A F. P.

Quando vendi anche se ho fatto una demo così così, mi fa solo piacere.

Quando dico che non sopporto Frank Sinatra e mi dici che è un tuo idolo, pazienza.

Quando tiri fuori dal portafoglio la foto di Padre Pio…

(ti voglio bene, ma ogni tanto fai venire il nervoso,
se non altro perché alla mia linguaccia fai fare certe figure…  :-)

Verifiche di credibilità

È superfluo che mi ripeta le cose su cui ovviamente sono d’accordo.

Il punto sta nel non usarle per suffragare la tesi – che io ritengo stia nell’articolo e sia strumentale – che l’intero concetto di green economy sia una stupidaggine e, forse, sia comunque inutile cercare di rimediare ai disastri che combiniamo.

Oppure ho capito male?

Resta inteso che anch’io quando un tema diventa mainstream e soprattutto se viene dirottato – hijacked – metto mano alla pistola.

Magie

Antonio Tombolini racconta che “veder crescere una cosa nuova è bellissimo, ma vederla nascere è davvero impagabile”.

Qui mi sa che siamo già nella fase di consolidamento, ormai. Però la felicità e l’entusiasmo sono ancora a fondo scala.

È per questo che prendo di peso il post di mia moglie e lo duplico qui.

Lo so che basta un link, ma oggi sono un papà rincorgoglionito.

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Gufi in arrivo

Io e Alle abbiamo questo problema: cosa leggere alla sera? Lui legge “le sue cose” di giorno, io – se e quando riesco – le mie. Ma alla sera no, si legge insieme. Cioè, io leggo ad alta voce per lui. Qualche volta che stavo proprio crollando e lui non accettava di lasciare lì un capitolo a metà, mi ha preso il libro dalle mani e me l’ha letto lui.

La lettura che a me è piaciuta di più, fino ad ora, è stata Emil della Lindgren. Il libro del papà, edito nel 1974 (perché una versione con tutte le avventure non esiste attualmente in Italia). Lui, nella sua libreria su aNobii, ha dato un voto alto anche a Ciondolino e GianBurrasca, ma io devo dire che non è che me li sia goduti granché.

Mi stavo chiedendo cosa iniziare dopo che avremo finito Il mulino dei dodici corvi, che io ho letto 20 anni fa (e mi ricordo solo che mi era piaciuto tantissimo, ma… ora è come se lo leggessi per la prima volta). In Leggimi forte Bruno Tognolini parla della lettura serale – durata mesi, anni – de Il Signore degli Anelli a sua figlia di 5-7 anni. E in seguito del bellissimo gioco che dalla lettura era partito, in cui si riconoscevano in luoghi e persone del mondo reale i luoghi e i personaggi del libro… “Beh, sì, magari iniziamo Il Signore degli Anelli“, ho pensato.

Poi qualche giorno fa ho visto nel caos della camera di Alle un libro rosso, senza sovraccoperta, con i soliti post-it, etichette, brandelli di fogli a segnare le molte pagine interessanti. Ma quello cos’è? Harry Potter. “Volevo vedere com’era, mamma”, mi dice lui con la sua faccia fintopentita e ben sapendo che questo furto dalla mia libreria non sarebbe stato punito. “Vuoi che lo leggiamo insieme, Alle?” gli chiedo. “No, mi piace da solo, ma se vuoi posso leggertene dei pezzetti quando ti addormenti” (penso sia chiaro a tutti chi è la prima a crollare alla sera, vero???).

Intanto stanno già arrivando gufi con lettere d’invito a Hogwarts, qui.

Per fortuna certe magie non sono precluse a noi babbani!

Mi dispiace fratello, ma se ti dà fastidio non hai che da voltarti di là

E, se dobbiamo dirla tutta, i primi a perderci da questa cecità moderna sono proprio i musulmani non violenti e integrati nelle nostre società, che ancora hanno difficoltà a far sentire la loro voce.

Che vuoi che ti dica, Fabri? La maggior parte di noi non sa veramente cos’è la laicità, e come la si difende.

Più in generale, noto sempre di più che per i liberali è difficilissimo non farsi fraintendere. E sì che il più delle volte parlano molto chiaro.

Tocca ripeterlo alla nausea: la libertà di pensiero e parola è INCOMPATIBILE con la pretesa incondizionata di non sentirsi offesi.

Facciamo un test: mettiamo che io adesso fondi una religione che considera atto sacrilego dare calci a un pallone. Come la mettiamo? (chi pensa che questo sia un esempio del cavolo si ripresenti al prossimo appello; o speri di avere sempre la maggioranza dalla propria parte)

Ma allora ci vado io, a difendere il nucleare

Il 13 maggio, a Radio3 Scienza, Margherita Hack ha dato il suo contributo alla causa delle centrali nucleari. Sono rimasto sgradevolmente sorpreso. Ma non dalla sponda che ha scelto la Hack. Quando uno scienziato di fama (per quanto la Hack non sia tra i miei favoriti) interviene a spiazzare posizioni fruste o scontate mi trova sempre assetato di conoscenza.

E invece stavolta niente, cazzo. Mi ha tirato fuori le quattro cose che anche una Carfagna, un Gasparri o un De Mattei avrebbero potuto dire.

Non voglio far trasparire un’ironia che non c’è; sono proprio triste. Perché non si tratta solo della Hack, ovviamente; ci sono grandi manovre, poco rispettose dei fatti e del cervello della gente, a prescindere dal colore e dalla direzione che hanno.

Insomma, mi son trovato a desiderare di essere là. E non per dire le mie ragioni del no al nucleare. Piuttosto, per illustrare alcune possibili ragioni per il sì. Ma serie. Sarebbe bello raccontare alla gente che con l’energia siamo messi come il porco a Natale. Forse gli italiani penserebbero che vale la pena di differenziare strategicamente le fonti, anche con qualche centrale nucleare. Oppure potrebbero immaginare che il potere voglia garantirsi il controllo di una sorgente di energia concentrata per i periodi bui che verranno. Sicuramente le priorità e le aspettative energetiche, nella testa dei liberi cittadini, cambierebbero rapidamente.

A questo punto davvero non mi fido più. Ci trattano come dei bambini, e io sento puzza di bruciato.