”Ho frenato la recessione”

Il presidente Barack Obama ha detto che la sua amministrazione ha ”frenato la recessione”.

Incredibile, non pensavo che stesse davvero ascoltando, mentre Silvio gli dava consigli.

(no, non è faccia tosta, è leadership)

Perspicuo!

Bersani: “La mia prima paura è che ci sia uno scarto tra il barocchismo del percorso, lo stato dell’organizzazione e certe tensioni divisive. È una contraddizione che se non riusciamo a governare, può farci non capire nel paese”. (L’Unità/massimo unali/La Palestra)

PS: perspicuo è autologico o eterologico?

Due link e un pensierino della sera

UPDATE: rubo a Cristiano ancora un pochino
per segnalare che Rob Hopkins è andato a fare il suo primo TED Talk.

Attraverso l’ultimo post di Debora raccolgo due cose per questo sabato sera.

In primo luogo, il blog health after oil che raccoglie sparuti ma significativi interventi.

In secondo, un commento di Cristiano:

Il “collega” di Chu ha fondato una Iniziativa di Transizione nella sua città (che ora è una Transition Town).

La ragione della sua scelta è semplice, quella che viene proposta in questo movimento è una strategia attiva e sostanzialmente “win win”.

“I wanted to shift from a discussion group to an action-based effort,” he explains. “Transition attracted me as a way in which we could actually begin doing something.”

E questo è proprio il punto, fare, cambiare, prepararsi, costruire sistemi resilienti.

Qualunque sia il futuro che ci aspetta tutto questo è vantaggioso, perché se è vero che nessuno anela a spaccarsi la schiena nei campi è anche vero che è tempo che ricominciamo a mangiare cose sane e smettiamo di avvelenate e distruggere interi ecosistemi.

Quindi, comunque vada, che prevediate o no un crash economico, energetico e tecnologico, riprogettare i sistemi agricoli è necessario e auspicabile: conviene in ogni caso.

Così come è necessario e “furbo” tenersi aperte soluzioni ad alta, bassa e bassissima tecnologia senza approcci ideologici.

L’unica cosa che sappiamo per certo è che non sappiamo esattamente come andrà. Tentiamo quindi di preservare industria e tecnologia (non certo con una logica di business as usual), magari arriva un Kitegen o qualcos’altro che ce lo consentirà, ma potrebbe anche andare male su questo fronte, facciamo quindi come fanno i sistemi naturali, prevediamo soluzioni ridondanti e con differenti livelli tecnologici, rimaniamo flessibili.

Se in Ucraina chiudono il rubinetto del metano va bene il geotermico a bassa entalpia con un sistema di pavimento radiante a bassa temperatura, ma anche avere un caminetto o una stufa a legna (Debora insegna) non è un’idea malvagia, e non dimenticatevi dei maglioni di lana.

Per quanto riguarda l’agenda di politici e giornalisti, per la piccola esperienza che mi sto facendo con le attività di Transition Italia, è tutto molto semplice: di certe cose al momento non si parla e basta.

Mi è già capitato diverse volte di dire a un giornalista “ma se io ti racconto di questa cosa (es: del picco del petrolio) poi te la fanno scrivere?” e la risposta, candida e sincera è stata, “no”.

What does a tornado like? Which god taxi driver!

Luca mi chiama direttamente in causa in proposito,
e io rispondo subito con un titolo cialtrone…

Sai che sono scettico?
Ne parla anche Ecoblog.
Lascio perdere la qualità scientifica dell’articolo del Corriere e mi limito a valutare sommariamente l’energia totale catturabile dall’aerogeneratore: la superficie intercettata è piccola, e la velocità bassa (perché siamo a terra).
Tutto questo lascia prospettive magre sulla resa massima teorica; figuriamoci i rendimenti effettivi.

Detto questo, mi piace lasciare spazio a qualsiasi ricerca; chissà, magari dietro ci sono delle implicazioni interessanti (non esplicitate però da quello che se ne può leggere finora).

La mia predilezione – a tutt’oggi – va al Kitegen (*, *, *).

Galileo, un caso senza fine

Finché è presente (si autodistrugge in pochissimi giorni, sebbene in tanti si paghi il canone) raccomando agli appassionati il podcast di Radio3Scienza Galileo, un caso senza fine.

La pagina di presentazione (con lo streaming se siete arrivati tardi per il download) è qui.

Melchor Sanchez de Toca y Alameda mi è piaciuto, anche se neppure lui riesce a trattenersi dal raccomandare agli scienziati umiltà, paventando il solito piano inclinato che porta all’eugenetica nazista. Ma si sa che spesso la miglior difesa è l’attacco…

Funghi allucinanti

Ho acquistato un cestino di finferli (Cantharellus cibarius) qui in Val di Fassa.

Non è che sperassi fossero proprio chilometri zero, ma… dalla BOSNIA?!?

Sono grossi come dei Pleurotus. Poi dice che l’uranio impoverito non fa nulla.