Ignazio Marino – testamento biologico – 2

Carissima/o,

Ti scrivo per chiederti un piccolo sforzo per una importantissima causa. Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al centro del dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende approvare una legge che limita la libertà di scelta del cittadino imponendo alcune terapie, come l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti: spetterà sempre al medico l’ultima parola.

Qual è allora l’utilità di questa legge, se non si garantisce al cittadino che la sua volontà sia rispettata? La verità è che il ddl della destra è stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata davanti ad un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio medico di famiglia? Al contrario della nostra proposta poi, non è presente nemmeno un cenno alle cure palliative, all’assistenza ai disabili,alla terapia del dolore.

Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l’appello, invitando tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci immediatamente per raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura. Se saremo tanti, il Parlamento non ci potrà ignorare. Nel prossimo dibattito in Senato il mio impegno personale è quello di dar voce alla vostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita, i cittadini vogliono essere liberi di scegliere.

Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più possibile l’appello per il diritto alla libertà di cura e grazie perché abbiamo già raggiunto quasi 100.000 firme!

Ignazio Marino

Integrato, non apocalittico

Con Luca Lombroso una volta si accennava a una hybris che riemerge spesso; una tendenza ad affidarsi messianicamente alla tecnologia per superare i problemi che ci affliggono e quelli che ci tormenteranno in futuro.

Troppo spesso capita di illudersi (lo fanno gli sviluppisti, ma anche gli alternativi) che la nostra tecnica si incarichi (ex machina, è proprio il caso di dirlo) di salvare la nostra civiltà e la nostra cultura.

Il discorso è complesso, perché la gestione e lo sviluppo delle tecnologie avranno davvero un ruolo importante nel cammino che ci attende.

Io però devo confessare di averla sempre vista secondo una prospettiva diversa.

Io sento il patrimonio tecnologico come parte costitutiva della cultura, di ciò che deve essere salvato, più che uno strumento per salvare.

E a bella posta non arrivo a parlare di conoscenza scientifica: già quella è spesso svilita rispetto alla “cultura vera”; ma qualcuno che si incarica di far dialogare le due culture ogni tanto si trova. No, vorrei proprio sottolineare la dignità e il significato umano “alto” di ciò che riempie la vita di progettisti, ingegneri, operai, artigiani, riparatori… che stiano nella grande multinazionale o in un garage (e che siano donne o uomini).

Nel paventare la decadenza in cui ci stiamo cacciando
per la cattiva gestione delle risorse,
non vagheggio un mondo bucolico e primitivo:
voglio salvare il mio!

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Un piccolo feticista assaggio nerd.
Istante 33’50” della  General Session
con Jon Hirschtick al SolidWorks World 2009:

Jon parla della prototipazione rapida, anzi, usa il più agevole termine 3d printing:

I know, you’re all gonna say “What’s new ‘bout 3D printing? It’s been around a long time”.
My view is “If you haven’t seen 3D printing lately, you haven’t seen it”.
It’s all changed completely.
Here is what 3D printing used to look like (mostra immagini old fashioned, anche se nel video si vede poco); you’re familiar with these, these are kinda what you could think it’s 3D printing today.
Today you can get so much better 3D prints: it’s amazing how quickly we’ve seen improvements in color, material selection and quality, speed, cost of models going down…
So, we used to show images in the CAD business, years ago when I would say to people:
“Look at the screen, these are not photographs, these are computer generated images
Today I’m gonna show you these models and say exactly the opposite:
“These aren’t computer generated renderings, these are actual photographs of 3D prints, this has come out of a 3D printer”

Be’, prototipazione rapida, reverse engineering, simulazione strutturale e multifisica non sono cose di interesse massivo, o che tutti usano ad ogni piè sospinto (soprattutto qui in Italia, sigh), ma nel mio lavoro sono strumenti quotidiani.

E devo ammettere che in questa roba ci sguazzo!

glasslink

Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione.

IO HO FIRMATO.

QUI

Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull’onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a votare una legge sul testamento biologico.

Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino, ma proprio per questo chiediamo di essere ascoltati. In Parlamento siedono i rappresentanti del popolo e per questo non è accettabile che si voti una legge senza tenere conto dell’orientamento generale del Paese e degli italiani.

Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.

Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione.

Alimentazione wireless

Interessante articolo su Tom’s Hardware in merito all’alimentazione wireless di dispositivi elettronici. Dopo le anteprime viste circa un anno fa, sembra che stiano arrivando dei prodotti di massa.

Non ho tempo ora per argomentare il mio interesse e le mie perplessità, riguardanti sia aspetti culturali che energetici che sanitari.

Per ora contemplo solamente cosa sta per offrire il mercato: sono abbastanza sicuro che si tratterà di applicazioni di successo*.

* Anche se per casa mia non se ne parla, al momento.

Noi sprechiamo l’energia, mentre i giornali non buttano via niente

Aandre segnala:

Repubblica mette in home page questa novità

Ecco come sprechiamo l’energia nei nostri palazzi

Uno studio di Legambiente con l’Edison ha permesso di analizzare attraverso la termografia l’efficienza energetica di edifici pubblici e residenziali in tutta Italia di VALERIO GUALERZI

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Vai nell’articolo e ti accorgi che è del 2006 (?!?). Bah.

Andre, vale comunque la pena di guardarlo, perché sto ancora aspettando le termografie da Luca e quelle dell’articolo sono ancora di piena attualità.

Fortunatamente la crisi non tocca ancora le cose importanti

Aandre mi manda una nota.
Per ricordare a chi si accapiglia per le grandi cause – da un lato o dall’altro – che è sempre bene tenere a mente di cosa si nutre il metabolismo dell’opinione pubblica.

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Fortunatamente la crisi non tocca ancora le cose importanti