Tieni a bada i tuoi sviluppatori
(I know my chicken)

Il bello di potere esaminare i software in beta è anche avere il privilegio di conoscere dettagli che non vedranno mai la luce (per fortuna).

Ogni tanto qualcuno si sveglia con idee luminose che infila lì senza chiedere prima.

Ogni tanto questo è positivo: management e marketing tendono a soffocare anche le buone idee.

Ciò premesso, ecco una delle novità della beta 1 di SolidWorks 2009:

Inutile dire che i beta tester – trattandosi di un cad 3D serio* – hanno normalizzato la situazione in 23″ e la prima richiesta per la beta 2 è stata di vedere questo:

* O almeno così vorrebbero!

Morte all’ailanto!

No, Debora non è l’unica pazza ;-)
Ci sono anch’io.

Se avete degli ailanti, vi consiglio vivamente di eliminarli, sostituendoli con essenze nostrane

L’ailanto non solo cresce a dismisura soffocando le altre piante, ma altera la composizione chimica del terreno per contrastare i concorrenti!

Più tardi lo si taglia e più tardi il terreno ricomincia a respirare.

Noi circa 10 anni fa ne abbiamo abbattuto uno gigantesco per dar spazio a 2 giovani noci.

È stata una delle cose più sante mai fatte.
La matrice è morta solo molto tempo dopo, spargendo sale sul taglio.
Intanto si dovevano estirpare continuamente i polloni che gettavano da sottoterra tutt’intorno.

Una pagina utile per l’identificazione visiva.

Nicola segnala il nuovo blog Ailanthus Extermination.

Papaban

Lo vedevo qua e là e non mi piaceva neppure, ma il papabanner ha un posto anche qui da quando è vittima del presunto “papaban”.

Domando: se mi denunciano, il banner smette di essere diffamatorio?

Ok, ok, ci sono miriadi di miriadi* di prestanome…

* Ap 5,11

Sto diventando lombrosiano…

…ma non nel senso di sostenitore di Luca ;-)

Stasera. Corro per il centro di Carpi.
Per le strade un casino che neanche i viali di Bologna.

Mi chiedo che ci sarà mai; poi ricordo che mio padre me l’aveva detto:
mega serata Carpi Estate Radio Bruno con incredibili ospiti:
Pooh, Tazenda, Paul Young, Ruggeri, Stadio.*

Continuo la corsa nel mio isolamento imperterrito.

Davvero un sacco di gente, soprattutto a piedi (evidentemente hanno trovato da parcheggiare in periferia, a Maranello). Sembrano accorrere verso il pifferaio di Hamelin.
Per me, che sto facendo il giro completo intorno al centro storico, è davvero impressionante la sensazione centripeta che dà questa infiltrazione radiale della massa verso la piazza.

Mi chiedevo in maggio Dove cazzo sono i carpigiani?

Stasera erano [tutti?] là. E non mi ci riconoscevo nemmeno un po’.
Le facce mi sembravano, trasversalmente all’età, il sesso, lo stile, quelle di chi ha bisogno dei Pooh in Piazza Martiri per smettere di marcire davanti alla tv.

È stata, chissà, un’impressione sbagliata; sarà forse che ho bisogno pure di periodici catartici attacchi di misantropia. Ma mi è apparso che ci fosse anche qualcosa di più.

Di certo ho arricchito ulteriormente la mia collezione di lezioni su come una città – una comunità, o quello che illusoriamente definiamo UNA comunità – risulti diversa a seconda dell’orario, della stagione, delle occasioni sociali e del tempo atmosferico.

Siamo settantamila: normalmente ormai si dice solo settantamila, dimenticando che tante persone non si incontrano in una vita.

——

* ma era questo il termovalorizzatore in più che volevano costruire nel modenese?

Italia in fast rewind

Da La Stampa del 22 luglio:

Per il momento, per sognare, basta collegarsi al sito del governo spagnolo e scorrere la biografia della ministra dell’Università e dell’innovazione: dottore in biologia molecolare, con un lungo curriculum di incarichi ai massimi livelli in prestigiose istituzioni pubbliche e aziende private che si occupano di ricerca e innovazione.*

Ancora su Englaro (ma è come gridare al muro)

Aggiornamento anteposto: un contributo che aspettavo.

Continuo a vedere che il dibattito (almeno in parte) è fervido sul tema del VALORE della vita e delle vite.

Non si tratta di un problema da poco, ma focalizzarsi su di esso è fuorviante.

Il nocciolo della questione è:
ha l’individuo il diritto di decidere per sé?

Io voglio decidere per me. Se mi trovassi nelle condizioni di Eluana non vorrei essere tenuto in vita per più di qualche mese. Ma vorrei anche che si rispettasse la volontà di chi non è dello stesso avviso. Compatibilmente con le possibilità delle strutture sanitarie.

Pretendere di stabilire una regola è pretendere di farlo ugualmente per tutti: è molto rischioso, anche per chi sta dalla parte della vita.

L’unico termine di discussione serio è se ci siano gli elementi per determinare la volontà di Eluana, e lo strumento per farlo (in mancanza di un testamento biologico #%&$£!) è un’accurata azione legale; non un giornale, un’enciclica o un blog. Con buona pace di chi blatera di magistrati et similia.

Ma se Eluana non può decidere per sé,
allora non posso decidere neanche io.

Mettete giù le mani.