Viviamo nei veleni

Una doverosa segnalazione:

Il 19 marzo alle ore 16 a Roma vi sarà la conferenza stampa di lancio della

Campagna Nazionale per la difesa
del latte materno dai contaminanti ambientali

La Campagna, promossa da diverse associazioni di medici e di genitori, lancia un forte allarme sulle prospettive di salute in Italia, dovute agli insufficienti controlli dei livelli di contaminanti presenti nell’ambiente, e ha delle precise richieste:

  • la ratifica della Convenzione di Stoccolma (che fissa limiti severi e rigide misure di controllo all’emissione in ambiente di sostanze inquinanti e persistenti).
  • Il biomonitoraggio a campione del latte materno, che è un indicatore molto attendibile dello stato dell’ambiente di vita della madre; quindi il latte materno è una cartina al tornasole della salubrità dell’ambiente in cui tutti viviamo, ed è per questo stato scelto come simbolo di questa Campagna.
  • La sostituzione di pratiche inquinanti con pratiche virtuose quali la riduzione, il recupero, il riciclo e la trasformazione a freddo dei materiali.
  • L’adozione di strumenti di controllo efficaci e continuativi da applicare a tutti gli impianti fonti di diossina e non eliminabili.
  • L’approvazione del disegno di legge per creare un marchio “dioxin free” per gli alimenti.

A questo link si può leggere l’intero Manifesto della Campagna, nonché il programma della conferenza stampa del 19/03.

È possibile aderire alla Campagna sia a livello individuale che come associazione.

“Semplificazioni ambientali” e “collaborazione amichevole”

Prendo pari pari dal loro sito:

27 febbraio 2012 — Le associazioni che promuovono la Campagna per la difesa del Latte Materno dai contaminanti ambientali esprimono la più viva preoccupazione riguardo il Decreto Legge n°5 del 9 febbraio 2012, emanato dall’attuale Governo nell’ambito delle “semplificazioni”.

All’articolo 14 intitolato “semplificazioni ambientali” si legge, infatti, che i controlli ambientali devono recare “il minore intralcio” possibile alle imprese e che — addirittura — i controllori devono adeguarsi al principio di “collaborazione amichevole con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità”.

Riteniamo che i controlli siano controlli e non sia in alcun modo auspicabile alcuna “collaborazione amichevole” tra controllori e controllati.

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