Un paese che confonde gli imbrogliati con gli imbroglioni

Sarà interessante leggere le motivazioni della sentenza.

Potrebbe anche esserci un fondamento. Ma in ogni caso i condannati non sarebbero certo i maggiori colpevoli.

Un paese che confonde gli imbroglioni e gli imbrogliati è un paese che mi fa una grande paura.

Dal post Silvia rimanda anche ad altri:

Oggi, quindi, proverò solo a elencare qualche punto della vicenda.
(Per altri chiarimenti rimando al blog di Marco Cattaneo, a Oggiscienza, al blog di Leonardo Tondelli sull’Unità, a Pietro Greco su Scienza in rete e agli articoli di Nicola Nosengo su Nature e al suo commento su Scienza in rete).

Renzi mi piace sempre meno

Vendola era stato molto chiaro: criticava Renzi per “una più marcata adesione a modelli culturali che io penso debbano essere rottamati”. Accusando questi “modelli liberisti” di aver portato all’attuale crisi economica internazionale.

Si poteva essere d’accordo o meno, nel merito. Di tutto si trattava fuorché di un attacco alla persona; inoltre il dibattito dovrebbe essere semmai sull’efficacia dei modelli e delle proposte, non sul fatto, che mi sembra nessuno nasconda, che Renzi sia inclinato piuttosto a destra.

Matteo Renzi risponde accusando Vendola di averlo attaccato ad hominem e aggiunge “La nostra rottamazione, nonostante qualcuno ci accusi del contrario, non si riferisce alle persone ma alle idee. Non vogliamo rottamare persone ma modelli di politica che non si sono rivelati vincenti e che non hanno fatto crescere l’occupazione”.

Renzi sembra rigirare a pappagallo verso il mittente la critica che gli è stata posta, senza entrare nel merito e aggiungendo quella punta di attacco personale che contestualmente rimprovera all’avversario. Una tecnica stolida ma efficace che sembra presa di peso dal Manuale di management di Dogbert.

Dicono che Renzi sia antipatico a causa della sua faccia. Io l’ho sentito e letto spesso, e mi permetto di dire che la sua arroganza è sostanziale, temperata solo nella preparazione dei testi.