Al di là della suggestiva opera…

“Se siete di sinistra (o di destra sociale) direte che questa è la rappresentazione dell’oggi, solo moderatamente filtrata dalla sensibilità artistica; se siete di destra liberista direte che questa è solo una distopia propagandistica, e che in un mondo dominato dal liberismo non si arriverebbe mai a questo esito”

Mi sembra un’opposizione mal formulata.
Non c’è effettiva contraddizione: una cosa è la realtà, un’altra è un mondo dominato dal liberismo.

;-)

Un popolo di quattordicenni

Ricevo da Gimmy e pubblico:

In questi anni di tanto in tanto mi sono trovato di fronte a notizie definibili milestones. Evidenti spostamenti in avanti della frontiera della stupidità dell’Italiano medio.

Mi dispiace di non averne preso nota, perché un loro elenco avrebbe forse potuto avere un valore.

Ve ne allego un esempio, pagina 161 di televideo

Non credo che la percentuale del 15% abbia un qualunque genere di valore statistico, molto probabilmente è inventata. Ma il fatto stesso che una notizia come questa appaia, può di per sé essere determinante. Se riesci a far sembrare normale un comportamento che in precedenza sarebbe stato definito patologico, hai già fatto metà dell’opera.

Anche perché mi pare proprio che in questi anni gli Italiani di tutte le età stiano vivendo un fittizio periodo adolescenziale, in cui si chiedono continuamente cosa sia “normale” e cosa no. Un costante bisogno di uniformarsi a quello che “il gruppo” ritiene giusto o sbagliato, per sentirsi parte di qualcosa. Siamo tristemente un popolo di quattordicenni.

Migliaia, milioni. Davvero?

Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.

Luigi Einaudi

Conosco persone come quelle descritte da Einaudi;
ma la realtà italiana è – in larga parte – questa.

hat tip Luca

Spirituale ma non religioso?

Forse un senso si può anche trovare. Ma se deve essere un alibi per farsi accettare, o una fonte di malintesi… né l’uno né l’altro.

Enter the word “spiritual”, which is becoming synonymous with retaining all that is good in a religious person, without the religion. It seems that in many people’s conception if you really can’t be religious, at least you should try to be spiritual. If you are not, then you must be a damned selfish materialist, an implicit admission that is not likely to get you many dates on Match.com.

But what, exactly, does it mean to be “spiritual but not religious,” or for that matter, just plain spiritual? (continua)

Da Rationally Speaking