Lo abbiamo detto già molte volte…

…ma evidentemente c’è bisogno di ripeterlo.

A me sembra davvero – nel contesto italiano – a no-brainer choice.

Blackout

Il governo “ha insabbiato gli incidenti nucleari e ha nascosto i veri costi e i problemi legati all’industria nucleare”. Sono le parole di un parlamentare giapponese in un cablogramma di Wikileaks. In tutta Europa molti ambientalisti seri e onesti sono profondamente convinti della bontà della scelta nucleare. Sono persuasi che inqui­ni molto meno di tante altre fonti di energia disponibili oggi. E i suoi rischi sono relativi, dicono: il disastro di Fukushima va relativizzato, messo nel contesto di un terremoto devastante. In fondo non è perché c’è un incidente aereo che le persone smettono di volare. Forse hanno ragione. Però la domanda da fare a Margherita Hack, Chicco Testa e Umberto Veronesi è questa: ma davvero ve la sentireste di affidare la costruzione di una centrale nucleare, la sua gestione e lo smaltimento delle scorie radioattive alla nostra classe politica? La stessa classe politica che non riesce a smaltire la spazzatura di una città di me­die dimensioni, a gestire la rete elettrica senza blackout e a costruire un’autostrada senza l’infiltrazione della mafia e della camorra?
Giovanni De Mauro
settimana [at] internazionale.it

Non si possono chiudere improvvisamente 440 impianti che…

“Non si possono chiudere improvvisamente 440 impianti che…”

Si tratta di un falso dilemma.
Uno dei punti davvero deboli del nucleare è che le centrali vanno gestite anche (per non dire soprattutto) dopo lo spegnimento. È ovvio che conviene migliorare gli standard di sicurezza da subito, ma contemporaneamente cavare quanto più si può e resta dagli impianti esistenti e in costruzione.

Senza offesa, l’alternativa “Tiriamo diritto” vs “Spegniamo tutto subito” suona un po’ ricatto e un po’ straw man argument. Così come il tema delle emissioni di GHG.

Le politiche energetiche vanno valutate soprattutto in termini di costo-opportunità.
Il nucleare è in competizione o sinergia con le rinnovabili? I soldi che si spenderanno su una tecnologia saranno davvero sottratti alle altre?
A mio avviso non dovrebbe essere così, l’energia è un punto essenziale delle politiche future e dobbiamo investirci davvero (se pensate che un punto di aliquota di tasse sia tanto, allora siete molto più ottimisti di me) e su tutti i fronti.

Certo, col decreto rinnovabili il governo ha dimostrato come la pensa. Se per salvare il nucleare dobbiamo per forza affossare le rinnovabili, io ho deciso con chi stare.

Quello che paghi meno è quello che paghi subito

Qui leggo:

…tristemente ha affermato il primo ministro ucraino Mikola Azarov
“solo i paesi ricchi possono permettersi ora di discutere l’abbandono del nucleare”

Questa storia del “solo i ricchi…” l’ho già sentita tante volte, spesso rispetto alla salute, la qualità della vita, l’ambiente.
Probabilmente è vero, nel senso che è difficile che accada diversamente, ma quando “i poveri” fanno scelte apparentemente parsimoniose alla fine arrivano a spendere di più, magari pagando in natura. Punto.

UPDATE: non solo i poveri.

Temo che Luca Iezzi abbia ragione:

“Andrà così anche in Italia, ma nella maniera peggiore. Più che il pragmatismo da noi vincerà l’abulia. La maggioranza della popolazione è contraria, ma sarà tanto pigra da non andare a votare al referendum solo poche settimane dopo le amministrative. Una vittoria (non definitiva) per i nuclearisti ma l’ennesima sconfitta della capacità degli italiani di ragionare come una nazione.”

Semplicemente non concordo col suo titolo: Emotività globale.

Quello che sta succedendo può essere interpretato anche in modo razionale e infatti non tutto quel che ho sentito in giro è così da isterici, a ben vedere.

Inoltre, ho paura che non sarà semplicemente il petrolio a tre cifre a farci invocare il nucleare, ma qualche brutto black-out opportuno e ben assestato. Spero di essere smentito.

Welcome to the Anthropocene

“No, non abbiamo responsabilità nell’origine di un terremoto di grado 9. Ma le parti peggiori dello tsunami erano MOLTO STRANE. Si può dire senza precedenti.
Tutto è collegato ora. Siamo una forza della natura.”

(***)

 

Fish Discovering Water

Imagine a deep-sea fish at the bottom of the ocean.
It is surrounded by water; it lives in water; it breathes water.
Now, what is the last thing that fish would discover?
I am inclined to believe that the last thing
the fish would be aware of would be water.

Sir Oliver Lodge
New York Times, 1920

Citato da Tainter, ht Cassandra.