NON CE LA FACCIO

02/10/07 h 7.30
Rompo il silenzio perché è impossibile sopportare la trascuratezza di certa informazione.

Consegnata a Formigoni una Bmw Serie 7 Hydrogen

Segue qualche brano:

“Gli esperti concordano che l’idrogeno sia l’unico vettore di energia con il potenziale di sostituire a lungo termine i carburanti fossili.”

Ero tentato di dare un più perché finalmente si parla di vettore energetico e non di fonte.
Ma invece do due meno perché poi si scrive che:
– “è l’unico” con il potenziale…
– “è disponibile in quantitativi praticamente illimitati”

Il problema dell’idrogeno è proprio che nella biosfera non è disponibile allo stato elementare, ma è legato ad altri elementi.
Si trova principalmente nell’acqua, da cui si ottiene impiegando molta più energia di quanta se ne ottenga poi (ricordate il primo e il secondo principio della termodinamica? C’è qualcuno in casa?)

Per non parlare del pressapochismo di frasi quali:
L’idrogeno (simbolo chimico H) è un componente dell’acqua ed è presente in quasi tutti i composti chimici del circuito biologico ed è conseguentemente anche ecocompatibile“.

A quando la spiegazione che il mare è salato perché contiene le acciughe?

Chiarisco: nel XXI secolo credo che ci sia spazio per qualsiasi ricerca, e non vorrei che quelle sull’idrogeno (sia come combustibile chimico che nucleare) fossero abbandonate.

Tuttavia è scorretto spacciarle come le strade più promettenti quando su altri fronti le cose sono almeno allo stesso livello.

Sul versante del trasporto (e non della produzione) di energia, la trazione elettrica basata su accumulatori – per esempio – sta diventando sempre più interessante.

PS: ricordo che, anche a parità di efficacia a livello di veicoli, la soluzione “tutto elettrico” è migliore soprattutto perché richiede molti investimenti in meno per la distribuzione sul territorio.

Due note sui LED che trovate su eBay

ciao scusa se scrivo qui ma i tuoi ultimi post sull’illuminazione sono di molto tempo fa e non vorrei che non leggessi gli eventuali nuovi commenti lì.
volevo contattarti per email ma non volevo iscrivermi a splinder solo per questo..
mi interessava qualche informazione sulle lampade a led con attacco e27.. ho provato a cercare su ebay e ho trovato queste tre, una delle quali addirittura a luce calda.
Ho visto che tu ne hai acquistata una visto che hai fatto il rest di resistenza alle cadute e sembrava una e27, giusto? comprata su ebay? ma c’è da fidarsi? mi sembra che nemmeno sono di marca..boh cosa sai dirmi?
e led a luce calda esistono o sono fregature?

Risposta veloce:

I commenti li vedo tutti in coda, e quindi li leggo comunque.
Semmai può capitare che non venga sul blog per dei giorni.

Con ordine:

1) i led a luce calda esistono eccome, e non sono niente male.
Attenzione però che comunque non hanno uno spettro di emissione continuo. Quindi sono meglio come naturalezza della luce, ma non rendono i colori delle cose bene come le altre lampade.

2)
Di marca o no?
La roba led che c’è in giro è tutta cinese, e in generale quella di marca ha prezzi ingiustamente alti.
Diciamo che in mezzo alla merce "bulk" puoi trovare cose di qualità molto varia.
L’unica è provarne alcuni.
Per esempio, a me si sono bruciati tutti i faretti a 12V piccoli (gli MR11). Con i 12V MR16 (GU5.3) nessun problema.

3)
ATTENZIONE:
L’efficienza dei led, nelle pubblicità, è largamente sopravvalutata!!!

I faretti da 3 watt valgono come lampadine da 6-8 watt
(anche se, impiegati intelligentemente nelle piccole potenze, possono avere efficacia maggiore)

Se vuoi avere MOLTA LUCE e consumare poco, prendi delle FLUORESCENTI.
I led sono ideali per spot di lettura, scrivanie e altri usi in cui vuoi disturbare poco (es. abitacolo auto).

4)
Altro consiglio importante:
se vuoi comprare faretti led a basso prezzo, relativamente buoni e con la possibilità di provarli, vai ad una fiera dell’elettronica, come questa:
Gonzaga (MN)
FIERA DELL’ELETTRONICA E DEL RADIOAMATORE
29/30 Settembre 2007

Qui, per altre date in altri luoghi

5)
La lampadina rotta che hai visto era stata comprata proprio ad una fiera.
Ma io ho comprato anche su eBay, soprattutto led luxeon lumileds e prolight (coi quali si ottengono risultati migliori).
Ed ho comprato da Hong Kong (con dazi che non ti dico).
Dall’Italia? Mi fiderei più o meno come per tutto il resto su eBay.

Il petrolio che mangiamo – reloaded

Carletto Darwin mi mette lì un bel post dove accenna alla problematicità della questione "biomasse = ridotte o nulle emissioni nette".
Io contribuisco con le mie due mezze idee risapute, che voglio sempre ricordare.

***

Il discorso è abbastanza complicato.
In generale si tende a credere che, nel bilancio, il terreno fornisca acqua, sostegno fisico e micronutrienti, l’aria fornisca CO2 e il sole l’energia.
In realtà le nostre colture intensive "barano" sia sui nutrienti azotati che sul carbonio già ridotto (presente nell’humus).

Due punti importanti:

1) le pratiche agricole moderne forniscono alle colture fertilizzanti e pesticidi, che sono prima di tutto dei contributi energetici (cfr Manning, Il petrolio che mangiamo).

2) Sembra che l’humus dei suoli contenga più del doppio del carbonio immagazzinato nei vegetali viventi.
http://www.aip-suoli.it/bollettino/n1-3a05/n1-3a2005.pdf
http://www.inforesta.net/…/wsl_boeden_co2_IT?-C=&

Quando si vuole fare un bilancio corretto della resa di una coltivazione si dovrebbe valutare anche quanto questa influisca su questo patrimonio, che è anche energetico.

Venti piccoli indiani

Ovvero: sulla nefandezza dei titoli, parte seconda.

Se poi si compra il giornale e si legge cosa è realmente successo l’articolo,
si scopre che le impressioni suscitate dal titolo erano come minimo imprecise…

(non si tratta ovviamente di nativi americani)

Sulla nefandezza dei titoli

Sulla copertina di Quattroruote di settembre vediamo:

RUBBIA "Niente paura, finita la benzina andrete a etanolo".

Non entro nel merito dell’articolo: vale la pena di leggerlo.
Ma varrebbe la pena di farlo anche solo per giudicare se il titolo è congruo.

Io credo proprio di no.
Il titolo è rasserenante, mentre lo spirito di ciò che dice Rubbia non è "Tranquilli";
al contrario, l’interpretazione più ottimista possibile è "Diamoci da fare che il tempo stringe".

(…) vogliamo arrivare a un mondo di barbari in cui ci si scanna per l’ultima goccia di petrolio?

(…) non vedevo sbocchi promettenti con l’idrogeno

(…) quanto alle modifiche genetiche, cerchiamo di non usare il paraocchi: qui c’è un terreno di ricerca strategico, da cui l’Italia non può restare fuori, anche se da tempo ho smesso di pensare che il mio Paese segua strade logiche. Io faccio la Cassandra, (…) ma poi sono i governi a decidere.

(…) L’obiettivo è semplice: evitare che le generazioni future vivano peggio della nostra. Quanto alle cose da fare, direi che la prima spetta alle case automobilistiche: ci devono dare auto più leggere, non è possibile andare in giro con automobili che pesano due tonnellate

(…) Poi è ovvio che chi più inquina, più deve pagare: è pacifico che viaggiare con una SUV che fa quattro chilometri con un litro deve essere tassato in modo più incisivo.

(…) Dobbiamo stare molto attenti, se non si trova in fretta l’alternativa al petrolio corriamo il rischio che si pratichi un’altra via: la trasformazione del carbone in benzina. (…) sarebbe una catastrofe.

Lo sottolineo: in discussione qui non è l’essere d’accordo o meno con Rubbia, ma l’onestà del titolo.

Scientists hopeful despite climate

Inizio a ricevere spam con questo tipo di oggetto:

——– Messaggio Originale ——–
Oggetto:     Scientists hopeful despite climate
Data:     Mon, 24 Sep 2007 13:47:47 +0200
Da:     cobrak <cobrak@__.pl>

PPYH Announces Acquisition Of Manhattan Hill Project Apartments.
Co: Phy sical,Propert y.Hol dings-Inc.
Sy: P,P,Y,H
$0.25
etc. etc.

Bologna: la scommessa del blocco di ghiaccio

Tra quattro settimane, il 25 settembre, alla presenza di cittadini, amministratori pubblici e giornalisti, la struttura verrà aperta per verificare quanto ghiaccio sarà rimasto.

Una bella idea. Icastica e rappresentativa.

Aiace mi segnala che è già stata vinta a Città di Castello.

Nota personale, un po’ in tema e un po’ no:
Speriamo che il mercato edilizio si stabilizzi un po’ (assieme alle normative, che cambiano ogni anno).
Mi sa che questo periodo transitorio dall’ignavia energetica alla rigidità sarà una specie di far west per il settore.

Economia e termodinamica

Alessandro Iaria, sul blog Realismo Energetico, in un post interessante sul peak oil, si dimostra un ottimo ascoltatore ed interlocutore.

Sul possibile picco del petrolio ci sono cose che non conosciamo; prima di tutto non possiamo sapere se e come siano applicabili a un sistema globale le osservazioni effettuate su sistemi regionali (come il picco del petrolio USA negli anni ’70).
La mia personale speranza è che una futura carenza di petrolio stimoli l’efficacia, l’efficienza e lo sviluppo tecnologico (piuttosto che travolgerci, ad esempio, con delle guerre).

La cosa che mi lascia i maggiori dubbi (e non delegittima gli altri argomenti) è l’ultimo intervento che Iaria fa tra i commenti:

Il valore cui ho accennato non riguarda solo quello "aggiunto", è un concetto più profondo che investe l’intero, non solo il marginale. Ragionare in termini di "valore aggiunto", misurando il costo di un bene in termini del bene medesimo, presuppone un’idea ingegneristica di valore – tipicamente associata al concetto di valore-lavoro dei Classici – che prescinde dalla collocazione del bene all’interno di un sistema di mercato.

Il "dato di fatto", che produrre un’unità di bene sia economicamente razionale solo fino al punto in cui i costi legati all’attività – e misurati in quantità del bene stesso – non superino l’unità, è quantomeno singolare.

In realtà nei commenti si parlava – senza esplicitarlo – di EROEI, non di costo o valore di scambio.

Sono d’accordo anch’io che, dal momento che abbiamo fonti energetiche diversificate, sarà conveniente produrre petrolio anche quando una tonnellata di greggio ne richiederà due per l’estrazione (o meglio: richiederà due TEP, ma non da petrolio).
Ad esempio per usarlo come materia prima.

Mi sembra che il punto sia proprio questo: ci saranno le condizioni dinamiche – in pratica IL TEMPO – per trasformare il nostro sistema energetico?