccio presente che io lavoro con SolidWorks – e relative verticalizzazioni – su una portable workstation, per cui di solito non è un problema leggersi gli help durante la giornata.
Insomma, studiare al wc o nella sala d’attesa del dottore è proprio l’estrema misura.

Nokia770

nessun titolo

Nòva24

Scrive Luca De Biase nella presentazione della rivista:

"Lungi dall’essere condannata a un inevitabile declino, l’Italia sta attraversando una grande trasformazione per entrare pienamente e consapevolmente nell’epoca della conoscenza. E per il paese che ha inventato il Rinascimento, questo passaggio può essere non una crisi ma un nuovo motivo di crescita. Nòva24 Review serve a concentrare l’attenzione su alcuni aspetti di questo processo, nel tentativo di interpretare una massima degli innovatori: il futuro non è quello che ci sta per capitare, ma quello che noi stiamo costruendo."

Devo ammettere che troppo spesso nei miei post rischia di trasparire un pauperismo (forse un pessimismo) che non mi è proprio.
Invece applaudo ai progetti innovativi che rivalutano la passione per lo studio, la cultura, l’innovazione.

E anch’io voglio – da qui in poi – cercare di lavorare sugli aspetti più positivi.
E anche riportare, per quanto sarà possibile, il frutto di quello che so e imparo nel mio lavoro.

nessun titolo

Piante erbacee selvatiche come fonte di combustibile?

Un’altro articolo da Discovery News.

Uno studio dell’Università del Minnesota mostra la possibilità di usare piante erbacee per produrre energia da biomassa: una frazione come etanolo per i trasporti, una frazione come biomasse da riscaldamento/cogenerazione.

Al di là di quanto alla fine queste prospettive si rivelino efficaci, l’articolo è da leggere perché sottolinea alcuni aspetti molto importanti della questione bio-combustibili:

– bisogna valutare sempre l’impatto energetico complessivo,
   altrimenti certi bio-combustibili possono essere uguali o peggiori del petrolio;

– è importante riuscire a sfruttare terreni abbandonati e
    non entrare in competizione con l’agricoltura alimentare;

– per questi impieghi si deve pensare a tutta la biomassa della pianta,
    non solo quella del frutto o del seme;

– alcune specie vegetali selvatiche poco sfruttabili per l’alimentazione
    possono essere però più efficienti sequestratori di CO2.