Piccole cose che fan cattivo sangue – 2

Stavo per scrivere di un episodio di paraculismo alle Poste,
che mi costerà tempo prezioso nei prossimi giorni.
Ma meditavo che fosse piccola cosa, rispetto ai veri problemi.

Me la sono chiamata: vomito e mal di testa feroce, con qualche pausa.

E adesso sto tranquillo e riconoscente,
ché non vorrei ricevere ulteriori "illuminazioni"
situate più in alto nella scala delle sfighe…

Ah, voi invece che fate stasera? Niente di interessante, vero?

5,5 anni fa

Come eravamo, 69 mesi fa

Avevo più capelli che QUI;
ma anche più barba…

(Intanto, hanno ucciso la Bhutto.
Non ho commenti, ma non riesco a tacere)

Coda lunga, e naso pure?

Vedo solo adesso un articolo di Aldo Grasso sulle previsioni del tempo.

Si tratta di un notevole esempio di falso equilibrio.
In merito, preferisco le prese di posizione di Libero o del Giornale, sono intellettualmente più oneste.

Tre stralci significativi:

1)
Ora si dice: «Se non piove è colpa dell’effetto serra»

Direi proprio di no. Mercalli ha sempre tenuto ben distinti i concetti di tempo meteorologico e trend climatico.*
Semmai può approfittare delle congiunture di siccità per evidenziare la vulnerabilità che già adesso il nostro sistema ha.
Visto che per i prossimi anni si prevede un probabile aumento della temperatura e un possibile calo delle precipitazioni, non mi sembra così fazioso sottolineare che in certi periodi siamo GIÀ in zona di stress e dovremmo pensare ad aumentare la resilienza del sistema.

2)
Il fenomeno della politicizzazione delle previsioni del tempo trova la sua consacrazione nello strepitoso successo di «Che tempo che fa» di Fabio Fazio. Nata come occasione per occuparsi del tempo di fine settimana, a poco a poco la trasmissione è diventata uno dei talk più ambiti e ossequiati. Così il metereologo Luca Mercalli ha preso coraggio…

Mi dispiace, ma l’intenzione politica della trasmissione esisteva già alla sua creazione.
Questo non la legittima ulteriormente, perché non ce n’è bisogno, ma smonta lo stratagemma con cui Grasso vuol far passare Mercalli per un usurpatore o un professionista montato che esce dalle righe e dalle sue pertinenze (sta diventando un vizio, questo, per Grasso).

Volendo dare pan per focaccia al critico, si potrebbe scrivere del suo:
Articolo politico cripto-negazionista posto nella sezione "spettacoli" col pretesto di parlare dell’evoluzione stilistica delle previsioni meteorologiche.

3)
Il «ciclo Mercalli» è il più ideologico e incattivito

Passi l’ideologico, ma l’incattivito? Non è una connotazione indebita, un attacco ad hominem?

Mercalli è una persona sanamente preoccupata.

—   —   —   —

* Ho visto più esempi di questa confusione nel campo avverso:
nell’estate 2007 qualsiasi spruzzata d’acqua era il pretesto per sbugiardare le voci di siccità.
Solo che non si tratta di voci: le precipitazioni cumulative in Italia sono state molto sotto la media, negli ultimi 12 mesi. E nel sud Europa le variazioni degli ultimi decenni sono state preoccupanti.
Anche se qui c’è una fluttuazione continentale che probabilmente ha poco a che vedere con l’effetto serra; certo, se le due cose si sommassero non sarebbe una consolazione.

Una bella fiaba per Natale…

Le tre melarance

Non voglio banalizzare, si tratta di una delle fiabe
dalla tradizione più ricca in assoluto
(cfr. http://www.folklore.ee/folklore/vol27/kawan.pdf).

Però come tutte le fiabe ha almeno un lato oscuro;
qui è quello della "brutta saracina".
Ed è un tema sostanziale del racconto.

Ma mi colpisce la spudoratezza con cui, ancora nel 1968,
il Cantafiabe voleva evidenziarlo nella variante I tre cedri:

Mi ha richiamato un post del Dr. Psycho,
Le favolose avventure di Tintin tra i negri.

Comunque, Buon Natale a tutti!

Piccole cose che fan cattivo sangue

Se continui a lamentarti, a criminalizzare qualsiasi uso "appena eterodosso",
a pretendere il bollino SIAE su qualsiasi articolo usato pena illegittimità,
poi non mettermelo sulla pellicola protettiva che va a finir subito nella Geenna.



Detto poi tra noi: questo disco è BELLISSIMO.
Grande opera, esecuzione stupenda.

Troppo semplice come recensione?

Buon Natale e… mi raccomando

Non c’è speranza.
Davvero, non ce n’è.

Ad esempio, con tutto quello che scrive Capemaster nel suo blog,
quale post avrà un gran numero di commenti (e la coda lunga)?

E che si tratti di giovincelli non è una scusante.
Mi sa che lo Zeitgeist è costruito con materiale un po’ effimero.

Auguri! (2)

"Auguri di Buone Feste dalla RAI e dalla sua Orchestra Sinfonica."

E adesso basta con le cazzate.
Lo spot è finito, tornate in pace da Michele Cucuzza.