Gli smartphone sembrano fatti per rompersi

(e per non essere facilmente riparabili)

Ormai posso dirlo con cognizione di causa: tutto il vetro usato per i telefoni è inutile e aumenta solo la probabilità di sostituzione per caduta.

Il vetro degli schermi ha varie ragioni d’essere, ma è l’incollaggio irreversibile che non si giustifica più: lo strato in vetro, che permette innegabili vantaggi, può benissimo venire applicato in modo da essere facilmente sostituito e soprattutto non propagare le rotture al touch e allo schermo.

Non parliamo poi dei vetri posteriori. La logica perversa dei “materiali nobili”, probabilmente dovuta a una moda pilotata, porta a disprezzare i tecnopolimeri, che sono la scelta ideale per il corpo e il dorso dei telefoni.

Un esempio fra tutti, le serie Xperia Z. Fino allo Z1 il dorso era in policarbonato: si graffiava ma era indistruttibile; dallo Z2 in poi lo hanno sostituito con un vetro, e difatti si rompe (esperienza personale, in famiglia li abbiamo entrambi). La perversione la vedevi nelle recensioni e nei commenti che incensavano il “miglioramento”.

Aggiungiamo in cima l’idea che il vetro debba arrivare a filo dei bordi esterni altrimenti l’estetica è grossolana…

Non condanno il fatto che una fascia di clienti possa compiacersi di oggetti da quasi 1000 euro che rischiano di frantumarsi in ogni momento; mi dispiace che una situazione simile sia obbligata per tutti gli altri, che preferirebbero sicuramente articoli più robusti.

In confronto, l’obsolescenza programmata è molto meno deprecabile.

L’ASCIUGATRICE / 4

L’avevo detto io…

C’erano un sacco di scettici, anche tra gli addetti.

Quando usai quasi uno stipendio per acquistare una AEG 59800 supponevo (e speravo) che un giorno tutte le asciugabiancheria sarebbero state a pompa di calore.

È successo: gli apparecchi in classe A e superiori hanno polverizzato le altre tecnologie, che sopravvivono solo in alcuni articoli (per lo più le lavasciuga).

La nostra 59800 funziona ancora, dopo 10 anni; ha un po’ di fouling sullo scambiatore e perde un po’ di umidità dal portello, ma fa il suo lindo mestiere.

Persistenza

finestrino-cabinovia

Nell’immagine, la maniglia di chiusura di un finestrino di cabinovia (Buffaure, Val di Fassa).

Si nota chiaramente dalla forma che la versione originale della maniglia, in due pezzi, era ricavata da profilati di alluminio. In seguito le parti sono state sostituite con pezzi stampati a iniezione, con tutta probabilità in poliammide rinforzata.

Il calco del vecchio disegno con una nuova tecnologia di produzione può avere molte ragioni, prime fra tutte la compatibilità (di funzione, di montaggio e di processo), ma anche i vincoli di fornitura, o semplicemente la mancanza di tempo e/o fantasia.

In ogni caso, qui mi ha colpito il pedissequo rispetto di certi dettagli.

Pubblicità contestuale

Magari qualcuno mi sa spiegare.

Usiamo il televisore quasi solo per guardare film e filmati in streaming, a pagamento su Chili e gratis su YouTube.

I filmati da YouTube sono per lo più cartoni, nursery rhymes, qualche concerto rock o di classica; e saltuariamente MASSICCE dosi di Vsauce e Veritasium.

La maggioranza degli intermezzi pubblicitari è su automobili di grossa cilindrata. Come mai?

NB: il TV non è collegato ad alcun account personale.

 

Mancanza d’ignoranza

A mio figlio cade il cellulare dalla tasca sulla pista ciclabile.
Lui si ferma, lascia lì la sua bicicletta, fa per chinarsi ma viene quasi investito dalla signora che segue. La quale non si chiede (non vede?) cosa sia successo e passa tranquillamente con la ruota sullo smartphone, non si cura di nulla e va.
Il telefono non si è fatto niente.

Come lacrime nell… maddai!

Per molto tempo non ho scritto, ma soprattutto non ho letto.

Ora, pensando cosa fare nel futuro di questo posto, temporeggio facendo un po’ di pulizie.

Di tutti i link che bulimicamente avevo raccolto qui a destra, è incredibile che ne siano ancora attivi più di metà.

Elimino per ora quelli deceduti, “privatizzati” o inattivi da troppo. Ma li ringrazio tutti e li metto in questo post a futura memoria. Comunque è stato bello.

Tematici

Colomba migratrice

Edil Urba Paesaggio

First Life

Illuminazione

MMWUM

Scott

Vari

Weiss

Workshop 1

Fatto a piedi

C’è uno stereotipo marchettaro appena meno diffuso del “naturale”, ma ancora più insensato: quello del fatto a mano. Lo si trova su una quantità incredibile di articoli a basso prezzo in giro.
Non voglio discutere adesso del fatto che sia o meno un fattore di pregio su un prodotto artigianale e costoso. Ma nella panetteria industriale, se mi fai a mano dei biscottini da pochi euro al kg, può significare che stai tagliando su altri fattori (qualità degli ingredienti?) o stai sfruttando delle persone.
Oppure, come serenamente spero, che mi stai raccontando una balla.