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Allarme per il latte crudo?

Allarme per il latte crudo.
La moda porta in ospedale.

(da Bioetiche)

Io sono tra quelli che hanno pensato tranquillamente “Se lo vendono, sarà sicuro”.
Lo so, in altri campi sono più informato e scettico.

Vedo ancora di buon occhio la possibilità di ridurre i rifiuti da imballaggio, ma se è impossibile pastorizzare il latte sfuso conviene che ci limitiamo ai detersivi.

C’è comunque da dire che a casa mia di latte crudo ne è girato parecchio fin da quando ero piccolo, fornito da amici contadini molti anni prima che qualcuno inventasse i distributori.

E in risposta al commento di equipaje: sì, l’articolo è irritante.
Perché se dalla Galbani per caso esce del formaggio coi vermi la colpa è solo della Galbani (anzi, no, è di qualcuno dentro l’azienda); se c’è qualche problema in una filiera alternativa si arriva sempre a dire “Vedete che voi ecologisti* non avete capito un cazzo”.

PS: parlare di principio di precauzione non ha significato se non si fanno analisi probabilistiche. Insomma, QUANTO è grande il rischio? Soprattutto in senso relativo agli ALTRI rischi che quotidianamente affrontiamo. Ad esempio (mi dispiace, non ho la fonte) negli USA si verificano annualmente 70000 ricoveri a causa all’Escherichia Coli…

* vocabolo assolutamente privo di senso

Comments

Pingback from Weissbach » Distributori automatici di latte crudo
Time: 5 dicembre 2008, 00:44

[...] recenti Weissbach » Allarme per il latte crudo su Distributori automatici di latte crudoA su Novità sul 55%stringbeanjean su Retroattivo? Anche [...]

Comment from Alessandro
Time: 5 dicembre 2008, 09:38

Dài, adesso ogni cosa è buona per lanciare l’emergenza e distogliere l’attenzione da cose ben più importanti! Personalmente sono cresciuto a latte crudo comprato in una delle ultime cascine attive in centro paese (!!) e non ho mai sofferto di malattie renali nei miei 28 anni (finora…).
Semplicemente si faceva bollire il latte come tutte le persone di buon senso han sempre fatto e sempre faranno: il vero problema secondo me è il perdersi della conoscenza “arcaica” per cui le mamme moderne non sanno assolutamente come va trattato questo latte.
In fondo, ci meritiamo che lo Stato ci tratti tutti come bambini: “metti la cintura”, “vai piano”, perché lo siamo, un’orda di bambini scalmanati che va tenuta a bada… d’altronde cosa fai quando non hai voglia di controllare i bambini? Li metti davanti alla televisione!

Comment from Luca Lombroso
Time: 5 dicembre 2008, 09:52

Proprio pochi giorni fa prendendo latte crudo con un amico ci siamo detti: “le lobbies della GDO (Grande distribuzione organizzata) e dei grandi produttori non aspettano altro che la prima occasione per lanciare un attacco per stroncare questo sistema, perchè gli da fastidio e parte dalla base, scavalcandoli, perciò personalmente non sono affatto preoccupato .
La differenza fra un sistema distribuito e uno centralizzato è che forse quello centralizzato può essere più controllato (parlo dal punto di vista sanitario) ma quando qualcosa non va, quando qualcuno specula, quando ci sono problemi si avvelenano in un sol colpo milioni di persone

Comment from equipaje
Time: 5 dicembre 2008, 12:32

Weiss: la riduzione degli imballaggi e l’accorciamento della filiera sono due elementi piccoli ma moolto concreti per migliorare lo status quo. Occorre quindi, semmai rigore nelle normative per la distribuzione del latte crudo e ben vengano gli avvisi terrifici stile “può nuocere gravemente ai poppanti occidentali troppo privi di anticorpi” etc.. Ma mollare sul tema, no.
L’articolo linkato da Bioetiche -oltre ad essere un buon esempio di cattivo giornalismo- è *estremamente* irritante, da molti punti di vista.

Comment from Luca Lombroso
Time: 5 dicembre 2008, 14:02

Ottimo commento di Crisis:

http://crisis.blogosfere.it/2008/12/nuovo-spauracchio-il-latte-crudo.html

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