Uno con cui mi trovo in sintonia
Non sono contrario alle centrali nucleari.
Nel 1986 avrei votato no al referendum, ma ero ancora minorenne.
E qualche centrale, se la facciamo in fretta, ci tornerà comoda.
Nel nostro mix energetico variegato ci può stare anche il nucleare (il link è a Beppe Caravita), per quanto io non riesca a capire esattamente quale tecnologia stia promettendo Scajola (III+? IV? Ma allora è pronta?!?).
Sicuramente però è nefasto far balenare agli occhi degli italiani un miraggio.
E se proprio qualcuno ambisce ad aggiudicarsi l’appalto di grandi opere, forse è bene rivalutare altre possibilità.
Ho conosciuto Pietro Cambi al convegno ASPOItalia1 a Firenze nel 2007.
Mi piace il suo approccio, disincantato ma operoso.
È uno degli artefici del cinquino elettrico.
Esprime la sua posizione sul nucleare in un post dalle prospettive meno anguste:
(…) Saremmo, faccio presente, nel 2020.
NON C’È, in alcun modo, tutto questo tempo.
Proprio non c’è (…)
Insomma: capisco che in una ottica, come dire, ahem, Liberal-Keynesiana (ok è un ossimoro ma anche, ainoi, una rappresentazione della linea politica prevalente) ci vogliano, sempre e comunque, le grandi opere. Si potrebbe, però, discutere di QUALI fare con un po’ di gnegnero, buon senso, declinato alla toscana?
Posted: maggio 23rd, 2008 under ASPO, Energia nucleare.
Comments: 7
Comments
Comment from knulp
Time: 23 maggio 2008, 22:59
E il solare CPS? Ne ha parlato anche Rubbia recentemente, e ne parlo da me.
Per il nucleare basato su Uranio mi pare un po tardi. In realtà mi dice un mio amico fisico che si potrebbe fare una centrale a torio, invece che a uranio, perché il torio sarebbe disponibile in quantità nettamente maggiori. Ma la ricerca è ancora indietro su questa tecnologia. Magari se partiamo adesso anche noi ce la facciamo a recuperare il tempo perduto in tutti questi anni.
Comment from Weissbach
Time: 23 maggio 2008, 23:38
Oh, beh, certo. Dovevamo pensarci prima, al nucleare.
E ho il timore che le centrali che faranno (se le faranno) non avranno gli accorgimenti utili a convertirle velocemente alle nuove tecnologie che in futuro potrebbero essere disponibili (e obbligatorie per non rimanere senza combustibile).
Comment from Weissbach
Time: 23 maggio 2008, 23:39
E poi qualcuno dovrebbe spiegare agli italiani (cominciando dai politici) che
autonomia energetica significa AUTONOMIA energetica.
Spostare il problema dalla fornitura di corrente alla fornitura di uranio non è detto che sia così saggio.
Pingback from Weissbach » Ancora sul nucleare
Time: 24 maggio 2008, 00:10
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Comment from pomarc
Time: 24 maggio 2008, 15:57
no! facciamole e basta! su su!! sono grandi, sono opere! calce e mattoni! su!
Comment from bolero
Time: 25 maggio 2008, 18:28
e le scorie? a Chiaiano?
Comment from Weissbach
Time: 25 maggio 2008, 22:35
Le scorie non esistono.
Però, visto che adesso la materia è sotto segreto di stato, penso che il mio prossimo acquisto (fatto il trasloco) sia un bel contatore Geiger.
Così, sai, non si sa mai…


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