L’espressione di una civiltà – 2

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Un anno fa dicevo che le automobili sono le nostre cattedrali.

Scopro ora che lo scriveva Barthes in Mythologies più di cinquant’anni fa.

Non solo arrivo buon ultimo, ma forse non è neppure farina del mio sacco; ho letto il saggio di Barthes quella ventina d’anni or sono e probabilmente si tratta di una idea carsica riaffiorata.

Ci sono tornato sopra perché ho ricordato alcune parole di Barthes sulla Citroën DS (Déesse, ossia “Dea”) che si potrebbero applicare così come sono all’iPhone:

On sait que le lisse est toujours un attribut de la perfection parce que son contraire trahit une opération technique et tout humaine d’ajustement: la tunique du Christ était sans couture, comme les aéronefs de la science-fiction sont d’un métal sans relais.

Si sa che la levigatezza è un attributo tipico della perfezione, perché il suo opposto rivela un lavorìo tecnico, puramente umano, di sistemazione: la tunica di Cristo era senza cuciture, così come il metallo delle astronavi della fantascienza è senza giunzioni.

(il testo si può trovare quasi ovunque in rete, ad esempio qui; le considerazioni sovrapponibili al fenomeno iPhone sono impressionanti: vedasi ad esempio la distinzione tra fase visiva e fase tattile)

Peanuts in Comelico

peanuts - giovani lettori crescono

Il titolo si riferisce al lettore, non al libro ;-)
PS: ho scoperto che mio figlio nella sua libreria Anobii ha la categoria “Metamorfosi”…

Separate l’umido

Sono reduce da una vacanza nel comune di San Nicolò di Comelico.

Ho diviso anch’io da buon ospite (e di lungo corso) i rifiuti in vetro, plastica, lattine, carta da… tutto il resto.

Sì, colà l’umido finisce nell’indifferenziato.

Sono all’oscuro di tutti i retroscena tecnici e quindo non voglio e non posso fare una critica diretta al comune di San Nicolò. Approfitto però dell’occasione per ricordare che

l’umido compostabile è la prima
frazione da separare dei rifiuti;
non dividere l’umido è male
.

Comprendo che la gestione efficiente dell’umido richiede una filiera particolare (a Carpi abbiamo un impianto di compostaggio che ogni tanto ci ricorda della sua esistenza) e mi auguro che si stiano attrezzando in quel senso.

Dopotutto, appena qualche chilometro più giù – lungo il Piave – hanno il Consorzio della Priula che è un’avanguardia mondiale nella gestione dei rifiuti.

Ancora

La centrale, situata sul fiume Ienissei, è una delle più potenti del mondo, con una capacità di 6,4 milioni di kilowatt l’ora. ***

La capacità si misura in kilowatt (o in Megawatt) e non in kWh. Ma ignoro cosa sia un “kilowatt l’ora”.

Sproporzioni e proposizioni

Mi ricordo che quando i giurati del Premio Mondello decisero di dare a Italo Calvino un premio alla carriera, la serata fu presentata da Pippo Baudo: Calvino ricevette un assegno di dieci milioni di lire per la carriera, e Baudo un assegno di dieci milioni di lire per la serata. ***

Io inoltre mi ricordo che una sera in tv ho sentito uno scrittore dichiarare che Pasolini e Calvino erano largamente sopravvalutati; ho pensato che probabilmente aveva ragione, questo Aldo Buchi (o Aldo Fusi, un nome così).

È questo il modo di dare una notizia?

Stamattina dopo un’occhiata al sito di Le Scienze mi prende un coccolone: caspita, forse moriremo tutti e non possiamo fare niente, perché il riscaldamento globale non dipende da noi.

(ops, mi sono fatto prendere la mano; ma perché dovrei essere l’unico serio quando gli altri sono cialtroni?)

In sintesi: se andate sull’articolo per approfondire (facciamo finta che approfondisca, va’) potete capire che si tratta di una ricerca “accessoria”, come quell’altra sui raggi cosmici; è interessante vagliare anche questo contributo, ma per ora non ci sono estremi che inducano a rivoluzionare la climatologia mondiale.

Tra l’altro il testo non esplica per nulla la relazione tra inclinazione dell’asse terrestre e radiazione solare (e tra radiazione a livello locale e globale) che mi sembra debba essere un punto critico della ricerca.

Simpatico però che ad ogni piè sospinto salti fuori un qualche “contrordine compagni”, soprattutto se infilato lì di soppiatto da professionisti che si vorrebbero autorevoli.

inclinazione

Un po’ di conti sulle rinnovabili

Forse tutti non sanno che l’Italia può vantare una frazione di energia rinnovabile molto superiore* a quella della maggior parte degli altri paesi.

Questo non dipende da scelte virtuose recenti, ma dall’ingente quantità di impianti idroelettrici installati nel ‘900 dai nostri nonni e padri.

In pratica, le oscillazioni provocate dalla crescita delle altre rinnovabili sono ancora poco rilevanti – anche se lasciano ben sperare – quando calcolate sul totale.

Di conseguenza mi permetto di criticare il titolo “Nel 2008 l’energia pulita cresce del 21% in Italia” sul sito di CASA&CLIMA: è fuorviante, perché mescola la crescita della produzione da solare, eolico, geotermico e biomasse con quella idrica, che contiene sì una parte di incremento strutturale ma è influenzata pesantemente dalla meteorologia.

Mai come in questa occasione un’immagine vale più di mille parole:

rinnovabili2008l

Grafico tratto dallo studio “Statistiche sulle fonti rinnovabili in Italia – Anno 2008” del Gestore Servizi Elettrici (rapporto citato da CASA&CLIMA, che comunque ringrazio).

Non penso che si tratti di inutile pignoleria: è che poi, quando il Battaglia di turno si attacca a simili comunicazioni per menare fendenti, è difficile controbattere…

D’altra parte, se è vero che il grafico evidenzia tutta la sproporzione tra le fonti, è pure molto eloquente nel mostrare l’impressionante crescita del non-idroelettrico degli ultimi anni; scorporata dal totale, la crescita relativa di solare, eolico & C. è ancora più rilevante (il solare scatta del 395%).

* Circa il 18%, un valore comunque basso
   rispetto agli obiettivi più recenti