Perché fingere il contrario?

Odifreddi era sia ridicolo che inquietante quando lanciava strali contro la Rowling e altri autori fantasy, colpevoli a suo parere di distrarre il popolo dalla realtà fisica descritta dalla scienza.

Mi ritrovavo però a essere infastidito in modo vagamente simile da alcuni aspetti della saga degli X-men (quella cinematografica); non tanto dal substrato di lassa science fiction che si dà per scontata e che tutto sommato non guasta, quanto dagli insistenti inutili richiami a mutazioni quantiche e all’idea di un’evoluzione rapida, lineare, obbligatoria e progressiva (vedere qui per un ripasso).

Be’, non c’è niente che riassuma meglio il mio pensiero di un passo di Terry Pratchett* che stasera mio figlio mi ha proposto, in modo completamente inaspettato (ma del resto non riesco più a tener dietro alla lista delle letture da lui avviate, concluse e riprese).

Eccolo qui, così come gli è venuta voglia di leggerlo mentre era in macchina con me, poche ore dopo che io avevo pensato alla scienza degli X-Men:

…ma prima chiariamo cosa non è La Scienza di Mondo Disco. Ci sono stati molti precedenti ispirati al mondo dei media, come La Scienza di X-files e La Fisica di Star Trek, che spiegano gli sviluppi della scienza odierna che un giorno potrebbero portare agli eventi e alle invenzioni descritte dalle serie tv. Gli alieni sono davvero atterrati a Roswell? Sarà mai possibile creare la propulsione a curvatura? Riusciremo mai ad avere le batterie praticamente eterne che Mulder e Scully mettevano in quelle loro torce?

Avremmo potuto adottare quell’approccio. Per esempio, avremmo potuto sottolineare che la teoria darwiniana dell’evoluzione spiega il modo in cui forme di vita inferiori si sono evolute in quelle superiori, il che a sua volta rende perfettamente ragionevole il fatto che un essere umano debba evolversi in un orango (pur restando un bibliotecario, dal momento che non esiste forma di vita superiore a un bibliotecario). Avremmo potuto speculare su quale sequenza del DNA potrebbe dotare in modo credibile i draghi di un rivestimento interno di amianto. Avremmo perfino potuto cercare di spiegare come si fa a ottenere una tartaruga lunga ventimila chilometri.

Abbiamo deciso di non farlo per un buon motivo… ecco, per due ottimi motivi.

Il primo è che sarebbe stato… ehm… idiota.

E questo per il secondo motivo. Mondo Disco non funziona secondo le regole della scienza. Perché fingere il contrario? I draghi non sputano fuoco perché hanno i polmoni di amianto, sputano fuoco perché lo sanno tutti che è così. Ciò che fa funzionare Mondo Disco è più profondo della semplice magia e più potente della pallida scienza. È l’imperativo narrativo, il potere della storia. Il suo ruolo è simile a quello di una sostanza nota come flogisto, che una volta era considerato il principio o sostanza che permetteva agli oggetti infiammabili di bruciare. Nell’universo di Mondo Disco c’è il narrativium. È parte di ogni movimento degli atomi, del moto di ogni nuvola. È ciò che li rende quel che sono, li fa continuare a esistere e a prendere parte alla storia del mondo.

Anche il seguito merita, ma non mi voglio dilungare. In ogni caso ho molto apprezzato l’ironia sulle forme di vita inferiori e superiori :-)

* Che io vedo come il fratello dionisiaco di Douglas Adams.