L’Œuvre au noir: Zénon, c’est moi
Post dedicato a Cristiana, con riconoscenza imperitura
Eccomi di nuovo a traino, e stavolta è davvero inevitabile.
Galatea racconta del minuscolo clinamen che le ha fatto prendere in mano Le memorie di Adriano ed ha cambiato la sua vita.
Il mio incontro con la Yourcenar è stato meno fortuito ma altrettanto duraturo. Il libro che forse mi ha scavato di più è L’Opera al nero; ne conservo gelosamente l’edizione tascabile in francese, con tutte le annotazioni di 21 anni fa.
Stefano ci dona una preziosa recensione del film (io devo ancora vederlo, ma non avevo dubbi sul fatto che non potesse essere all’altezza).
Posted: marzo 15th, 2009 under individuo, personali.
Comments: 3
Comments
Comment from Marco Ferrari
Time: 16 marzo 2009, 00:40
Che fighi voi due. E un libro normale, mai?
Marco
Scherzo. E vi invidio. Io leggo (e ho letto) solo cose noiose
Comment from Weissbach
Time: 17 marzo 2009, 00:31
Cose noiose?
Non fare il furbo, Marco.
Tra l’altro non dirlo a uno che fino ai dieci anni non ha letto un’opera di narrativa (a parte Robinson Crusoe) e si è rincoglionito con testi di biologia e di meccanica.
Comment from anonimo
Time: 20 marzo 2009, 20:11
È l’eroica (e molto attuale) storia di uno scienziato ante litteram, vissuto in un tempo in cui non solo dovevi sfuggire alle persecuzioni, ma non avevi neppure ancora uno straccio di metodo.
Per cui ti toccava di scappare dal pensiero magico religioso per rischiare di perderti in quello dell’alchimia.
Zenone è la libertà di pensiero, che verrebbe anche prima della ricerca dei contenuti di filosofia naturale, ma che ha bisogno di quest’ultima per essere risvegliata.

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