Ma allora ci vado io, a difendere il nucleare
Il 13 maggio, a Radio3 Scienza, Margherita Hack ha dato il suo contributo alla causa delle centrali nucleari. Sono rimasto sgradevolmente sorpreso. Ma non dalla sponda che ha scelto la Hack. Quando uno scienziato di fama (per quanto la Hack non sia tra i miei favoriti) interviene a spiazzare posizioni fruste o scontate mi trova sempre assetato di conoscenza.
E invece stavolta niente, cazzo. Mi ha tirato fuori le quattro cose che anche una Carfagna, un Gasparri o un De Mattei avrebbero potuto dire.
Non voglio far trasparire un’ironia che non c’è; sono proprio triste. Perché non si tratta solo della Hack, ovviamente; ci sono grandi manovre, poco rispettose dei fatti e del cervello della gente, a prescindere dal colore e dalla direzione che hanno.
Insomma, mi son trovato a desiderare di essere là. E non per dire le mie ragioni del no al nucleare. Piuttosto, per illustrare alcune possibili ragioni per il sì. Ma serie. Sarebbe bello raccontare alla gente che con l’energia siamo messi come il porco a Natale. Forse gli italiani penserebbero che vale la pena di differenziare strategicamente le fonti, anche con qualche centrale nucleare. Oppure potrebbero immaginare che il potere voglia garantirsi il controllo di una sorgente di energia concentrata per i periodi bui che verranno. Sicuramente le priorità e le aspettative energetiche, nella testa dei liberi cittadini, cambierebbero rapidamente.
A questo punto davvero non mi fido più. Ci trattano come dei bambini, e io sento puzza di bruciato.
Posted: maggio 15th, 2010 under Energia nucleare, Italia in fast rewind.
Comments: 6
Comments
Comment from Greciudd
Time: 17 maggio 2010, 22:40
Non riesco a sentire l’intervista sono diversi giorni che ci provo.
Voglio credere che a Margherita Hack le siano stati forniti dati inesatti o da fonti ”ufficiali” (per esempio OPEC oppure Edf per il nucleare)
Ormai si viene aggrediti quando si parla del nucleare (vedi Tozzi vs Chicco Testa): succede persino a me nel mio piccolo.
Come una soluzione pragmatica vedrei solo una lobby di industrie rinnovabili che gridi più forte di loro.(Caravita ci riferisce che siamo ad un 5% del PIL) Un Assosolare+ ANEV+ ANIMA ecc.. che ”gridi più forte di loro”…dato che a Sinistra siamo ad un nuovo brodo primordiale con buona pace della fu democrazia purtroppo…
Comment from Weissbach
Time: 18 maggio 2010, 00:08
Per qualche giorno l’audio resta qui:
http://www.radio.rai.it/podcast/A0058872.mp3
Dopo si può continuare ad ascoltare in streaming (solo con Real Player)
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-3ada2ed2-3ba8-483a-8b2a-d658312f208e.html
Comment from Greciudd
Time: 18 maggio 2010, 13:10
grazie
Comment from Antonio
Time: 18 maggio 2010, 13:46
“A questo punto davvero non mi fido più. Ci trattano come dei bambini, e io sento puzza di bruciato.”
Bel paese, l’Italia. Oramai tutti vivono nel sospetto di tutti. Non bastava dire che sei in disaccordo con la Hack? E che le sue argomentazioni (quali?) le trovi puerili? Perche’ in Italia dobbiamo sempre rifarci al sospetto e al dolo volontario?
Comment from Weissbach
Time: 18 maggio 2010, 14:16
No, non basta dire che sono in disaccordo con la Hack.
Anche perché quelle non sono le idee della Hack. Si tratta o di propaganda, o di colpevole leggerezza nel trattare un tema vitale. In ogni caso non rendono un buon servizio ai fautori del nucleare, se lo scenario è quello dell’onestà intellettuale. È per quello che ho dei dubbi: non sulla Hack, ma appunto sull’onestà intellettuale di chi sta imbastendo questo scenario mediatico.
Probabilmente nel suo caso l’hanno “incastrata” perché è un’amica, e lei molto gentilmente ha fatto il favore di metterci la faccia (la voce), magari senza neanche troppa voglia.
Però è una vergogna che degli intellettuali portino in processione il loro prestigio (magari maturato in campi di conoscenza non pertinenti) senza avere neppure la serietà di documentarsi cinque minuti per andare al di là di tre luoghi stracomuni (vedi anche, ad es., l’articolo di Bellone sul riscaldamento globale).
Cose come quelle che seguono sono puro bullshit:
“Se scoppia una centrale in Francia lo schifo ci arriva lo stesso, quindi tanto vale averne qui lungo il Po” (chiedilo a chi sta a Piacenza o Cremona, se per loro è uguale un incidente sul Rodano o a Caorso).
Tra l’altro, che discorso è? Queste centrali sono sicure o no?
“In Italia l’energia costa di più che nel resto d’Europa” (sì, per questioni che minimamente hanno a che fare con i costi di produzione alla centrale).
E in ogni caso la questione non è abbassare il prezzo dell’energia del 20% oggi, ma non farlo aumentare del 200% fra 5 anni.
Quando lo dico io, mi ridono dietro. Se lo dicesse il presidente, con la faccia seria, le gente vorrebbe una centrale nucleare nel cortile e il diritto di mettere i pannelli solari anche sui monumenti. Ma forse prima si vedrebbe del sangue in strada, purtroppo.
Pingback from Weissbach » Inchiesta nucleare
Time: 13 giugno 2010, 11:42
[...] Un commentatore qui ipotizzava con diritto che ce l’avessi con la Hack per il solo fatto di essere [...]

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