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Storie dalla sala macchine #3

T: “Vede, quello che io pretenderei da un sistema di progettazione parametrico, associativo e orientato a…”

P: “Senti, di queste cose non ne voglio mezza; non è che noi abbiamo bisogno di granché: per i disegni che facciamo noi, ci basterebbe tirare delle righe sulla carta del pane”.

T: “Ma quindi perché è venuto qui?”

*** *** *** *** *** ***

Premetto che:
1) la mia risposta fu comunque al di là di quello che mi permetto di solito coi clienti;
2) purtroppo non si tratta di un caso isolato e spesso i tecnici sembrano avere molto tempo da perdere.

Fatta tra noi la premessa, ecco la risposta che avrei voluto dare:

Certo che:

    la considerazione che hai per i tuoi sottoposti
    la considerazione che l’azienda ha per il vostro lavoro
    l’efficacia dei vostri processi
    il vostro prodotto

devono essere proprio una merda.

Comments

Comment from Vaaal
Time: 10 aprile 2008, 09:38

“La considerazione che l’azienda ha per il vostro lavoro è proprio..” è a mio parere quella più offensiva.

Che gente!

Comment from knulp
Time: 10 aprile 2008, 09:48

mamma mia, quanto è vero! La tipica azienda medio/piccola italiana (quella del miracolo italiano di qualche tempo fa, e della crisi di oggi) è proprio una merda.
A parte qualche lodevole eccezione, e guarda caso sono proprio le eccezioni che fanno i soldi oggi…
(non vi dico quello che si trova nel settore “elettronica embedded”…)

Comment from bolero
Time: 11 aprile 2008, 09:02

percezione della professionalità informatica nell’azienda in cui lavoro io:
Capo: “quindi non hai tempo di fare questo programma. E se lo facessimo fare al disegnatore dell’ufficio tecnico? Sa usare Access e si è fatto anche il sito internet!”
Io: “Ingegnere, io so cambiare la candela della mia moto, ma non per questo credo di saper fare il capofficina”
Capo: “Sì, capisco, cosa intendi, ma queste cose sono un po’ come montare i mobili dell’ikea: la prima volta è difficile, poi man mano è sempre più facile”

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