Topocane

Quando Marchionne annunciò che avrebbe eliminato la Croma pensai che stesse per abbandonare il segmento e mi chiedevo perché.

Adesso vedo in giro delle 500 grosse come delle Croma e che costano come delle Croma.

Ed è definitivamente accertato che non capisco un cazzo di marketing.

Phibra?!? Phango!

1.
Si direbbe quasi un phake fatto da Sergio Conforti.

2.
“L’ennesimo fango (sostantivo numerabile, per la Prestigiacomo)”?
Certo, fa il paio col Ghedini che considera le donne un uncountable,
visto che il suo capo ne dispone in “grandi quantitativi”.

3.
Da bravo nerd questo genere di battute mi è sempre piaciuto:

“Un giorno, durante un’interrogazione di chimica, il professore chiese a Chuck Norris il Numero di Avogadro. Chuck Norris non solo lo enunciò correttamente, ma lo compose sul cellulare e gli passò Amedeo Avogadro in persona.”

Ma che pianta è l’equòbio?

equobio

Meristemi scrive:

1) di fair trade ed eco-bio

Quello tra il grande mondo industriale e piccole realtà fair trade è un matrimonio che s’ha da fare e se non lo si fa in questa temperie non si fa più; è da scoprire se durerà e se gli sposi riusciranno a contribuire in parti uguali alla costruzione della casa nuova.

2) Dei rischi di alcuni complementi “autogestiti” per le terapie antitumorali

Sebbene i prodotti erboristici e gli integratori alimentari di origine vegetale siano percepiti dal consumatore-paziente come prodotti sicuri e non nocivi, il loro utilizzo estemporaneo e non guidato da personale competente ed aggiornato può essere palesemente pericoloso da parte di alcune tipologie di pazienti oncologici.

Più bianco non si può!

Questo oggetto mi ha ricordato un post di Tuttofinto.

Va bene il 90% in più di lumen (forse).

Ma cosa significa esattamente 10% più bianco?

PS: notare anche l’imballo modesto e poco appariscente.
Ma si sa, l’articolo è di una certa fascia,
e non lo si può svilire con un packaging da poco.

Sotto il cielo di Croda si fa sempre la… fila

Non so se ricordate gli allegri (!) documentari dei Gemelli Ruggeri a Croda.
Be’, qualche giorno fa ho assistito a una scena di vago sapore brezneviano.

Coda a Carpi

Questo è l’INIZIO della coda che si è formata il 25/11
al centro Borgogioioso di Carpi. Il motivo?

Stava scadendo il concorso del centro.
Ogni scontrino di almeno 25€ valeva un biglietto della lotteria.

La coda era per partecipare all’estrazione…

Se devi dirla, dilla grossa

Quello che mi ha sempre stupito del marketing Autodesk
è la sua sfacciata,
cafona, adorabile inverecondia.

Nota a margine, ma non troppo.
Davvero da manuale: AutoCAD a sentir loro è l’età della pietra,
ma non il 2008 che vendono adesso (che è pur sempre "2D Design"),
bensì l’R14, di cui non è più dannoso parlar male.

Il piccolo segreto delle torce con la dinamo

BogusAccu

Da qualche anno siamo invasi da torce elettriche a ricarica manuale:
modelli a manovella, a grilletto, a shaker (chiamato, nei mercatini, con nomi più pittoreschi).

Vi è mai capitato di notare, dopo qualche tempo, che questi oggetti non tengono più la carica?

Bene: fra i vari esemplari che ho avuto, ho aperto 4 modelli.
Di questi, ben 3 non avevano un accumulatore ma… una o due batterie di tipo 2032 (litio a moneta).

Per cui nessuna sorpresa se, finita la carica originale, la lampada resta accesa solo durante il movimento.
Il bello è che la dinamo non è finta; funziona più che dignitosamente. E se ci fosse un vero accumulatore al posto del "pacco", servirebbe anche a qualcosa.

Solo che gli acquirenti si accorgerebbero da subito che l’autonomia è bassa, e la manovra meccanica va eseguita ogni volta che serve luce.

Siamo ormai abituati a non conoscere la vera quantità di lavoro (energia, fatica) che serve a far funzionare le cose. Per cui ci devono indorare qualsiasi pillola; anche quando non sarebbe necessario.

Insisto nel sottolineare che lo scopo realistico questi oggetti è fornire la sicurezza di avere luce in ogni condizione, e non quello di generare energia rinnovabile.

EDIT
Ho notato un dettaglio, proprio nel modello della foto. E sono andato a controllare anche sugli altri.
Solo sul modello che vedete, la batteria è effettivamente ricaricabile.
Si tratta di una LIR2032 (e non di una volgare L2032).
Alla fine però, date le condizioni tipiche di impiego e ricarica, la vita utile di questi oggetti è molto corta. Tanto vale usare una torcia a basso consumo (io ne ho una che da un anno monta la stessa pila). O ancor meglio, prevedere un condensatore, e non un accumulatore chimico.