Contropaccotto?

Le lampade cinesi da liberalizzare?

Legambiente sembra essere nel giusto, ma a guardar bene è possibile porsi alcuni dubbi.

Protezionismo? Cattivo, cattivo. Ma il dumping?

Peccato che Lumachina di ecoblog non citi la fonte, anche se il fatto è molto verosimile.

A questo punto potrebbe aver ragione Osram, che è l’unico produttore o quasi ad avere ancora stabilimenti anche in Europa.

Anche?

Coop dice addio alle lampadine a incandescenza?

Il comunicato stampa è questo.

Non voglio sembrare pignolo, ma le alogene sono anch’esse lampade ad incandescenza. Toglieranno anche quelle? Elimineranno anche le IRC, o queste e queste, che proprio ora cominciano a essere disponibili anche nei supermercati, e sono in molti casi l’unica valida soluzione?

Spero di no.

Penso che si debba parlare eventualmente di bando delle “lampade ad incandescenza a bassa efficienza” o “tradizionali”.

Quello della Coop è solo un esempio di informazione incompleta, conseguenza della comunicazione insufficiente da parte di specialisti e (soprattutto) giornalisti. Greenpeace, Legambiente e altri non brillano per profondità; non parliamo poi della media degli articoli che si leggono sui maggiori quotidiani.

Ogni tanto si legge che questa o quest’altra nazione “metterà al bando le lampade incandescenti” senza che vengano specificati i modi e i dettagli.

Certo, un grosso problema è conciliare un’informazione approfondita con la necessità di promuovere fonti luminose più efficienti: la situazione è incredibilmente arretrata, l’ignoranza della gente spaventosa e – a scanso di equivoci – è importante che si aggiorni il più gran numero più lampadine possibile*. Però usiamo la testa.

Poi è ovvio che dopo questo casino salti fuori qualcuno che prova a convincerci che no, le lampadine classiche sono migliori e inquinano meno (qualcuno ci ha provato anche per l’Hummer).

O, peggio, che le società di produzione siano spinte, da una normativa inattuabile, a un’attività di lobbying che porti a rigettarne anche i contenuti positivi.

Il dubbio è che possa esserci scarsa chiarezza non solo tra gli operatori dell’informazione, ma anche a livello legislativo. Vediamo cosa salta fuori dalla nuova direttiva europea…

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*Come si legge anche su Luxemozione, non è importante solo la tipologia della sorgente luminosa, ma anche l’uso che se ne fa; qui la parola “possibile” significa “dove è sensato e vantaggioso”.

Ricordiamoci che il Paradosso di Jevons è sempre in agguato…

Traffico vuol dire anche questo

Più veicoli per strada significano maggiori consumi totali, ça va de soi.

Ma la densità del traffico fa aumentare anche quelli specifici.

In questi giorni di minor attività economica c’è meno gente in giro e conseguentemente sto facendo, con la mia macchina, 3-4 km/litro in più.

L’obsolescenza della croce


Unlike this one, Kippenberger’s frog
is holding a beer mug and an egg.

Come dire: la prudenza non è mai troppa…

C’era già del fermento in rete,
poi all’appello di Malvino hanno aderito in una moltitudine.

Io volentieri avrei partecipato con un post lapidario,
ma poi un dubbio si è fatto spazio e mi impedisce coricarmi subito:
ha senso che un cristiano si senta offeso da un’opera come questa?

Io sto rendendomi conto solo negli ultimi tempi di quanto i cristiani siano assuefatti alla croce, che è un SIMBOLO DI MORTE e sofferenza ignominiosa.

noi predichiamo Cristo crocifisso,
scandalo per i Giudei,
stoltezza per i pagani
(1 Cor 1,23)

E infatti chi non ha sublimato il simbolo (tipico per chi è soggetto a questo logorio visivo dall’infanzia) spesso si sente a disagio nel vedere questa machine à tuer affissa dappertutto.

Lo sottolineo, perché attualmente è ovvio solo per pochi: chi non vi scorge la vittoria della Resurrezione può solo vederci l’oggetto storico, che è tutto fuorché rassicurante.

Una religione che vuole portarmi la salvezza si presenta usando l’emblema di una sedia elettrica: è come se un’industria farmaceutica avesse per logo un teschio con le tibie.

Non è strano; è profondo e voluto: è scandaloso, come detto sopra.

Chiedetelo agli ebrei come hanno percepito la vista della croce in questi duemila anni.

La gerarchia fa finta di niente quando si tratta di rispettare il sentimento dei diversamente credenti, ma poi si arroventa per la rana, perché “ferisce il senso religioso di tante persone che nella croce vedono il simbolo dell’amore di Dio e della nostra salvezza, che merita riconoscimento e devozione religiosa“.

Avete un Dio che vi impone un amore così duro, e vi incazzate per la rana?

S’io fossi Papa allor quell’opera sarebbe per me una provocazione da raccogliere: quasi una integrazione del simbolo stesso. E in effetti è quello che fanno, quando decidono che si tratta della strategia migliore: fagocitano, assorbono e sfruttano le contraddizioni trasformandole in ambivalenze.

Io non vedo in queste mosse della Chiesa il tentativo di difendere la sensibilità dei credenti, ma pura CRATOFANIA.

Geordie secondo Bardi

Nella pratica, il conflitto si è risolto a favore del Re, e Geordie è finito impiccato.
Potremmo immaginarci una fine diversa, in cui Geordie capeggia una rivoluzione contadina, prende d’assalto il castello e fa tagliare la testa al Re. Dopodiché, viene dichiarata la repubblica il bosco dei cervi diventa “proprietà del popolo”. Si tagliano gli alberi e si sterminano tutti i cervi. Il popolo decide spontaneamente di usare i ricavi della vendita del legno e della carne di cervo per erigere una gigantesca statua di bronzo a Geordie. Il Soviet supremo, capeggiato da Geordie, istituisce l’agricoltura collettivizzata…

Un post che può stare nella Top Ten di sempre.

Nuove prove a favore del Progetto Intelligente

Rinvenuta in Val di Fassa, nei pressi della Valle di San Nicolò*, un’impronta ossea, verosimilmente di una tibia.


Il campione è in evidente discontinuità con qualsiasi reperto finora conosciuto: non esistono anelli di congiunzione con altre forme viventi.
Si suppone che l’animale al quale l’osso apparteneva non sia sopravvissuto ai cataclismi biblici, in particolare all’avvento del Rullo Compressore Universale.
La datazione della roccia, un conglomerato a matrice organica, ha rivelato che la formazione è molto recente, smontando la ridicola idea che la terra si sia formata più di 4 miliardi di anni fa.

* che già tante soddisfazioni ci ha dato in materia di fossili.