Fluidodinamica for dummies

Post che ravviva i fulgori dei bei vecchi tempi.

Nella mia foga “coibentativa” mi è venuto un dubbio:
ha senso inserire un isolante da 20mm dietro i termosifoni?

Considerati nel complesso i meccanismi di trasmissione del calore, la risposta è tutto fuorché ovvia.

Se lo spessore disponibile fosse di almeno 50mm non ci sarebbero dubbi (meglio coibentare), ma con così poco spazio si rischia di attivare una conduzione che, se pur di bassa intensità, è peggio dell’effetto isolante dello strato limite.

Esisterà quindi un valore critico di spessore sopra il quale conviene mettere l’isolante e sotto il quale no.

I parametri in gioco sono parecchi, e la risposta può venire solo da una dettagliata simulazione termo-fluidodinamica.

La cosa incredibile è che oggigiorno la posso fare in poco tempo e su un portatile.
Anche solo 10-20 anni fa calcoli di questa complessità richiedevano risorse notevoli, e spesso non erano alla portata non solo dei singoli, ma neppure delle PMI.

Il responso? Sono proprio sulla soglia! Che mondo difficile.
Considerato costi e tempi, mi conviene lavorare solo sull’isolamento delle pareti libere.
Ma quando faremo manutezione all’impianto converrà portare i termosifoni fuori nicchia.

Seconda variante:

La triste vita del termosifone incazzato

Una delle tante cattive eredità tecniche di un passato di progettazione negligente sono i termosifoni incassati in nicchia.

Si tratta di una sfortuna molto diffusa, che aumenta le dissipazioni termiche dell’involucro edilizio.

E non c’è molto da fare, perché purtroppo anche la coibentazione tra radiatore e nicchia o non è possibile (in alcuni casi rischia di compromettere la convezione ottimale) o è solo palliativa: servirebbero svariati cm di spessore per l’isolante, ma non ci sono quasi mai.

Per verificare se a casa mia è opportuno isolarli sto effettuando delle simulazioni numeriche, ma non sono molto ottimista.

La soluzione vera richiede un serio intervento sull’impianto: portare in fuori i radiatori.

Pillola: succede già da tanto tempo

In riferimento a questo episodio

Tempo: primi anni ’90
Luogo: Nord Italia, una farmacia molto cattolica
Ora: 21.30

Cliente: Vorrei una scatola di Milvane.

Farmacista: Ha la ricetta?

Cliente: No, mi dispiace, la ricetta nuova non ce l’ho perché avevo due confezioni di scorta, ma mi è rimasto tutto giù a Firenze.

Farmacista: Non dovrei dargliela senza prescrizione, lo sa?

Cliente: Lo so. Mi dispiace. Ma mi sono proprio scordata la borsetta. Ma se è un problema… [cerca di sottecchi il nome delle altre farmacie in turno]

Farmacista: No, posso fare un’eccezione. Vede, però…

Cliente: Però?

Farmacista: Una donna dovrebbe saper ascoltare se stessa.

Cliente: ??????
[pensa: questa pillola me la piglierò fino alla menopausa per questioni di salute, cosa vuole ‘sto qui?]

Farmacista: Sì, certe dimenticanze significano che il proprio spirito non è in pace, che si stanno facendo delle cose sbagliate…

I nostri figli schiacciati

Mia moglie lo dice da mesi, anzi, da anni.
E la riforma Gelmini sarà la botta di troppo
(ci sono scuole materne in cui già ora per la nanna
pomeridiana si devono ammassare dei mobili contro
le pareti, bloccando anche le uscite di sicurezza).

(…) c’è un punto dove la dottrina keynesiana e l’intrallazzo mafioso s’incontrano (dove sia questo punto esattamente non lo so, ma sicuro vicino ci hanno fatto uno svincolo dell’autostrada e un comodo centro congressi)
(…) Quanto tempo riuscireste a vivere in una stanza 4×5 con altre 25 persone? I vostri figli ci passano cinque ore in media al giorno. Pensate che sia legale?
(…) da settembre in poi la maggior parte delle aule sarà riempita oltre i limiti previsti dalle normative sulla sicurezza negli edifici pubblici