Quanto ci è costato dire “no” al nucleare

Un’interessante esempio di paralogismo (implicito):
Quanto ci è costato dire “no” al nucleare
.

Potrà esserci costato assai (e io sono d’accordo!),
ma ciò non implica che sia la scelta migliore da fare ADESSO.

Faccio un parallelo: mettiamo che dieci anni fa io e mio fratello avessimo 10 miliardi a testa da investire.
Mettiamo che lui lo abbia investito in appartamenti, ricavandone il doppio, viste le quotazioni del mercato immobiliare degli ultimi anni.
Mettiamo che io invece abbia fatto investimenti sbagliati (Argentina, Parmalat, vedete voi).

Ora io mi sveglio e butto tutto quel che mi resta sulle case. È una buona idea? Probabilmente no.

Come spesso capita, ho l’impressione che Bardi mi legga nel pensiero:

Il pendolo oscilla per tante ragioni; principalmente perché avevamo esagerato negli anni ’80 nel demonizzare il nucleare. (…) Il tanto vituperato nucleare ha oggi il sapore del frutto proibito che non avevamo mai assaggiato

Ne traggo un link degno di evidenza:
Domande a Scajola di Carlo Stagnaro.

Aggiungo anche:
Ripartire da zero a far centrali con le tecnologie di oggi è un po’ come rimettersi a far carrozze (anche se sempre più belle e comode) quando si stanno aprendo le prime fabbriche di automobili

Lampade ad incandescenza, 10% di efficienza? Falso!

Non sto a citare l’ultimo caso che ho in questo momento sull’altra finestra di Firefox, tanto ormai è cultura popolare; anzi, una leggenda urbana.

In ogni dove si legge che le lampadine ad incandescenza hanno un’efficienza del 10%, ossia (spesso è riportato con questa espressione) convertono in luce il 10% dell’energia elettrica che consumano.

Sono d’accordo che così passiamo rapidamente l’idea che il miglioramento possibile, con le tecnologie commercialmente disponibili oggi, è di un fattore 10 al massimo.

Ma la realtà è che
le classiche lampadine hanno un’efficienza intorno al 2%
.

(e si vede che nemmeno le migliori lampade “ECO” fanno miracoli)

Smettiamola di maltrattare i fatti tecnici e scientifici, e di metterci i numeri sotto i piedi!

Uno con cui mi trovo in sintonia

Un aggiornamento qui.

Non sono contrario alle centrali nucleari.
Nel 1986 avrei votato no al referendum, ma ero ancora minorenne.
E qualche centrale, se la facciamo in fretta, ci tornerà comoda.
Nel nostro mix energetico variegato ci può stare anche il nucleare (il link è a Beppe Caravita), per quanto io non riesca a capire esattamente quale tecnologia stia promettendo Scajola (III+? IV? Ma allora è pronta?!?).

Sicuramente però è nefasto far balenare agli occhi degli italiani un miraggio.
E se proprio qualcuno ambisce ad aggiudicarsi l’appalto di grandi opere, forse è bene rivalutare altre possibilità.

Ho conosciuto Pietro Cambi al convegno ASPOItalia1 a Firenze nel 2007.
Mi piace il suo approccio, disincantato ma operoso.
È uno degli artefici del cinquino elettrico.

Esprime la sua posizione sul nucleare in un post dalle prospettive meno anguste:

(…) Saremmo, faccio presente, nel 2020.
NON C’È, in alcun modo, tutto questo tempo.
Proprio non c’è (…)

Insomma: capisco che in una ottica, come dire, ahem, Liberal-Keynesiana (ok è un ossimoro ma anche, ainoi, una rappresentazione della linea politica prevalente) ci vogliano, sempre e comunque, le grandi opere. Si potrebbe, però, discutere di QUALI fare con un po’ di gnegnero, buon senso, declinato alla toscana?

Senza rete (simpatica Telecom)

Non ho Telecom Italia né per i dati né per la fonia analogica (eh, sì, sono ricco e ho due linee).

Però ne subisco i disservizi. Sono senza ADSL, e il mio gestore* non può farci nulla perché la cosa dipende da Telecom. Errata permuta (è già successo un’altra volta in due anni).

Al danno si aggiunge la beffa, perché a Telecom il mio gestore paga un canone aggiuntivo per la linea dati senza fonia.

Ci si rilegge fra un po’ di giorni, eh?

* Li ringrazio per la prontezza e la disponibilità che hanno sempre dimostrato:
sentirsi rispondere dopo due squilli dà una soddisfazione che in pochi conoscono.

Un uomo per tutte le stagioni

Non voglio passare guai, quindi non farò nomi ;-)

Basti dire che esiste in Italia un personaggio che ho sempre ammirato sconfinatamente, e che ancora guardo con meraviglia, viste le capacità e il carisma che ancora dimostra a 80 anni.

Be’, negli ultimi anni mi sono persuaso che
questo grande uomo sia però un pochino paraculo
.
E da stasera ne ho un indizio in più.*

Scrive un libro per dire che “Dobbiamo fare più figli”.

Poi, pubblicizzandolo nella trasmissione più marchettara, viene a dirci che “Dobbiamo fare più figli NOI ITALIANI”; perché nel mondo globalmente siamo in troppi, mentre qui da noi ci saranno problemi demografici opposti.

Può darsi che abbia ragione.
Però non ha il fegato di scriverlo in copertina.
In effetti ho come l’impressione che il target ne soffrirebbe.

* Mi deluse però già quella sera di tanti anni fa all’AVIS: doveva parlare delle donazioni di sangue, e invece bruciò quasi tutto l’incontro per presentare il suo libro sui dinosauri.