Persistenza – 2

led-cfl-e27

Nell’immagine, una lampadina E27 a led.

Mi richiama alla memoria questo post.

Anche qui la forma richiama l’oggetto di generazione passata senza rivestire la funzione originale.

Qui addirittura siamo al retrofit del retrofit.

Una lampadina a LED che ricalca la forma di una CFL (fluorescente compatta), basata a sua volta sullo standard della lampadina a incandescenza con attacco Edison 27mm.

C’è da dire che non è nemmeno assurda, come distribuzione della luce.

Coop dice addio alle lampadine a incandescenza?

Il comunicato stampa è questo.

Non voglio sembrare pignolo, ma le alogene sono anch’esse lampade ad incandescenza. Toglieranno anche quelle? Elimineranno anche le IRC, o queste e queste, che proprio ora cominciano a essere disponibili anche nei supermercati, e sono in molti casi l’unica valida soluzione?

Spero di no.

Penso che si debba parlare eventualmente di bando delle “lampade ad incandescenza a bassa efficienza” o “tradizionali”.

Quello della Coop è solo un esempio di informazione incompleta, conseguenza della comunicazione insufficiente da parte di specialisti e (soprattutto) giornalisti. Greenpeace, Legambiente e altri non brillano per profondità; non parliamo poi della media degli articoli che si leggono sui maggiori quotidiani.

Ogni tanto si legge che questa o quest’altra nazione “metterà al bando le lampade incandescenti” senza che vengano specificati i modi e i dettagli.

Certo, un grosso problema è conciliare un’informazione approfondita con la necessità di promuovere fonti luminose più efficienti: la situazione è incredibilmente arretrata, l’ignoranza della gente spaventosa e – a scanso di equivoci – è importante che si aggiorni il più gran numero più lampadine possibile*. Però usiamo la testa.

Poi è ovvio che dopo questo casino salti fuori qualcuno che prova a convincerci che no, le lampadine classiche sono migliori e inquinano meno (qualcuno ci ha provato anche per l’Hummer).

O, peggio, che le società di produzione siano spinte, da una normativa inattuabile, a un’attività di lobbying che porti a rigettarne anche i contenuti positivi.

Il dubbio è che possa esserci scarsa chiarezza non solo tra gli operatori dell’informazione, ma anche a livello legislativo. Vediamo cosa salta fuori dalla nuova direttiva europea…

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*Come si legge anche su Luxemozione, non è importante solo la tipologia della sorgente luminosa, ma anche l’uso che se ne fa; qui la parola “possibile” significa “dove è sensato e vantaggioso”.

Ricordiamoci che il Paradosso di Jevons è sempre in agguato…