In the case of fire: first me, second me

“Sono sopralavorato: I’m overworked”
diceva un mio collega inglese, tanti anni fa.

In questi giorni sono io ad essere sempre in giro per lavoro; trascuro il blog, ma ci riporto le mie piccole scoperte.

Di solito non rido del cattivo inglese degli altri, ma un cartello in hotel mi ha fatto rotolare.

C’era a fianco the source, ossia il testo italiano (interpunzione originale).

inthecaseoffire

In the case of fire

Remember that the most efficacious measure of prevention of all fire is the your continual attention.

In the case of fire behave you:

To be calm

Not use the elevator;

Inform unpremeditatedly [starebbe per “immediatamente”] the responsible of the security, telephoning at the number…

Close behind you doors and windows and direct oneself towards the security exit (see the plan enclosed)

Not break doors and windows, for not feed the fire with the oxygen of the air

Assure oneself, befor open the doors and windows, that not to be heat

Controller attentively the presence of fissure, that horizontal are most dangerous of vertical fissure, becouse indicate that the tack are hasten verse outside;

Not carry the personal subject, risking of remain entramp or of rallenting the evacuation;

Not re-enter into the evacuation area befor that the return is authorize of the attaché of ready intervention.

UPDATE:

Arrestato James Hansen

NYT -> ASPO -> Lombroso

Sta facendo il giro del mondo la notizia dell’arresto – ieri, 23 Giugno – di James Hansen, climatologo della NASA, mentre protestava contro una miniera di carbone in Virginia. Hansen è uno dei climatologi più attivi e più noti nel campo degli studi sul riscaldamento globale.

Sono stato in contatto più di una volta con Hansen e i suoi collaboratori. La senzazione che hai parlando con loro è chiarissima: chi lavora seriamente sulla questione del riscaldamento globale si rende conto sempre di più che siamo nei guai...

Altro non ci appulcro.

Ari-referendum

Ho voluto fare il raffinato (leggasi snob) anche stavolta,
mi leggerete in quella impalpabile ostia di distanza
tra le percentuali degli affluenti per i diversi quesiti.

Scrivo questo post solo per riportare il FASTIDIO che mi ha suscitato la sicumera del Comitato.

Mi sta bene – ed è ovvio – che difendano i tre sì.
Avrei preferito però leggere dei “vorremmo”, degli “speriamo” e non degli “accadrà questo e quello, gli altri raccontano solo balle”.

Soprattutto in una congiuntura politica come la presente.

Phibra?!? Phango!

1.
Si direbbe quasi un phake fatto da Sergio Conforti.

2.
“L’ennesimo fango (sostantivo numerabile, per la Prestigiacomo)”?
Certo, fa il paio col Ghedini che considera le donne un uncountable,
visto che il suo capo ne dispone in “grandi quantitativi”.

3.
Da bravo nerd questo genere di battute mi è sempre piaciuto:

“Un giorno, durante un’interrogazione di chimica, il professore chiese a Chuck Norris il Numero di Avogadro. Chuck Norris non solo lo enunciò correttamente, ma lo compose sul cellulare e gli passò Amedeo Avogadro in persona.”

Con panna acida

Qui in Emilia il prezzo medio del caffè era sui 90 cent.
Da qualche giorno vedo in giro che siamo sull’euro secco.

Mi chiedo come si giustifichi questo aumento in un quadro platealmente recessivo; e il petrolio tornerà sopra i 100 dollari, ma non l’ha ancora fatto, ragazzi!

È una piccola, ennesima conferma di un mio convincimento: gli aumenti degli ultimi 8-9 anni nella ristorazione e nella distribuzione si spiegano con una sola espressione: rigidità della domanda.

L’Euro è stata solo la scintilla che ha reso consapevoli i negozianti.

1,00 € non è ancora al di sopra della mia soglia di rifiuto per il caffè, mentre (per fare un esempio) la birra alla spina media qualunque me lo ha superato da mo’.

Dipende tutto da chi compra: se alla maggioranza va bene, si va avanti così.

È il mercato, baby :-)

Ingegneri e riduttivismo

Mi limito a segnalare – senza troppe considerazioni personali – un post di Sylvie che cita uno studio su ingegneri, creazionismo e intolleranze assortite.

I risultati sono poco lusinghieri; diciamo che il campione di ingegneri che personalmente conosco sembra essere al di sopra della media.

Tuttavia così ad istinto direi anch’io che in molti ingegneri c’è qualche pre- [o post-] disposizione al riduttivismo*.

Considerate, tra l’altro, che molti in facoltà oltre ai testi obbligati leggono solo la Gazzetta dello Sport.

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* Chiamo così quel tipo di visione del mondo che molti chiamano riduzionismo, ignorando o mistificando il fatto che il riduzionismo serio è ben altra cosa.