Che culo

Stasera non si riesce a circolare davanti a casa mia, è tutto un lavorio di vigili urbani e sirene, gente che suona il clacson e bestemmia.

Matteo Renzi è venuto all’inaugurazione del nuovo negozio Blumarine annesso allo stabilimento principale (sì, vivo qui, sono nell’ombelico del mondo).

Madonnina mia.

La parte essenziale è la cornice

Scriveva Frank Zappa* che la parte più importante di un’opera d’arte è la cornice. C’è da dire che arrivava buon ultimo, nell’arte del ‘900, a farlo notare. Non si tratta solo di una provocazione, ma di una questione di sostanza. È un punto chiave della filosofia dell’arte, ma vi risparmio qui gli approfondimenti: mi limito a rilevare che in campo scientifico e tecnologico questa osservazione è ugualmente rilevante, se non di più.
Comunque non voglio abusare della metafora e passo a occuparmi di simulazione.
Frank Zappa - The Frame
Ogni volta che noi progettisti facciamo due conti – di qualunque tipo: dalle formule più semplici dei prontuari fino alle analisi da milioni di DOF – usiamo dei MODELLI. Questi modelli sono SEMPRE delle approssimazioni; è una realtà che confido sia ben presente nei nostri pensieri, ma è bene ricordarla spesso.
Il punto è: per quali ragioni un modello è approssimato? Quali sono i punti deboli da controllare quando si valida un modello?
Ecco, io credo che in queste considerazioni ci scordiamo spesso della cornice. È abbastanza facile ricordarsi dei difetti INTERNI al modello; più difficile è vedere la cornice.
Quando si crea (o si usa) un modello per studiare un sistema, se ne devono definire prima di tutto i confini. In verità, il primo e più determinante atto fondativo di qualunque modellistica è la divisione del mondo in due parti: ciò che è dentro al sistema e ciò che ne sta fuori.
Il secondo sottoinsieme ha un nome ben noto, se non famigerato: AMBIENTE.
(continua)
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