Cos’è che diceva McLuhan?

Ho tra le mani questo libro di Giorello; come presagivo si sta rivelando una lettura relativamente pleonastica per me, ma non potevo non comprarlo: la quarta di copertina potrebbe essere il mio manifesto.

In un mondo in cui essere agnostici significa sembrare ignavi o mutilati e l’unico modo accettato di credere è farsi rappresentare Dio da altri uomini:

“Essere agnostico non mi basta più. Preferisco dirmi ateo, perché si rigeneri quello che Russell chiamava liberalismo: la possibilità di confrontarsi – e di scontrarsi se è il caso – con i religiosi della più variegata estrazione…”

Ma vorrei recuperare il titolo del post. Leggendo il libro, a un certo punto, cercavo il pulsante per commentare.

Il fascismo riparte dalla scuola – 2

(segue da qui)

Marco mi fa notare una pagina agghiacciante – la numero 7 – del documento La privacy tra i banchi di scuola.

Lascio sullo sfondo il capoverso Convinzioni religiose e quello in cui mi scrivono Le scuole pubbliche non sono tenute a chiedere il consenso per il trattamento dei dati personali degli studenti (richiederebbero un blog a parte).

Metto a fuoco solo questo estratto mirabile e ben più che sintomatico:

No, dai, ve lo metto anche in formato testo:

ORIGINI RAZZIALI ED ETNICHE

I dati sulle origini razziali ed etniche
possono essere trattati dalla scuola
per favorire l’integrazione degli alunni
stranieri.

Mi vedo – giallo come Bart Simpson –
che scrivo sulla lavagna uno zillione di volte:

RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE – RAZZIALI ED ETNICHE

Il fascismo riparte dalla scuola

Quello che sta succedendo nelle scuole è particolarmente grave.

A questo punto la riduzione delle risorse sarebbe quasi il meno (!)

Non entro neppure nel merito della demolizione progressiva della scuola pubblica, perché mi preme ricordare – a chiunque in Italia abbia a cuore la libertà di espressione, anche il più anarchico – due fatti di universale urgenza.

1) Non mi risulta che un insegnante perda dei diritti civili; può esprimere il suo pensiero politico come tutti, se non lo fa in classe. Qui invece girano circolari che proibiscono al personale scolastico di comunicare con l’esterno.

2) So di alcuni dirigenti scolastici che hanno ordinato ai docenti di non parlare direttamente coi genitori (!); da qui si evince che non si vuole evitare la propaganda politica, ma la semplice comunicazione dei fatti (ossia dei tagli). Se il governo vuole o deve prendere misure impopolari può farlo, ma assumendosene la responsabilità. L’occultamento orwelliano della realtà equivale alla sospensione della democrazia.

Magari non vi frega niente dei docenti e della scuola pubblica,
ma meditate: i prossimi potreste essere voi.

Io ho firmato l’appello.

Lettura consigliata: Fascismo pedagogico e fascismo di ritorno

An englishman in Verona

Ieri eravamo a Verona, piena di pedoni; siamo usciti dal garage interrato per tornare a casa.

Mi taglia la strada una coppia sui 40-50 anni (loro avevano rosso, io verde) in un incrocio dove, se ti fermi, poi la massa dei pedoni parte ed è un casino.

Io li ho lasciati passare (l’unica alternativa era stirarli) e passando ho detto: “C’è rosso…”

Risposta urlata: “Sei tu che sei pirla, ti sei fermato!”

La prossima volta lo asfalto.

UPDATE: c'entra? Boh, direi di sì.
Be’, se pensi che ieri ero a Verona, piena di pedoni,
siamo usciti dal garage interrato per tornare a casa.

Mi taglia la strada una coppia sui 40-50 anni (loro avevano rosso, io verde)
in un incrocio dove se ti fermi poi la massa dei pedoni parte ed è un casino.

Io li ho lasciati passare (l’unica alternativa era stirarli) e passando ho detto: “C’è rosso…”
Risposta urlata: “Sei tu che sei pirla, ti sei fermato!”
Uno così la prossima volta lo asfalto.
Ciao

Tre conferenze a Campogalliano in ottobre

I tre incontri costituiscono un ciclo dal nome DI NECESSITÀ VIRTÙ che è parte della più vasta manifestazione I GIORNI DELLA BILANCIA, di cui è disponibile il programma completo.

Si svolgeranno tutti presso il Museo della Bilancia
in Via Garibaldi 34/a – 41011 Campogalliano (Mo).

martedì 5 ottobre – Ore 21
I CAMBIAMENTI CLIMATICI DEL NOSTRO PIANETA
Relatore Luca Lombroso

martedì 12 ottobre – Ore 21
IL BILANCIO ENERGETICO VACILLA
Presentazione del volume “Energia e futuro: le opportunità del declino”
Relatore Mirco Rossi

martedì 19 ottobre – Ore 21
L’ESPERIENZA DELLE CITTÀ DI TRANSIZIONE
Relatore Cristiano Bottone

L’ONU manda a casa chi?!?

Questo articolo del corriere è sconvolgente.
Ci credo che molta gente ha le idee confuse (o sbagliate) se legge di ‘sta roba.
Mi chiedo come si possano – in buona fede – scrivere certe cose a partire da questo originale.
È comodo che molti italiani non sappiano l’inglese.

Il comitato conclude che il processo di valutazione dell’IPCC nel suo insieme è stato un successo e ha servito bene la la società. L’impegno profuso da molte migliaia fra i principali scienziati ed esperti mondiali nel processo di valutazione e comunicazione della natura delle nostre conoscenze sul cambiamento climatico e sulle possibili strategie di adattamento e di mitigazione, è un’impresa di per sé considerevole.

Ci sono state critiche su metodi e trasparenza, ma la situazione della nostra atmosfera non è stata per niente rivista verso il meglio. Poi, capisco: c’è chi crede in chissà quali divisioni fantasma.

HT Sylvie.